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Centrosinistra, nella corsa alla candidatura Carlo Daldoss è il più 'unitario'. Su Ghezzi e Rossi veti incrociati

Pesano le divisioni interne di Pd e Upt. Nel Patt una parte di autonomisti guarda a Valduga. E l'assessore tecnico torna ad essere la proposta maggiormente condivisa

Di Donatello Baldo - 12 luglio 2018 - 06:03

TRENTO. Ugo Rossi, Paolo Ghezzi, spunta l'ex senatore Giorgio Tonini per poi perdere terreno dopo pochi chilometri. Ancora Rossi, poi di nuovo Ghezzi che riesce a imporsi su tutti. Alla fine, per gli ultimi metri di questa tappa, dal fondo avanza di gran lena Carlo Daldoss che guadagna il traguardo. 

 

Un traguardo di tappa, ricordiamolo, perché la gara è ancora lunga e alla fine non si sa chi arriverà a tagliare il nastro e farsi incoronare candidato presidente del centrosinistra autonomista. Non si sa nemmeno se la coalizione sarà lo stesso centrosinistra autonomista di oggi, oppure se si spaccherà, o se si allargherà.

 

Nulla è chiaro, possiamo fare una fotografia della situazione in questo momento, dopo il coordinamento del Pd di ieri e prima del parlamentino dell'Upt del prossimo lunedì (fissato per oggi ma spostato alla prossima settimana per far sbollire un poco la tensione).

 

La metafora ciclistica rende l'idea dello stato dell'arte: una corsa tra ipotetici candidati su cui stanno scommettendo in molti, con favoriti e sfavoriti durante il susseguirsi delle ore. Riunioni, incontri, interviste, fughe di notizie.

 

Una situazione ingarbugliata che non si sa dove potrà portare: le variabili sono molte, le forze in campo tirano da una parte e dall'altra e i veti incrociati causano una impasse da cui prima o poi si dovrà però uscire.

 

Il Patt punta su Rossi fin dall'inizio, non ha mai fatto nessun passo indietro, nemmeno teorico. Ma una fronda interna guarda ai Civici di Valduga e pensa che non si possa rischiare lo schianto per 'salvare' il capitano. A lui preferirebbero un nome nuovo, di area: Carlo Daldoss.

 

Il Pd in questa settimana, con il segretario in vacanza, è nel caos: la presidente del partito Donata Borgonovo Re e il capogruppo Alessio Manica hanno incontrato Paolo Ghezzi, e per questo ieri sono stati 'processati' dal coordinamento.

 

La linea del segretario Giuliano Muzio era quella di convergere con il Patt sul governatore Rossi, per benedire questo accordo si era convocata una riunione con lo stesso Rossi che però è saltata. 

 

Nel Pd ci sono troppe anime, mille divisioni. Chi vorrebbe Rossi, tra questo soprattutto Luca Zeni, Alessandro Olivi, Bruno Dorigatti e lo stesso segretario Muzio. Ma c'è che dice no a questa ipotesi: Borgonovo Re, Manica, Ferrari, Civico, Plotegher.

 

A questi ultimi non dispiacerebbe, anzi, la candidatura di Paolo Ghezzi. Ma nel Pd c'è anche la corrente dei 'renziani': sono stati tentati dalla possibilità puntare sull'ex senatore Tonini. Ma forse sperano ancora nell'allargamento ai Civici e forse anche per loro il nome di Daldoss è da considerare.

 

L'Upt: un'incognita. Il no a Rossi è il punto fermo ma poi ci si divide sull'alternativa. Un appoggio a Ghezzi non è mai arrivato ufficialmente, nemmeno da una delle parti in cui si divide il partito che fu di Dellai e Mellarini, oggi traghettato in queste trattative da Fravezzi e Passamani.

 

Quest'ultimo, capogruppo in Consiglio provinciale, sta tessendo silenziosamente la trattativa con Francesco Valduga: cerca di mitigare le richieste che arrivano dai Civici ma al tempo stesso sta cercando di far passare l'idea che Daldoss potrebbe essere il candidato che tiene insieme tutti.

 

C'è anche la sinistra nella coalizione. I Verdi, gli 'autoconvocati' di Zanaella, Mdp, Primavera Trentina. Il nome di Ghezzi l'hanno fatto loro. Possono contare su una parte dei democratici, che se domani dovessero decidere vedrebbero spaccata l'Assemblea.
 

Oltre alla sinistra e a metà Pd nessun altro sembra sostenerlo, e lui stesso ha detto che non vuole spaccare assolutamente: la sua candidatura o è unitaria o non è, se è divisiva si ritira e scende dalla giostra. I candidati che non riescono a mettere d'accordo tutti sono proprio Ghezzi e Rossi. Ogni profilo incassa il veto incrociato di una o dell'altra parte della coalizione. 

 

Sul tabellone, per fare un veloce riassunto, ora come ora la migliore posizione è quella di Daldoss. Inaspettatamente: aveva detto che con questo centrosinistra mai si sarebbe candidato come presidente.

 

Ma le cose cambiano e ora potrebbe essere il nome che mette d'accordo tutti, dalla sinistra ai Civici di Valduga. Oltre a unire potrebbe allargare, quindi: potrebbe essere candidato presidente non più di questo centrosinistra ma di qualcosa d'altro che ancora non si capisce bene che cosa possa diventare. 

 

  

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