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Fugatti presidente lo vogliono solo Lega e Agire. Gli altri della coalizione guardano a Gios

Anche dalle parti di Fratelli d'Italia sarebbero indecisi. Molti preferirebbero una candidatura più 'territoriale', espressione di civiche e non dei partiti tradizionali come Lega e Forza Italia. Di bandiera  la proposta fatta da Silvano Grisenti che punta si Marino Simoni

Di Donatello Baldo e Giuseppe Fin - 13 July 2018 - 06:02

TRENTO. No, non è vero: quelli che si complicano le cose, che la tirano lunga sulla scelta del candidato presidente e che l'un l'altro si azzannano a costo di arrivare esausti all'appuntamento elettorale del prossimo 21 ottobre non sono soltanto quelli di sinistra. Anche a destra si stanno scannando sulla scelta del candidato presidente.

 

Aveva un bel dire Maurizio Fugatti soltanto poche settimane fa: "Noi non siamo come loro, noi non litighiamo, noi siamo d'accordo su tutte le cose più importanti che ci uniscono e ci fanno stare assieme nella prospettiva di vincere le prossime elezioni". Le ultime parole famose.

 

Il 'prescelto', quello che avrebbe dovuto guidare la coalizione di centrodestra sarebbe proprio lui, il leader del Carroccio che è riuscito a strappare tutti i seggi al centrosinistra, che ha preso in mano una Lega ridotta al minimo per farla decollare con percentuali 'nordiche'. 

 

Il leader naturale che però viene messo in discussione dagli alleati. Sarebbe stato troppo facile una convergenza unitaria: "Sei tu il riferimento del partito che ha più voti di tutti noi messi assieme, sei tu il più conosciuto, tu quello che ci può far vincere". Ma la politica è complicata, mica è così scontata.

 

Ora, che Rodolfo Borga avesse voluto entrare in coalizione solo se la Lega avesse fatto un passo indietro era cosa nota, che Walter Kaswalder puntasse assieme a Borga su Geremia Gios anche. Ma che Progetto Trentino chiedesse di candidare Marino Simoni (una specie di Carneade della politica trentina per i più), è cosa bizzarra, fatta forse solo per destabilizzare.

 

Il consigliere Simoni è stato proposto da Silvano Grisenti in persona, con una comunicazione transoceanica proveniente dall'Australia dove ora si trova a soggiornare. Silvano Grisenti, proprio lui, che ancora tenta di 'governare' il centrodestra piazzando i suoi uomini di fiducia. 

 

Maurizio Fugatti si trova così ad essere uno dei tanti profili messi lì sul tavolo, su cui il centrodestra dovrà decidersi. Con la Lega che ovviamente sostiene il nome del deputato c'è soltanto Claudio Cia che da subito ha riconosciuto alla lega la leadership e l'onere e l'onore di proporre un suo esponente alla giuda della coalizione. 

 

Tutti gli altri sono contro, o sono tiepidi. Tra i contrari a cedere alla Lega anche la presidenza c'è l'area che guarda al centro, appunto Progetto Trentino e quelli che aspettano fuori, come Civica Trentina di Rodolfo Borga, che entrerà solo se si decide su qualcuno che non sia Fugatti.

 

Quelli tiepidi, lo abbiamo detto, sono Kaswalder e la sua Autonomia Popolare, ma anche Forza Italia. Gli azzurri non fanno barricate e alla fine - soprattutto se arriverà da Arcore il disco verde - si allineeranno alla decisione, ma se potessero proporrebbero alla guida Elena Testor.

 

A sorpresa, però, c'è anche il partito di Giorgia Meloni - e in Trentino di Marika Poletti - ad avere qualche remora su Fugatti presidente. Da quel che si capisce quell'area sta valutando se ci possono essere altri progetti e altri candidati. Insomma, perché chiudere la porta subito?

 

I percorsi possibili che potrebbero essere intrapresi sono due. Il primo sarebbe rappresentato dal classico centrodestra, quello che tutti conosciamo, mentre il secondo potrebbe essere rappresentato da un progetto che cerca di coinvolgere anche movimenti, personalità ed amministratori con vocazione strettamente territoriale.

 

Il dato territoriale riemerge, quindi, messo in contrapposizione alle espressioni 'nazionali' rappresentate dai partiti storici. Lo stesso ragionamento di Rodolfo Borga, quello che tiene Fugatti in scacco fino a che non si decide cosa fare, e soprattutto cosa faranno i gruppi che si muovono al centro tra civiche e liste di amministratori.

 

Come nel centrosinistra il Patt e il Pd avrebbero voluto chiudere subito su Rossi, nel centrodestra Lega e Agire avrebbero voluto chiudere subito su Fugatti. Ma le cose si sono rallentate dalle frizioni interne: l'ipotesi Geremia Gios sembra che sia tornata nel dibattito con maggior forza rispetto a prima, quando solo Borga e Kaswalder ne parlavano. Ora anche Fratelli d'Italia la caldeggerebbe.

 

Mirko Bisesti, segretario della Lega, cerca di intervenire in difesa del suo candidato, con la richiesta di mettere da parte gli interessi di parte ma di guardare alla coalizione, che per lui solo con la Lega che tira la carretta può vincere in ottobre: "I personalismi, chi vuole essere candidato ad ogni costo, chi non fa squadra ma divide, chi pensa al proprio orticello prima che all'interesse generale non ci interessano".

 

"Sono giorni importanti, decisivi per la nostra terra. Abbiamo l'opportunità di offrire al Trentino un governo alternativo al centrosinistra - scrive arrabbiato - basato su saldi principi e valori e con un'idea progettuale vincente per il futuro".

 

"Ci vuole coraggio da parte degli attori in campo. Coraggio per non essere legati ad un modo vecchio di fare politica a livello locale che ha fatto il male della nostra terra e che è asfissiante per il Trentino. Coraggio per saper vedere al di là dell'interesse personalistico che si esaurirà il giorno delle elezioni. Coraggio di poter scegliere e saper scegliere slegati da interessi o comodità varie". 

 

"A ottobre - ricorda Bisesti - i cittadini trentini saranno chiamati a scegliere fra il passato rappresentato dal centrosinistra e il futuro rappresentato dalla coalizione di centrodestra - popolare e autonomista. Coalizione di cui farà parte chi predilige il bene dei trentini a quello di futili e inutili personalismi".

 

"Sono molto soddisfatto delle scelte di qualità che stiamo facendo con i nostri alleati - ammette Bisesti - che sono frutto di riflessioni e di vivaci discussioni. Arrivati a questo punto - spiega però il segretario della Lega - è nostra premura trovare una sintesi che a breve esporremo nei modi che riterremo opportuni". 

 

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