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Trento, Mauro Gilmozzi: ''Le scelte di Andreatta? Vuole arrivare a fine legislatura e dare il Comune al centrodestra''

Continuano i forti malumori all'interno del centrosinistra in Comune. Il Patt è pronto a non partecipare alla riunione di maggioranza.  Futura spiega: "Siamo consapevoli delle difficoltà che ci sono ed abbiamo accettato di assumerci un pezzo di responsabilità anche se saremmo potuti stare sulla riva del fiume a veder passare i cadaveri politici di altri"

Di G.Fin - 10 novembre 2018 - 05:01

TRENTO. Se da un lato il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta, è convinto che il rimpasto di giunta abbia portato maggiore serenità nel guardare all'ultimo anno di legislatura, dall'altra sembra essere l'unico a crederlo. Non accennano a calmarsi le acque all'interno del centrosinistra autonomista (o almeno quello che ne rimane) in Comune a Trento.

 

Il rimpasto comunicato la scorsa settimana ha lasciato scontenti quasi tutti i partiti ad esclusione di Futura e il pasticcio che si è visto martedì con l'elezione del presidente del Consiglio, Salvatore Panetta, è il termometro di una situazione non solo di confusione interna alla maggioranza ma anche di incapacità nel capire il risultato arrivato alle ultime elezioni provinciali. Il tutto mentre il centrodestra gongola pensando al 2020. 

 

Di certo, ad uscire tramortito dalle scelte del sindaco Andreatta è il centro con il Cantiere che ha perso un assessore e anche, allo stesso tempo, la delega a vicesindaco. Una situazione per nulla tranquilla tanto che la scorsa settimana il consigliere Massimo Ducati non si era risparmiato nello sparare a zero sulle scelte del sindaco. Ora, a rincarare la dose, è un personaggio di primo piano dell'Upt, l'ex assessore Mauro Gilmozzi.

 

“Quello che è stato fatto – ha spiegato a ildolomiti.it - serve per chiudere la legislatura e consegnare anche il Comune di Trento al centrodestra  mandando all'opposizione il centrosinistra. E' questa la strategia di Andreatta”. Una scelta, ha spiegato l'ex assessore, che “non ha certamente un profilo politico”.

 

Il centro, all'interno della maggioranza in Comune, è stato gravemente danneggiato non solamente per il risultato elettorale delle ultime provinciali ma anche perché l'unico assessore a cui è stato chiesto di “sacrificarsi” è stato Paolo Biasioli.

 

“Credo sia ben comprensibile – ha spiegato Gilmozzi – che da parte nostra ci sia una posizione di grande amarezza e allo stesso tempo anche la presa d'atto di una distanza assunta dal Partito Democratico e da Futura nei nostri confronti. In queste ultime elezioni l'area di centro, civica e popolare, è stata semplicemente polverizzata. Questo per accordi tra Pd e Futura. La strada assunta in comune è coerente con tutto questo ma è anche contraddittoria con chi dice che bisogna ripartire assieme”. Gilmozzi rimarca il fatto che le decisioni del sindaco Andreatta siano “tutto fuorché un disegno politico che possa far ripartire la maggioranza da quel dialogo che da tempo si ricerca. Così si va poco lontano”.

 

Un certo malessere che il sindaco di Trento non può ignorare arriva dal Patt che già nei giorni scorsi si è detto pronto a uscire dalla maggioranza per dare un appoggio esterno. Le Stelle Alpine, spiegano fonti vicine ai quattro consiglieri di palazzo Thun, non accetterebbero di partecipare ad una riunione di maggioranza senza avere prima avuto un incontro a tu per tu con il sindaco. “Il sindaco non ha ancora capito che seguendo questa strada andremo a schiantarci”.

 

Nessuno, però, al momento pensa di staccare la spina a questa maggioranza. “Prima bisogna avere un progetto alternativo e qualcuno già si sta già muovendo” spiegano ambienti vicini agli autonomisti.

 

Anche lo stesso Pd non ha nascosto il proprio fastidio nel metodo scelto dal sindaco per il rimpasto. “Non ha tenuto conto di nulla di quello che gli avevamo detto – spiegano dal partito di maggioranza - e così non va da nessuna parte”. Commenti positivi, o perlomeno non di critica nei confronti del primo cittadino arrivano da Futura che ora in Comune conta due consiglieri e due neo assessori. “Futura – ha spiegato il capogruppo Vanni Scalfi - è consapevole delle difficoltà che ci sono ed abbiamo accettato di assumerci un pezzo di responsabilità anche se saremmo potuti stare sulla riva del fiume a veder passare i cadaveri politici di altri".

 

Il capogruppo di Futura parla di “responsabilità e di generosità” e auspica che il prima possibile ci si trovi con tutta la maggioranza per stilare delle scelte programmatiche da portare avanti nell'ultimo anno e mezzo di legislatura.

 

“Noi non siamo preoccupati della situazione – ha chiarito Scalfi – perché ci rendiamo conto che le elezioni provinciali e le successive scelte del sindaco hanno creato malumori che si sono poi sommati alle delusioni personali e collettive. Quindi comprendiamo la posizione di alcuni”.

 

Tra i temi che Futura metterà sul tavolo ci sono: “la sistemazione dell'area dell'ex atesina – ha spiegato Vanni Scalfi – il polo culturale Santa Chiara e la mobilità nord – sud della città. Ci attendiamo anche altre proposte dagli altri componenti di maggioranza e su queste ragioneremo tutti assieme. C'è la questione dell'ex Italcementi che da quattro anni si trova sul tavolo delle varie maggioranze che si sono succedute ma fino ad ora non ci sono stati molti passi in avanti”.

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