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Comune di Trento, Scalfi: ''A settembre il sindaco azzeri la giunta per ripartire. Oggi manca un disegno politico chiaro''

Per il capogruppo di Insieme Trento serve voltare pagina e ripartire con un progetto formato di pochi punti ma chiari da realizzare negli ultimi 18 mesi di legislatura. "Chiediamo ad Andreatta di fare come Dellai nel '93: non guardi ai segretari dei partiti ma si presenti con un progetto e veda chi ci sta"

Di Giuseppe Fin - 29 luglio 2018 - 21:05

TRENTO. Sarà un rientro dalle vacanze per nulla tranquillo quello che aspetta il sindaco di Trento Alessandro Andreatta. Non solo perché le elezioni provinciali di ottobre potrebbero far migrare in piazza Dante alcuni degli attuali assessori della sua giunta con la necessità di un rimpasto che dovrà essere fatto tenendo conto del sottile equilibrio tra le forze politiche del centrosinistra autonomista ma anche perché ora è arrivato in chiaro aut aut dal gruppo Insieme Trento guidato da Vanni Scalfi.

 

Il gruppo, formato da ben quattro consiglieri ex Pd, oltre a Scalfi ci sono Corrado Bungaro, Silvio Carlin e Alberto Salizzoni, è nato un anno fa. Fin dall'inizio ha garantito il proprio appoggio esterno alla maggioranza. Ora però, la situazione sembra essere cambiata e prima delle vacanze è arrivato l'affondo di Scalfi. “Caro sindaco se tu vuoi andare avanti così, sentiti libero di farlo, non pretendere però che siamo noi a 'tenerti su le braghe' come è stato fatto ultimamente”.

 

I voti di Insieme Trento sono quattro e servono all'attuale maggioranza per non galleggiare o evitare che ogni decisione della Giunta venga messa in pericolo in consiglio con votazioni risicate. Di certo l'approvazione dell'ultima variazione di bilancio per il gruppo “Insieme Trento” non è stata delle migliori tanto da spingere i consiglieri a mettere nero su bianco questo disappunto. “Non possono certamente bastare le 'assenze per ferie', in corso o imminenti, di molti consiglieri per spiegare l’ennesima mediazione al ribasso alla quale è stata costretta a piegarsi la Giunta comunale nei confronti del centrodestra a trazione leghista. Un assestamento che nella sua proposta iniziale confermava la mancanza di un disegno politico di sviluppo della città, puntando su un insieme di opere ed operette, tutte in sé plausibili, ma affastellate con l’esigenza di spendere quel che si può, magari rispondendo a piccoli e grandi interessi dei singoli consiglieri , dei partiti, movimenti e partitini'.

 

Per i quattro consiglieri il problema è uno solo, quello della “mancanza di un disegno politico” che sta, da ormai diverso tempo, facendo trascinare in avanti con fatica l'attività della maggioranza e dell'amministrazione della città. Serve quindi un cambio di passo. “Vogliamo evitare – ha spiegato Vanni Scaldi - di ritrovarci tra un anno e mezzo nelle stesse condizioni nelle quali il centrosinistra autonomista e dintorni si trova oggi a livello provinciale? Ecco se vogliamo veramente evitarlo è meglio che ci poniamo questi problemi già adesso”.

 

Per non ritrovarsi nel 2020 con una maggioranza logorata e un'azione dell'Amministrazione comunale lontana dalle attese dei cittadini ecco allora che, spiega sempre Scalfi, “il sindaco deve prendere atto dell'attuale fragilità complessiva che non è solo della Giunta comunale di Trento e non è solo della sua attuale maggioranza, ma è una fragilità di tutta la proposta politica riformista e progressista in Trentino e in Italia”. Preso atto di questo, serve ripartire. “ A settembre noi chiediamo che ci sia una svolta. Non stiamo parlando di fare qualche piccola correzione per tenere assieme un certo numero di consiglieri ma chiediamo di ripartire da zero in termini di progetto politico”.

 

A partire da settembre ci saranno 20 mesi scarsi per finire la legislatura. Un periodo di tempo nel quale i consiglieri di Insieme Trento, ma nella maggioranza è bene dirlo che sono in molti a pensarlo, si dovrebbero stabilire degli obiettivi, pochi ma chiari, per la cui realizzazione il sindaco Andretta dovrebbe coinvolgere le energie migliori della città e del consiglio.

 

E' ora di finirla a giocare con le piccole ambizioni personali di qualcuno – afferma Vanni Scalfi – per ripartire serve che a settembre l'attuale giunta Andreatta venga azzerata, ci sia la scrittura di un programma ad hoc per i prossimi 18 mesi e che questo venga portato avanti con una nuova giunta. A me viene in mente Dellai nel '93. Ci fu la bufera di tangentopoli e il pentapartito in crisi. Lui aveva mandato a quel paese i partiti e si era rivolto non ai segretari di partito ma ai consiglieri comunali della città di Trento proponendo un progetto e chiedendo chi ci stava. Questo è quello che chiediamo anche noi ora”.

 

Sul tavolo i temi importanti messi da Insieme Trento sono molti, dal Polo Culturale Santa Chiara, “sul quale è calato un silenzio imbarazzante” ha affermato Scalfi, alla conclusione dignitosa di un piano regolatore che è ancora in alto mare e che sconta “le difficoltà giudiziarie del coordinatore” continua l'esponente di Insieme Trento.

 

C'è poi la necessità di un progetto strutturale su Trento nord e che venga messo al centro dell'azione del Comune. Tanti temi che vengono citati in un documento nel quale si fa riferimento anche alla promozione turista, alla gestione degli eventi e al futuro della struttura che sorgerà all'ex Italcementi. “Serve una svolta – ha spiegato ancora Scalfi – e a me sinceramente quanti assessorati vadano a uno o all'altro non mi interessa perchè non è il momento di usare il manuale Cencelli. Potrei dire 'meno Andreotti e più Andreatta'. A me interessa capire cosa si ha intenzione di fare nei prossimi 18 mesi per la città e costruire un progetto per il 2020. Il sindaco ha tempo tutto agosto per riflettere e prendere una decisione”.

 

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