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Centrosinistra, per tutti ''una buona squadra''. Olivi dopo il passo indietro: ''C'erano più ambizioni che posti, preferisco impegnarmi sul Trentino"

Dopo l'annuncio delle candidature del centrosinistra autonomista le prime reazioni. Soddisfatto il governatore Ugo Rossi ("Richiamo di fare cappotto), entusiasta per la 'sua' assessora Franzoia il sindaco Andreatta ("Farà bene anche a Roma"). Maestri: "Ho detto no perché volevo rimanere sul mio collegio"

Di Donatello Baldo - 28 gennaio 2018 - 06:01

TRENTO. Definita la squadra del centrosinistra autonomista alle prossime elezioni nazionali, dopo un mese intero di voci che si rincorrevano, di nomi che venivano confermati e subito dopo smentiti, non resta che prendere atto della formazione che sarà schierata sui collegi e nei listini proporzionali.

 

"La credibilità dei candidati mi sembra oggettiva - dice Ugo Rossi - c'è un bel mix tra esperienza e novità. E' positivo che ci sia anche una figura trasversale della Consigliera di Parità Eleonora Stenico, una candidatura di tutta la coalizione".

 

"Ci sono le condizioni per fare cappotto - azzarda il governatore - poi dipende dal livello nazionale, ma le possibilità ci sono tutte perché sinceramente mi sembra una buona squadra". E su dubbi dell'Svp sulla candidatura di Maria Elena Boschi è certo: "Alla fine tutti questi dubbi rientreranno e si farà un bel risultato". 

 

Soddisfatto anche il sindaco di Trento Alessandro Andreatta. "Sono molto soddisfatto della candidata di Mariachiara Franzoia. Credo sia pronta per svolgere questo incarico - afferma il sindaco - dopo molti anni nell'amministrazione comunale credo saprà dare un ottimo contributo".

 

Non nasconde che l'avrebbe voluta candidata alla carica di sindaco nel 2020. "Sono stato il primo a fare il suo nome per quel ruolo - ammette - ma a volte la politica, in maniera inaspettata, fa delle proposte e chiede disponibilità. Il Pd ha deciso di valorizzare la sua figura per una candidatura al Parlamento: sono sicuro che farà bene, se una è brava fa bene dappertutto".

 

Bruno Dorigatti non commenta le singole candidature e nemmeno il difficile sforzo che si è dovuto fare per la definizione delle candidature sui collegi. "Di questo e di altro se ne potrà parlare dopo il 4 marzo - afferma il presidente del Consiglio Provinciale -  ora non si perda tempo e si inizi a fare una campagna elettorale capace di recuperare i tanti che hanno deciso di non votare più per il Pd".

 

"Ora - continua Dorigatti - si cominci a fare politica nei territori per contrastare una situazione preoccupante, quella che parla di razzismo e xenofobia, che fa leva sulle paure e sulla demagogia. Devono essere conquistati i voti uno ad uno per vincere sulla destra".

 

Un pizzico di polemica la insinua indirettamente Lucia Maestri. Era tra la rosa dei candidati ma è stata esclusa. E in un post su Facebook spiega il perché: "Ho rifiutato, sin dal primo giorno, qualsiasi collocazione propostami che non fosse il mio collegio naturale, quello di Trento".

 

Ringrazia chi le aveva proposto la candidatura, Donata Borgonovo Re, Sara Ferrari, Violetta Plotegher, "Onorata davvero - afferma - ma il Pd ha scelto diversamente. Continuerò nel mio impegno in Consiglio Provinciale con la determinazione di sempre".

 

Lucia Maestri, nello stesso post, riporta un estratto della relazione di Ichino e Ceccanti sulla legge elettorale: "A parole molti si dicono favorevoli a ritrovare un rapporto stringente tra eletti ed elettori, esigenza che trova nel collegio uninominale lo strumento più idoneo perché su una dimensione di scala piccola il giudizio può essere più puntuale e motivato".

 

Una frase che potrebbe giustificare la sua decisione di dire no alla candidatura in Valsugana ma allo stesso tempo potrebbe essere riferibile anche a quella di Nicoletti che, seppur di Trento, ha deciso di correre a Rovereto. Oppure alla decisione di Roma di inviare sul collegio di Bolzano Maria Elena Boschi.

 

Sulle candidature interviene anche Alessandro Olivi, il vicepresidente della Giunta dato per certo che però alla fine si è tirato indietro. "Se ho scelto di rimanere dove sono è per una scelta libera, consapevole e coerente. Tutti davano per scontata la mia candidatura, pensando che per logiche di carrierismo non avrei potuto fare altro che questa scelta".

 

Ma così non è stato. "Ho sempre detto che il Trentino è la mia priorità e che la comunità trentina è il quadro in cui ritengo di essere maggiormente utile. Ovviamente mi sono arrivate delle proposte, che ovviamente ho valutato - ammette - ma sinceramente mi sono accorto subito che c'erano più ambizioni che posti".

 

"Di sgomitare non mi andava", assicura. "Ma non si dica che ho fatto questa scelta per qualche calcolo personale, se avessi dovuto fare calcoli ora sarei tra i candidati in un collegio sicuro. Ma la mia coerenza mi ha portato a dire no grazie. C'era un po' troppo caos attorno alle candidature, un vero e proprio ingorgo". 

 

Olivi dice di no a Roma ma su Trento e sul Trentino ha ancora voglia di impegnarsi: "Sento ancora tanta energia, ho ancora voglia di dedicarmi alle istituzioni, e poi io sono un amministratore più che un politico. Guardo a un futuro di impegno dentro l'alveo provinciale".

 

Ma nella prossima legislatura, per una regola interna al Pd, non potrà far più parte della Giunta. "Non sto pensando a ruoli - assicura - ci sono ancora un bel po' di mesi davanti, e poi ora ci si deve concentrare sulla campagna elettorale. La regola dei due mandati? Se c'è ne prenderò atto".

 

Ecco la lista dei candidati

Per i collegi uninominali della Camera Maria Elena Boschi (Pd) nel collegio uninominale di Bolzano. In quello di Merano ci sarà Giorgio Balzarini (Pd), a Bressanone Mario Cappelletti (Pd), a Trento Maria Chiara Franzoia, a Rovereto il deputato uscente Michele Nicoletti (Pd), e a Pergine Valsugana Eleonora Stenico (Pd).

Per il Senato i collegi uninominali Gianclaudio Bressa a Bolzano, Petra Agnelli a Merano, Renate Prader a Bressanone, Franco Panizza (Patt) a Trento,  Tiziano Mellarini (Upt) a Rovereto e Lorenzo Dellai a Pergine Valsugana. Fuori il deputato Mauro Ottobre e il senatore Vittorio Fravezzi, così come il senatore Giorgio Tonini.

 

Nel listino proporzionale Elisa Filippi.

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