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Ghezzi, Rossi, Tonini, La Force Tranquille, Prodi e il semaforo: come si esce da questo impasse?

In un post l'ex direttore dell'Adige cita lo slogan di François Mitterrand che qualche tempo fa, sull'Humanité veniva associato proprio alla figura di Romano Prodi. Ora i giochi sono praticamente fatti con poche alternative. Bisogna solo avere il coraggio di decidere o si raccoglieranno solo cocci

Di Luca Pianesi - 04 agosto 2018 - 20:03

TRENTO. Richiama François Mitterrand Paolo Ghezzi nel suo ultimo post su Facebook e con lui uno dei più celebri slogan della storia mondiale della comunicazione politica: "La force tranquille", ''La forza tranquilla'' frase che, nel 1981, serviva da un lato a rassicurare l’elettorato moderato, spaventato dalla possibile vittoria del presidente socialista in Francia, e dall'altro ad esprimere senso di forza e di solidità della sua coalizione. Ma il rimando è ancor più sottile. Nel 2006, infatti, lo storico giornale di sinistra francese l'Humanité (Paolo Ghezzi essere umano è il nickname su Facebook dell'ex direttore dell'Adige, curioso collegamentotitolava così: "Romano Prodi, La force tranquille de la gauche italienne'', Romano Prodi, la forza tranquilla della sinistra italiana. 

 

 

 

E per molti Ghezzi potrebbe rappresentare proprio una figura simile all'ex presidente del consiglio, l'unico capace di aggregare tutti, dalla sinistra al centro, e di battere per due volte Berlusconi e il suo centrodestra. Ci riuscì proprio con quella Forza Tranquilla che il mitico Guzzanti nelle, trasmissioni satiriche della Dandini, traduceva in tormentone nel ''io sto fermo, immobile, tranquillo, come un semaforo''. E alla fine, in questi giorni, sta succedendo proprio questo. Lui è lì, gli altri corrono e hanno crisi di nervi da Ugo Rossi al segretario del Pd Muzio.

 

L'uno perché continua a riproporsi come candidato presidente della coalizione e la coalizione pur di non dirgli ''va bene'' sta facendo di tutto, riunioni su riunioni, tavoli su tavoli, serate su serate dimostrando di non credere all'appeal sulla gente del presidente, l'altro perché le sta provando tutte pur di non dire ''va bene'' a una figura emersa dalla gente e sostenuta da una grandissima parte del suo partito (perché, inutile girarci intorno, i proponenti e i firmatari che sostengono Ghezzi sono tutti o di area Pd o comunque di centrosinistra) e sta pensando di lanciare nella mischia un nome interno del Pd (magari non territoriale e magari che ha già ricoperto molti incarichi politici e per questo associato al passato) pur di tenere tutti insieme (che poi vuol dire non scontentare gli assessori ''dem'' che credono nello status quo). 

 

Il problema è che, ormai, così, tutti insieme non ci si può più stare, inutile girarci attorno. La possibilità che apre gli scenari più ampi è che Rossi faccia un passo indietro, liberi il Patt e accetti la candidatura di Ghezzi. In questo modo un centrosinistra autonomista allargato come non mai, inclusivo come mai è riuscito ad essere, potrebbe provare a vincere contro il centrodestra più forte di sempre. Potrebbe farlo proprio sotto il vessillo de ''La force tranquille'', in opposizione alla ''forza del centrodestra'' che Ghezzi nel suo post definisce ''urlata, sopra le righe, muscolare, esibita, sloganistica, aggressiva. Rispecchia una politica di compromesso tra due populismi che non prevede la "modalità tranquillità" e che non a caso porta a ripetuti disastri''.

 

Alternative per realizzare una squadra di così ampio respiro non ce ne sono. Ghezzi e la sua area sono nati proprio perché l'ipotesi di votare di nuovo Rossi a molti non pareva una strada percorribile. Sarebbe, quindi, impossibile pensare che queste persone alla fine accettino una candidatura dell'ex presidente della Provincia. Quindi si rassegnino il Patt e il Pd: con questo schema quella parte di elettorato è perso. E dall'altro lato difficile pensare che Ghezzi e tutta l'ala di sinistra possano dare l'ok a una figura terza da compromessone tirato fuori da "casa Pd" (tipo Tonini). Perché si condannerebbero all'inesistenza politica. A quel punto non avrebbe più senso votare loro: chi si riconosce nel Pd voterà direttamente il Pd e chi non si riconosce resterà comunque fuori.  

 

Poi c'è l'ipotesi senza Patt (che da solo che farebbe?) con comunque uno squadra di tutto rispetto a disposizione che andrebbe dall'Upt al Pd passando per l'ala sinistra e qui, di nuovo, non ci sarebbero veti a una candidatura Ghezzi (se non i soliti interni al Pd). Insomma il traffico è caotico e molto confuso. Sulla strada è tutto un tamponarsi e uno scontrarsi e più passa il tempo più le macchine si rovinano, rallentano, perdono valore. Ci vorrebbe un semaforo, una forza tranquilla. Oppure no, un vigile con fischietto e multe nel taschino? Un segnale di stop? Una rotonda? Vedete voi, ma fate presto altrimenti resteranno solo i cocci

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