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De Laurentis: ''Mancano proprio le idee se nel centrodestra parlano di cattiva amministrazione e nel centrosinistra di Veneto e Lombardia''

Il candidato presidente di Tre commenta l'uscita di Salvini: "Viene in vacanza in Val Rendena, forse in Trentino non sta così male e dovrebbe aver notato le differenze delle strade", ma anche le "paure" del centrosinistra di diventare come Veneto e Lombardia: "Impossibile, ma sicuramente saremo più deboli. Non c'è confronto tra Luca Zaia e Attilio Fontana rispetto a Maurizio Fugatti"

Di Luca Andreazza - 16 ottobre 2018 - 20:13

TRENTO. "Dichiarazioni antitetiche che rappresentano il momento, soprattutto di campagna elettorale, ma sicuramente non la verità. Sono assetti politici, parole d'ordine quando mancano le idee", queste le parole di Roberto De Laurentis, leader di Tre, a commentare le recenti dichiarazioni di Matteo Salvini in Trentino (Un voto per scelte locali, in difesa degli ospedali, della Valsugana, per avere strade più decenti rispetto a quelle che vi hanno lasciato con morti su morti ogni anno”) e le risposte dei sindaci di centrosinistra che parlano di rischio trasformazione in Veneto e Lombardia (Qui articolo).

 

"Mi stupisco delle affermazioni del ministro - aggiunge il candidato presidente di Tre - che ogni anno viene a trascorrere un periodo di vacanza in Val Rendena, forse non si sta così male in Trentino e la differenza delle strade è evidente rispetto ai nostri vicini, basta attraversare il confine".

 

Tra le criticità sollevate quella relativa alla strada statale 47 della Valsugana. "Chiaro - prosegue De Laurentis - che presenta alcuni problemi, anche un morto sulla strada è troppo, ma il tasso di mortalità non è superiore a quello di altre arterie. Serve la Valdastico così si migliora la viabilità in generale e la strada della Valsugana ritorna a fare la strada della Valsugana".

 

Il vicepremier ha detto che quello di domenica è un voto per cancellare una cattiva amministrazione. "Ci sono state scelte del governatore Ugo Rossi evidentemente sbagliate - spiega - come quella di protonterapia, ma non tutto è da buttare via. Certo, si poteva e si doveva fare molto meglio, ma il centrosinistra ha pagato una debolezza strutturale per polemiche e litigi interni".

 

Scelte condizionate anche dalla burocrazia. "La macchina è troppo farraginosa - commenta il leader di Tre - un apparato lento e numeroso che deve essere alleggerito. A questo quadro anche la politica ha purtroppo contribuito attraverso leggi provinciali ad personam che non fanno altro che complicare tutto".

 

Il timore del centrosinistra è il timore di diventare come Veneto e Lombardia, che sono comunque dei motori economici a livello europeo. "Evidente - dice l'ex numero uno degli artigiani - che serve un cambio di marcia, ma qui entra in gioco il nostro provincialismo, cioè ci reputiamo peggiori di quello che realmente siamo. Non diventeremo come Veneto e Lombardia in senso negativo perché abbiamo la nostra cultura e tradizione, ma sicuramente saremo più deboli e ci faremo condizionare. Non c'è confronto tra Luca Zaia e Attilio Fontana rispetto a Maurizio Fugatti per carisma, competenze e caratura".

 

Come è il termometro per Tre. "Difficile fare previsioni - conclude De Laurentis - tutto è ancora molto liquido e l'elettorato molto mobile. Avverto un forte disamore della gente verso la politica, ma credo che poi l'affluenza sarà in linea rispetto alle altre tornate e i cittadini si recheranno alle urne".

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