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Traballa Rossi ma traballa anche Fugatti. Il nodo della leadership tocca anche la destra

Non è detto che sia Fugatti il candidato presidente del centrodestra. Da tempo gira la voce di Elena Testor, che potrebbe infilarsi nella corsa alla presidenza approfittando dei contrasti tra le correnti interne del Carroccio

Di Donatello Baldo - 21 giugno 2018 - 08:32

TRENTO. I problemi con il leader della coalizione li hanno a sinistra, ma anche a destra non è che tutto fili liscio come l'olio. Il nome di Maurizio Fugatti come candidato presidente non è dato per certo. Né all'interno del nucleo storico del centrodestra, né in vista del naturale allargamento della coalizione al Kgb (come vengono chiamati Kaswalder, Gios e Borga). 

 

Questi ultimi, soprattutto Borga, meno Kaswalder che sembra in dirittura d'arrivo tra le braccia della Lega, hanno sempre detto che preferirebbero un'espressione del civismo a capo dell'alleanza che vorrebbe spodestare Rossi dalla presidenza della Giunta provinciale.

 

Rodolfo Borga sembra l'abbia posto come condizione: noi ci stiamo solo se la Lega si fa da parte e lascia la leadership ad altri (i maligni dicono che intenda di lasciarla a lui). Si vedrà tra pochi giorni cosa decideranno, se stare oppure no nella coalizione, e si vedrà se hanno raggiunto l'obiettivo di togliere lo scettro al leader della Lega.

 

Che sia Fugatti il leader naturale lo sanno tutti: la Lega ha vinto tutto il banco e vale, in termini di voti, come tutti gli altri messi assieme. Ma dentro al centrodestra c'è qualcuno che ipotizza che il candidato presidente possa essere di Forza Italia: si tratterebbe di Elena Testor, la senatrice eletta in Valsugana, procuradora della Val de Fascia, donna, nome nuovo, sussurrato a mezza voce ormai da mesi da un suo sponsor di valore: Michaela Biancofiore.

 

Ora, Forza Italia non può pretendere di indirizzare la politica del centrodestra, visto l'abisso che la separa dai leghisti che in Trentino hanno fatto il pieno di consensi. Ma se fosse la stessa Lega a stoppare il sottosegretario? E se la nomina fosse una 'promozione' per impedire a Fugatti di diventare presidente della Giunta provinciale?

 

Fugatti infatti, nelle correnti interne della Lega, non è 'iscritto' ai salviniani doc. Lui è un governativo, della 'razza' di Zaia, di chi lavora da tempo nelle istituzioni. E piuttosto che dare forza a uno che non è allineato al capo fin dalla prima ora, meglio passare la mano e magari 'regalare' il seggio più alto della Giunta a Forza Italia. 

 

Lega è al governo a Roma, con un piglio molto deciso giuda la Nazione. Fugatti riuscirebbe a mantenere lo standard salviniano anche qui in Trentino? Nel dubbio meglio stare a lato, lasciare ad altri il compito di fare i moderati (perché governare una Provincia non è uno scherzo, non si può dare la colpa all'Europa, alla Francia o alla Merkel).

 

Il nome di Elena Testor potrebbe poi risolvere qualche equilibrio all'interno del centrodestra nazionale, perché si sa bene che la Lega non ha mai abbandonato l'alleanza con Silvio Berlusconi, e qualche casella è ancora aperta nello scacchiere del Nord Italia, dove agli azzurri qualcosa bisogna pur lasciare. 

 

Claudio Cia ha già scommesso su Fugatti, con la benedizione impartita all'assemblea di Agire. La stessa Lega, com'è ovvio, dice a Fuugatti 'capitano mio capitano', e Forza Italia si rimette alla decisione ai piani alti, come fa sempre. Il nome di Fugatti passa dunque sulla scrivania di Berlusconi, anche se il Carroccio governa con i 5 Stelle. 

 

Sembra che la leadership del centrodestra si discuterà a Milano, se non ad Arcore di sicuro in via Bellerio, nella sede federale della Lega. E non è dato nulla per scontato. La leadership è ballerina a sinistra, e questo si sapeva, ma non è che a destra sia ben salda, traballa pure lì. 

 

 

 

 

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