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Franco Bruno, il grande escluso. Non potete votarlo ma lancia la sfida per le prossime comunali: ''Hanno paura e mi hanno tagliato fuori''

L'avevamo trovato l'ultima volta al gazebo di piazza Dante, in quell'occasione si era mostrato fiducioso, ma alla fine è rimasto escluso. Non è riuscito a raccogliere le 500 firme: "Sono il cambiamento, ma mi hanno ostacolato con la doppia preferenza e la burocrazia"

Franco Bruno, il primo a destra
Di Luca Andreazza - 20 ottobre 2018 - 20:34

TRENTO. "Gli inglesi dicono che tra dieci anni l'Italia è destinata ad affondare e forse è giusto così", queste le parole di Franco Bruno, 38enne e leader del movimento La Catena, tra le forze politiche escluse alla corsa elettorale di domenica 21 ottobre.

 

Tanti saranno (forse) rimasti delusi, ma non è riuscito a raccogliere le 500 firme necessarie per partecipare alla contesa come candidato presidente. "Questa volta mi sono tirato indietro per un lutto in famiglia - aggiunge l'imprenditore edile - ma anche perché sto acquistando una casa e mi serve tempo. A questo aggiungo che non ho visto molta partecipazione da parte dei cittadini, se la politica va male è perché la popolazione è complice".

 

L'avevamo trovato l'ultima volta al gazebo di piazza Dante, in quell'occasione si era mostrato fiducioso, ma alla fine è rimasto escluso. "Sono contro i richiedenti asilo - prosegue Bruno - sono contro gli spacciatori e sono contro le moschee, ma se le persone non firmano è perché non vogliono cambiare nulla. Evidentemente non si rendono conto di nulla e stanno bene così, quando invece mi batto per le generazioni future".

 

L'ambizione si è fermata a circa 200 firme. "Sono partito in largo anticipo - aggiunge l'escluso - ma ci sono troppe regole: serve un pubblico ufficiale per raccogliere le firme. E poi la legge sulla doppia preferenza: difficilissimo trovare metà donne, ma la politica prende queste decisioni solo per mettermi in difficoltà, non vogliono partiti nuovi e hanno paura di me".

 

Poche idee, ma ben chiare per Franco Bruno se fosse il presidente della Provincia: "Tagliare gli stipendi ai pubblici: non è possibile che il 50% dei cittadini siano occupati per qualche amministrazione, il debito è anche colpa di queste storture dell'Autonomia, che non è giusta nei riguardi delle altre Regioni".

 

Ma non si ferma qui. "Case Itea gratis ai trentini e tutti gli stranieri esclusi dalle graduatorie, una vergogna che un immigrato paghi 10 o 50 euro al mese, mentre mia nonna che ha lavorato tutta la vita deve pagare di più. Espulsione immediata per tutti gli spacciatori e chiuderei piazza Dante con un cancello".

 

Via anche la burocrazia. "Si devono sostenere le imprese - evidenzia il mancato candidato presidente - per rilanciare commercio, artigianato e agricoltura. Invece si taglia perché si deve foraggiare i dipendenti pubblici. Poi troppe carte e troppo facile sbagliare. A mio carico c'è una denuncia penale per un solaio abusivo, ma questo è impossibile. Ci sono sempre problemi per quelle persone che lavorano".  

 

Originario di Bolzano, Bruno si trova a Trento da 28 anni. "Sono scappato dall'Alto Adige perché comandano i tedeschi, qui invece comandano gli spacciatori, tranne in questo periodo di elezioni perché sono intervenuti per ripulire tutto, ma tanto il nuovo governo è destinato a durare sette mesi e poi si torna a votare. Sono artigiano edile, ho chiuso la ditta perché gli italiani vengono schiacciati, ma adesso ho riaperto un'altra azienda".

 

E le infrastrutture? La Valdastico? La Funivia Trento-Bondone? "Meglio stare fermi - aggiunge l'imprenditore - se non ci sono soldi è inutile fare debiti e investire in queste opere. Si devono aspettare tempi migliori invece di costruire per far pagare sempre gli altri".

 

La certezza comunque c'è (forse), Franco Bruno è già pronto a lanciare la sfida per diventare sindaco. "Servo per cambiare le cose in meglio. Duecento firme per le comunali le riesco a raccogliere". Ai posteri e alla raccolta firme l'ardua sentenza.

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