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Il Centrosinistra arranca, ma si salva in Trentino Alto Adige. Centrodestra avanti e Movimento 5 stelle primo partito

A meno di cinquanta giorni dal voto arriva la prima fotografia della situazione politica targata Ipsos. Alla maggioranza mancherebbero cinquanta seggi. La nostra regione in controtendenza rispetto al Nord, dove domina il centrodestra. I pentastellati bene al Sud. Il Pd resiste al Centro. Indecisi e astensione al 34%

Di Luca Andreazza - 20 gennaio 2018 - 06:01

TRENTO. Il tempo per presentare i simboli al Viminale è ormai agli sgoccioli, la lunga volata che porta a domenica 21 gennaio è iniziata venerdì scorso. E a meno di cinquanta giorni dal voto arriva la prima fotografia ufficiale della situazione politica targata Ipsos. L'Istituto di analisi ha elaborato i dati sulla base di 50 mila interviste raccolte tra marzo 2017 e gennaio 2018 (esclusi Valle d'Aosta e estero).

 

La campagna elettorale entra nel vivo e iniziano a prendere corpo coalizioni, annunci e promesse, mentre la presentazione delle liste e le candidature nei collegi la scadenza è quella tra il 29 e il 31 gennaio.

 

Detto che le incognite sono ancora tante tra alleanze, candidature e leadership, il sondaggio di simulazione del Rosatellum vede in questo momento il centrodestra avanti, seguito a ruota dal Movimento 5 stelle e quindi ecco il centrosinistra.

 

Centrosinistra che, secondo i dati di Ipsos, dovrebbe conquistare in Trentino Alto Adige quattro collegi, solo due sarebbero appannaggio del centrodestra, mentre il Movimento 5 stelle sembra destinato a restare a bocca asciutta.

 

Un Trentino Alto Adige in controtendenza rispetto al resto del Nord, in questo momento di marca centrodestra. Al sud è sfida serrata tra pentastellati e Forza Italia, mentre i 5 stelle sono avanti in Sicilia e Liguria. Il Partito democratico è in vantaggio nelle roccaforti 'rosse' in Emilia-Romagna e Toscana, ma fatica nelle Marche.

 

In questo momento il centrodestra raggiungerebbe un consenso del 35,9% delle preferenze (Forza Italia al 16,5%, Lega al 13,8% e Fratelli d'Italia al 4,7%). Movimento 5 stelle si confermerebbe primo partito a 28,7%, mentre il centrosinistra si attesterebbe al 27,5% (Pd al 23,1%, Civica popolare all'1,8%, Insieme per l'Italia all'1,4%). E ancora +Europa all'1,2%, Liberi e Uguali si accrediterebbe al 6,4%. Le altre liste al momento sono intorno all'1%.

 

Un'incognita che pesa ancora molto è quella relativa a indecisi e astensionisti, a quota 34%.

(Grafico realizzato da Ipsos per il Corriere della Sera)

A questo punto la composizione della Camera vedrebbe l'assegnazione di 269 seggi al centrodestra (131 nel maggioritario, oltre a 68 di Forza Italia, 51 alla Lega e 16 di Fratelli d'Italia), 170 al Movimento 5 stelle (53 collegi nel maggioritario e 117 nel proporzionale), 154 al centrosinistra (appena 47 guadagnati nei collegi e 107 nel proporzionale) per finire con 27 seggi a Liberi e Uguali.

 

Nel dettaglio, l'alleanza tra Forza Italia, Lega e Forza Italia sarebbe quasi egemone in Lombardia (31 seggi su 35) e in Veneto (16 su 19), mentre resta veramente poco alle altre forze politiche: cinque collegi ai pentastellati e solo due al Pd.

 

In Piemonte il quadro è meno netto, ma il centrodestra sarebbe ancora in vantaggio: undici collegi. Il Movimento 5 stelle si dovrebbe accontentare di cinque seggi, come il Partito democratico. Così come in Friuli Venezia-Giulia: quattro seggi al centrodestra, uno ai 5 stelle e nessuno al Pd. 

 

Trend diverso, come anticipato, in Trentino Alto Adige, ma anche in Liguria, dove i 5 stelle si assicurano tre collegi, due al centrodestra e solo uno al centrosinistra.

Tutta un'altra storia nel Centro, dove il Pd resiste. In Toscana il centrosinistra conquisterebbe undici collegi su quattordici (due al centrodestra e uno a M5s), in Emilia-Romagna dodici su diciassette (tre al centrodestra e due ai 5 stelle). In Umbria due al centrosinistra e uno al centrodestra.

 

Centrosinistra giù invece nelle Marche e nel Lazio: nella prima sono i Cinque Stelle a farla da padrone, con quattro seggi su sei (solo uno a testa per Pd e centrodestra). Nel Lazio, undici seggi al centrodestra, sette al M5s e tre al centrosinistra.

 

Al Sud sembra una partita limitata a Movimento 5 stelle e centrodestra. Il Pd resterebbe solamente a guardare. Insomma, secondo i dati Ipsos, nessuna maggioranza autosufficiente in vista, neppure per il centrodestra che, seppur in vantaggio, necessiterebbe di 50 seggi per arrivare a quota 316.

 

Tutto è ancora in ballo e i comizi, ufficialmente, possono iniziare il 4 febbraio, cioè trenta giorni prima delle elezioni, e dovranno terminare a 24 ore dalla chiamata alle urne, mentre i sondaggi non potranno essere diffusi nei quindici giorni precedenti le elezioni.

 

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