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Dolomiti Pride, gli organizzatori contro i politici che non parteciperanno: "Anche questo è pregiudizio"

Dopo le dichiarazioni rilasciate a ilDolomiti.it da parte dei candidati al Parlamento sulla manifestazione del 9 giugno ecco la replica delle realtà LGBT*: "Dopo quello che abbiamo letto il pride a Trento è ancora più importante"

Di db - 23 febbraio 2018 - 20:56

TRENTO. Nei giorni scorsi ilDolomiti.it riportava le dichiarazioni dei candidati del collegio di Trento in merito a una loro eventuale partecipazione al Dolomiti Pride, l'evento che si terrà nel capoluogo il 9 maggio.

 

"Nell’articolo - scrivono gli organizzazioni della parata dell'orgoglio omosessuale - le posizioni sono le più variegate. C'è chi è a favore dei diritti ma al Pride non ci sarà, così come non c'era quando è stato il momento di votare la legge sulle Unioni Civili". E il riferimento è al candidato del centrosinistra Franco Panizza.

 

"C’è chi ci sarà purché l’accento sia 'sul contrasto di tutte le discriminazioni' - e il riferimento è alla candidata del centrosinistra Mariachiara Franzoia -  come se il Pride potesse essere qualcosa d'altro se non una decisa e festosa rivendicazione di dignità, diritti e libertà".

 

"C’è chi proprio non ci sarà - continuano gli organizzatori del pride, riferendosi ai rappresentanti del centrodestra -  perché ritiene il Pride una 'pagliacciata' e una 'buffonata'' probabilmente senza esserci mai stato e senza avere mai approfondito le ragioni che stanno alla base di questa manifestazione".

 

"C'è chi non verrà perché è 'per la famiglia fondata su padre e madre', come se allargare i diritti potesse togliere qualcosa a qualcuno", osservano. Poi c’è chi al Pride non verrà perché 'io non sono gay', come se alle manifestazioni per i diritti delle donne ci fossero solo donne o a quelle contro il razzismo partecipassero solo stranieri".

 

E quest'ultima affermazione è riferita alle parole di Cristiano Zanella dei 5 Stelle, che ha detto proprio cosi. "Poi, per fortuna, c’è anche chi al Pride ci sarà senza se e senza ma, perché 'i diritti per la comunità LGBT sono diritti di tutti e per tutti', argomentazione sostenuta dai candidati di sinistra, Liberi e Uguali e Potere al Popolo, e la candidata grillina Carmen Martini.

 

"Molte di queste risposte, così lontane da quelle che ci aspettiamo da chi si candida a rappresentare nelle istituzioni tutti i cittadini e le cittadine, anche quelli e quelle LGBT*, ci confermano l’importanza di portare a Trento un evento come il Dolomiti Pride". Questo affermano gli organizzatori.

 

"Ci dispiace che qualcuno e qualcuna abbia già scelto di non esserci. Dobbiamo dirlo: ci pare una scelta basata, ancora una volta, sul pregiudizio. Una scelta che parte dal non-ascolto di quelle che sono le legittime richieste della comunità LGBT* trentina".

 

"Si preferisce derubricare il Pride a 'carnevalata' - continuano - senza nemmeno sforzarsi di comprendere i motivi per cui si è scelto di portare proprio a Trento una manifestazione che da decenni viene celebrata nel mese di giugno in tutto il mondo e che da anni attraversa anche il nostro Paese da nord a sud".

 

"Se a preoccuparvi è la spensieratezza del Pride - osservano amaramentepossiamo tranquillizzarvi: quella che vivremo il giorno del corteo non è neppure paragonabile alla spensieratezza rubata quotidianamente alle persone LGBT*, giovani e non, che ancora devono fare i conti con la paura di mostrarsi per quello che sono, subendo discriminazioni, violenze e reticenze".

 

"Non abbiate paura del colore, non abbiate paura del rumore, non abbiate timore di chi sarà per strada col proprio corpo per dare voce alla propria unicità. A noi fa più paura il silenzio,  fanno più paura i diritti negati, fa terrore l’invisibilità a cui ancora sono condannate tante – troppe – persone".

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