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''Divieto assoluto di fare l'elemosina in tutta Trento''. Passerini: ''Così si vuole vietare la povertà''

Dura la consigliera Antonia Romano, unica ad opporsi: "Mutazione genetica di Pd e centrosinistra. Contrasterò questa decisione in ogni luogo, con ogni mezzo pacifico, con tutte le mie forze, con le persone che insieme a me ancora credono che un'altra politica sia possibile''

Di Donatello Baldo - 18 aprile 2018 - 19:55

TRENTO. "Forse così vorrebbero vietare i poveri. Non ho parole, non saprei se ridere o piangere". La reazione di Vincenzo Passerini alla notizia che il Consiglio comunale di Trento vorrebbe inserire nel regolamento di Polizia urbana il divieto di accattonaggio è questa: incredulità e delusione.

 

Per l'ex consigliere provinciale, da sempre vicino alle istanze dei più deboli, "le persone che fanno l'elemosina accompagnano l'umanità da che mondo è mondo. Ma il segno dei tempi è questo - afferma - si immagina che con i divieti si risolva tutto, anche la povertà". 

 

"Blocchiamo gli sbarchi, blocchiamo quelli che chiedono la carità. Ma questo - afferma Passerini - significa solo chiudere gli occhi davanti alla realtà, significa non cercare altre soluzioni, non affrontare la complessità del mondo".

 

Ma alcuni dicono che ormai l'elemosina sia in mano a gruppi organizzati. "Inutile e dannoso fare di tutta l'erba un fascio. Allora possiamo anche dire che tutti i politici sono ladri, è la stessa cosa. Ci sono persone che dall'oggi al domani rimangono senza nulla, ci sono persone che per mille ragioni sono costrette a vivere con i soldi che racimolano in strada, generalizzare e vietare indiscriminatamente è sbagliato".

 

L'idea dei capigruppo, che sarà poi portata in Consiglio provinciale, è la riscrittura dell'articolo del Regolamento di Polizia urbana che tratta dell'elemosina. Oltre al divieto dell'elemosina molesta, quella pressante e aggressiva, si vorrebbe estendere il divieto anche a quella passiva, in molte aree cittadine. Quasi tutte.

 

Si vorrebbe vietare l'elemosina in prossimità di uffici pubblici, di scuole, di ospedali, di residenze per anziani. Ma anche in prossimità di luoghi di culto o destinati alla menmoria dei defunti. Ancora, all'interno o in corrispondenza degli accessi alle zone adibite a parcheggio.

 

Non solo, il divieto si vorrebbe fosse esteso anche nelle aree prospicienti i pubblici esercizi, gli esercizi commerciali o artigianali, nelle fiere e nei mercati. In prossimità di intersezioni stradali, semaforiche o meno, o dove la questua sia di intralcio alla circolazione dei veicoli.

 

Quindi ovunque, ogni angolo della città sarebbe vietato. Ogni via del centro storico, costellato di negozi e di chiese, luoghi vietati per chi volesse accovacciarsi a bordo con il cappello in mano. "Esrimo contrarietà e disappunto verso un provvedimento che conferma la deriva ormai inarrestabile del Pd, dell'intero centrosinistra, la sua irreversibile mutazione genetica", afferma Antonia Romano.

 

La consigliera di  Altra Trento a sinistra, esponente di Potere al Popolo, si sofferma anche sulla parola usata nel documento esaminato dalla Commissione dei capigruppo, la parola accattonaggio. "Lo stesso utilizzo della parola accattonaggio al posto di elemosina ha il suo peso nel nascondere quella che è ormai una guerra dichiarata alla solidarietà spontanea non istituzionalizzata, non di sistema".

 

"La sicurezza coinciderebbe anche con una qualche forma di 'decoro' delle nostre città - afferma - la quale si traduce nei fatti nel togliere da sotto lo sguardo di noi, persone benestanti,  coloro che non siamo capaci di integrare nel tessuto sociale, lavorativo, economico". 

 

"La lotta alla povertà richiede coraggio - afferma Antonia Romano - anche il coraggio di rendersi impopolari. Per la lotta ai poveri è sufficiente un po' di vigliaccheria". ​Di segno opposto l'entusiasmo di Alberto Pattini, capogruppo del Patt, il partito che dalla maggioranza ha fatto maggiormente pressione per una stretta sull'elemosina. "A breve voteremo la modifica del Regolamento per quanto riguarda il divieto assoluto di praticare l'accattonaggio - afferma - oramai in mano alla criminalità organizzata dell'elemosina".

 

Una tesi che l'esponente di Potere al Popolo rigetta con fermezza: "Viene utilizzata la retorica della lotta al racket dell'accattonaggio, senza che si citino dati o eventuali studi sul fenomeno in città o riferimenti forniti dalle forze dell'ordine. Del resto - afferma con amara ironia - persino il commissario Basettoni capirebbe che la lotta al racket non la si fa colpendo le vittime del racket ma i mandanti".

 

"Contrasterò in ogni luogo, con ogni mezzo pacifico, con tutte le mie forze, con le persone che insieme a me ancora credono che un'altra politica sia possibile, questa ultima dimostrazione di resa incondizionata del centrosinistra alle destre populiste e al neoliberismo - conclude Antonia Romano - unico vero responsabile dell'impoverimento della società". 

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