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| 09 feb 2018 | 12:29

Il portavoce del Pd Richetti strumentalizza una frase di Boso di tre anni fa. Il leghista: "Non l'ho mai pronunciata. Io volevo gli hercules"

Il deputato e portavoce nazionale del Partito democratico diffonde un post su Facebook (sponsorizzato) riportante un titolo del Giornale che risale all'agosto 2015 e scrive "stanno minando le basi della nostra democrazia". Boso: "Non sanno più come fare per recuperare voti"

Il portavoce del Pd Richetti strumentalizza una frase di Boso di tre anni fa

TRENTO. Se non è una fake news poco ci manca ma quel che è certo è che si tratta di una brutta strumentalizzazione di una frase, che tra l'altro il diretto interessato ci dice di non aver mai pronunciato, che risalirebbe a quasi tre anni fa. Da ieri sui social sta circolando un post "sponsorizzato" (dunque a pagamento per essere diffuso il più possibile) di Matteo Richetti il portavoce nazionale del Partito democratico che va a riprendere il titolo di un giornale (era il Giornale) che recitava: "Lega proposta choc di Boso: 'Spariamo ai clandestini, fuciliamo chi li fa entrare'".

 

Lo screenshot non permette di approfondire la notizia e di scoprire che è datata 26 agosto 2015 mentre il testo scritto dall'onorevole attualizza quella frase come fosse stata pronunciata in questi giorni: "Per chi non l’avesse ancora capito, sta accadendo qualcosa nel nostro Paese. Qualcosa di gravissimo e pericoloso. Qui non è questione di campagna elettorale o di propaganda politica: stanno minando le basi della nostra convivenza. È a rischio la pace sociale del nostro Paese. C’è un fronte che soffia sul rancore che trova un perfetto alleato in chi vuole darsi come priorità la sconfitta del #Pd e di #Renzi. E poi ci siamo noi. Che daremo battaglia fino alla fine. Perché la #democrazia, la #libertà e la #tolleranza non conoscono calcoli di convenienza. Chi sta a guardare non si chiama fuori. Assiste alla violenza in silenzio. In gioco c’è questo".

 

Il Boso in questione, ovviamente, è quello trentino , Erminio Enzo Boso, bossiano della prima ora che è stato senatore della Lega dal '92 al '96, poi consigliere provinciale e da sempre figura di riferimento per la Lega Nord locale. Indubbiamente famoso anche per le sue orribili "uscite" contro gli extracomunitari (alla Zanzara nel 2013 incalzato dal conduttore sentenziò: "Sono contento quando un barcone affonda, perché pagano quelle persone che giocano sulla pelle della gente") e contro l'Europa, ormai da anni è, però, fuori dai giochi e che venga ritirato in ballo da Richetti a meno di un mese dalle elezioni quel titolo "spariamo ai clandestini, fuciliamo chi li fa entrare" ha lo stesso valore di chi continua a diffondere la famigerata frase che avrebbe pronunciato Maria Elena Boschi contro l'autonomia.

 

La sua collega di partito si sta difendendo spiegando che quella era stata un'errata interpretazione giornalistica risalente al 2014 subito smentita dopo poche ore e quindi è lei stessa a bollarla come una fake news. La notizia contro Boso era stata ripresa dal Trentino (e anche "il Giornale" cita il quotidiano provinciale) ma il protagonista ci racconta che "non ho mai detto quella frase. Io non mi sono mai nascosto e ho sempre detto che i migranti avremmo dovuto caricarli sugli hercules (gli aerei dell'esercito ndr) e scaricarli negli aeroporti dei loro luoghi di provenienza. Se avessimo fatto così sin dagli anni del governo Berlusconi e dei buoni rapporti che avevamo con la Libia oggi non avremmo tutti questi problemi. Per quanto riguarda Richetti è evidente che la sinistra è senza argomenti e non sa come recuperare voti e allora si affidano a queste cose. Ma la gente è stanca".

 

 

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