Gestione tasse al Trentino, la Cisl Fp: ''Proposta impraticabile e rischiosa, la Provincia non sarebbe super partes''
Il sindacato contrario alla proposta di chiedere al governo piena competenza fiscale: ""Siamo contrari nel merito e in coerenza del percorso intrapreso in questi anni. L'intenzione deve essere quella di contrastare l'evasione fiscale". Totale contrarietà espressa anche dalla Federazione lavoratori pubblici

TRENTO. "Un 'No' forte e deciso", questo il commento di Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp del Trentino, dopo che alcuni candidati alle imminenti elezioni provinciali hanno avanzato la proposta di chiedere al governo piena competenza in materia fiscale. E anche la Federazione Lavoratori Pubblici esprime ''totale contrarietà''.
Il riferimento corre in particolare al governatore uscente Ugo Rossi e Giorgio Tonini, candidato presidente dell'Alleanza democratica e popolare autonomista, che su Il Dolomiti ha lanciato l'idea dell'imposizione fiscale.
"Ora la competenza c'è soltanto per quanto riguarda le spese - ha detto Tonini - ma le entrate dipendono da Roma. Proponiamo che sia la Regione, con le sue due Province, a gestire anche questa parte. Serve anche per ripararsi dalle politiche tributarie del Governo. Con la flat tax perdiamo 500 milioni all'anno" (Qui articolo).
Un'idea che però proprio non piace in casa Cisl Fp. "Siamo contrari nel merito e in coerenza del percorso intrapreso in questi anni. L'intenzione - evidenzia Pallanch - deve essere quella di contrastare l'evasione fiscale. Questo è il campo di battaglia, sicuramente non quello di prendere in capo la gestione tributaria".
Un "Niet" simile a quello già pronunciato nel 2016, quando sul tavolo c'era la proposta di delega per le agenzie fiscali alla Provincia di Trento della gestione della lotta all'evasione.
In sintesi le parti sindacali, oggi come due anni fa, sostengono la necessità che la Provincia desista nel portare avanti questo piano: "Non può garantire di essere super partes - commenta Pallanch - l'amministrazione deve rafforzare il supporto allo Stato per implementare i presidi di legalità, così come il sostegno di altre strutture del territorio che non devono essere chiuse o ridimensionate".
In via Degasperi suona più di un campanello d'allarme per un possibile conflitto d'interessi. "In tempi non sospetti - spiega il segretario - abbiamo ampiamente dimostrato all’amministrazione uscente l’impraticabilità tecnica di questo eventuale provvedimento. E' evidente il cortocircuito se il soggetto pubblico diventa contemporaneamente controllato e controllore: un vero e proprio pasticcio istituzionale e amministrativo, che causerebbe incertezza e confusione tra le competenze delegate e quelle escluse: il rischio di contenzioso tra amministrazioni locali e statale, tra contribuenti e amministrazioni è troppo alto. I problemi sono altri".
La richiesta del sindacato è quella di rinforzare gli organici della pubblica amministrazione. "L'age-managment è tra le nostre priorità e la manovra era stata inserita nella finanziaria - dice il segretario della Cisl Fp - ma tra studi dei fabbisogni, lentezza e burocrazia, i tempi si sono allungati".
Nel mirino, infatti, l'età media molto alta del personale pubblico, il precariato, il blocco del turn-over e l'assenza di ricambio generazionale. "E' necessario - aggiunge il sindacato - immettere energia nella pubblica amministrazione pe mantenere l'attuale standard di qualità. E' evidente la sofferenza in determinati servizi, alcuni dei quali rischiano di finire in difficoltà".
Decisioni che quindi non possono più essere rimandate. "E' tardi, serve attuare dei piani - conclude Pallanch - per un settore che da sempre necessità di maggiori attenzioni tra assunzioni e il compito di vigilare sul processo di stabilizzazione in linea generale. Anzi, bisognerebbe ampliare il numero anche alla luce dell’ondata dei pensionamenti. Queste sono le priorità che la nuova Giunta ritroverà sul tavolo. Necessario affrettarne i tempi".
''Il fisco dev’essere imparziale e a completa disposizione dei contribuenti onesti - aggiunge Giuseppe Vetrone segretario della Federazione lavoratori pubblici -. Per i disonesti e quindi per gli evasori fiscali, invece, è necessaria severità e rigore. Oltretutto, la gestione della macchina fiscale è assai complessa e articolata e non potrebbe essere governata da Enti che si troverebbero ad avere enormi conflitti di interesse quale controllore ed al contempo controllato. Basti pensare alle
numerosissime società ed aziende operanti nel territorio della Regione Trentino Alto Adige che sono partecipate dalle Provincie Autonome di Trento e Bolzano. Chi dovrebbe decidere i controlli fiscali? Come si potrebbero realizzare serie ed
imparziali ispezioni e/o verifiche su quelle aziende partecipate che le predette Provincie autonome sostengono ed alimentano con finanziamenti ed investimenti? Insomma, un pastrocchio che ci auguriamo non si realizzi mai e che la FLP
avverserà con tutti gli strumenti a sua disposizione".













