Trento, la maggioranza boccia le scelte di Andreatta. Cantiere: ''Ha fatto capire che non gli interessiamo''. Silenzio assordante del Patt
Il sindaco ha comunicato oggi le proprie decisioni sul rimpasto con Bungaro alla Cultura e Salizzoni all'Urbanistica. A Franzoia l'incarico di vice-sindaco e a Panetta quello di presidente del Consiglio. Duro il commento di Cantiere e Pd: ''

TRENTO. Più che un rimpasto capace di rafforzare la maggioranza sembra che il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta, abbia realizzato quello che in molti hanno definito un “pasticcio”. Ad inizio estate le aspettative da parte dei partiti di maggioranza erano tante: si parlava di ripartenza, di nuovo slancio per dare un segnale importante agli elettori, di lanciare un programma nuovo fatto di pochi ma importanti punti che avrebbero permesso di concludere la legislatura. E invece?
Il sindaco di Trento, Andreatta, ha deciso di utilizzare il manuale Cencelli e di dare a Futura (che in comune è rappresentata dai 4 consiglieri di Insieme Trento) due assessorati di peso, quello alla Cultura e quello all'Urbanistica. Futura, spiegano alcune fonti, sarebbe arrivata a chiedere anche la delega di vicesindaco che però alla fine è caduta su Mariachiara Franzoia.
Una situazione che sembra essere ben lontana dalle parole che il capogruppo di Insieme Trento Scalfi aveva dichiarato a luglio quando spiegava che “a settembre noi chiediamo che ci sia una svolta. Non stiamo parlando di fare qualche piccola correzione per tenere assieme un certo numero di consiglieri ma chiediamo di ripartire da zero in termini di progetto politico” e si chiedeva anche “l'azzeramento della giunta”.
Nulla di quello che è stato detto si è fatto. Parole al vento, lo stesso vento che ora sembra ancora una volta turbare gli animi del centrosinistra in Comune. Le dichiarazioni fatte oggi dal sindaco e le sue nuove scelte non sembrano essere piaciute a nessuno.
A partire dal metodo usato. Andreatta spiegano dai partiti, prima di informare la stampa delle sue scelte non ha ritenuto utile informare i capigruppo. Uno “sgarbo”, spiegano alcuni consiglieri, che non fa certo bene alla coalizione.
Ad essere trattati nel modo peggiore sarebbe stato il Cantiere che, tolta Chiara Maule, scelta però dal sindaco ad inizio legislatura, ora si ritrova senza esponenti eletti del partito in giunta. Tutto questo in un momento dove l'area di centro della coalizione non se la sta certo passando bene.
A spiegare lo stato d'animo del Cantiere ci pensa Massimo Ducati. “Alle elezioni del 2015 – ha spiegato – siamo stati la seconda forza politica più votata e avevamo portato in consiglio cinque consiglieri. Eravamo una componente importante ma ora con queste scelte che ha fatto il sindaco il messaggio è chiaro: 'Di voi a me interessa poco'”.
Ducati non ha peli sulla lingua e non risparmia critiche ad Alessandro Andreatta. “Ci sono delle regole basi in politica che andrebbero rispettate e invece in questo caso si è fatto il contrario. Il sindaco non si è nemmeno degnato di comunicare le sue decisioni ai capigruppo e questo è un ulteriore schiaffo”.
Non viene vista molto bene nemmeno la delega di vicesindaco data all'assessora Mariachiara Franzoia. “Lei è certamente una persona valida – spiega l'esponente del Cantiere - ma qui ora abbiamo sindaco e vicesindaco che sono dello stesso partito e mi sembra una cosa che sfiora l'arroganza. Poi, io posso capire tutto, ma se il quadro politico è cambiato anche il sindaco ha le sue responsabilità”.
Per il Cantiere l'atteggiamento del sindaco “umilia i partiti”. “Si sta vedendo – continua Ducati – una mancanza totale di rispetto e di regole. Una forza politica nuova qualche mese fa si è riempita la bocca di tante belle parole ma ora si accontenta di subentrare facendo pagare un'altra forza della coalizione? Sono state premiate delle persone che da tempo si erano chiamate fuori e davano un appoggio esterno alla maggioranza. Questa è una beffa”.
I mal di pancia non arrivano solo dall'area di centro. Anche nello stesso partito del sindaco Andreatta, il Partito Democratico. “Non siamo molto contenti” spiega la vice capogruppo Roberta Calzà a cui oggi è stato affidato l'ingrato compito di commentare un situazione per nulla semplice. “Sono state prese delle scelte sbilanciate verso una forza politica appena nata – spiega – e se c'è il massimo rispetto per l'autonomia del sindaco, dall'altro occorre anche tenere presente che abbiamo una maggioranza creata alle elezioni del 2015 e quella rimane ancora”.
Roberta Calzà aggiunge che “il Pd pur non essendo entusiasta delle scelte prese rimane comunque la forza politica trainante della coalizione e continueremo ad essere responsabili”. Fonti del Pd svelano però che il malessere interno al partito di maggioranza è ben più marcato soprattutto dopo aver visto che ad essere premiati con un assessorato sono proprio degli ex, fuoriusciti dal partito qualche tempo fa e nel tempo traghettatisi da una corrente all'altra, finendo per dare l'appoggio esterno alla maggioranza.
Infine c'è il Patt. Se nei giorni scorsi l'assessore Stanchina aveva chiesto un “cambio di marcia” per ridare nuova vitalità e forza alla maggioranza e una maggiore assunzione di responsabilità, oggi le Stelle Alpine si sono trincerate attorno ad un “no comment”. Un silenzio più pesante di qualsiasi altra parola.














