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Il sindaco Morandi: "Non mi dimetto. Io non percepisco nessuna indennità da assessore. Vogliono quel posto perché quegli 11 mila euro fanno gola"

Il primo cittadino di Nago Torbole replica così alle accuse mosse dai gruppi di minoranza "Onestà, partecipazione, ambiente" e "Gruppo Obiettivo e Comunità" che hanno chiesto le sue dimissioni da assessore della Comunità di valle

Il sindaco Gianni Morandi
Di Luca Pianesi - 17 febbraio 2018 - 12:07

RIVA DEL GARDA. "Continuano a dire questa cosa dell'indennità ma sanno benissimo che io percepisco zero dalla Comunità. Ho anche rinunciato al mio lavoro per fare a tempo pieno il sindaco quindi vivo solo dell'indennità da primo cittadino. Il fatto che continuino ad anni di distanza a ripetere questa falsità dimostra la loro cattiva fede". Replica così il sindaco di Nago Torbole Gianni Morandi alle accuse mosse da i gruppi di minoranza "Onestà, partecipazione, ambiente" e "Gruppo Obiettivo e Comunità" che hanno chiesto le sue dimissioni da assessore della Comunità di valle.

 

Le accuse riguardano essenzialmente il fatto che Morandi sarebbe spesso assente dal consiglio di Comunità, pur percependo l'indennità, e che il suo Comune sarebbe l'unico dei sette che siedono nella conferenza dei sindaci ad aver bocciato il nuovo statuto della comunità di valle, votato in quel consiglio dove spesso Morandi non sarebbe presente. "Ripeto che io non percepisco nessuna indennità da assessore e sono, comunque un assessore esterno - spiega lui - quindi non avrei possibilità di voto. Perché partecipo poco? Perché tutte le questioni di interesse passano prima in conferenza dei sindaci ed è lì che mi esprimo. Poi quando i documenti e le proposte arrivano in Comunità spesso la questione viene trasformata da amministrativa a politica. In consiglio di Comunità, infatti, si trovano troppe anime diverse, la maggioranza è artificiale, non sono persone elette dai cittadini e che si scelgono come in un consiglio comunale. Sono rappresentanti scelti dai vari comuni e quindi spesso da temi di carattere amministrativo si finisce per discutere di questioni politiche. A me non piace. Io credo che la Comunità di valle debba fare, prima di tutto, e fare per il territorio, non arrovellarsi su questioni di colori, partiti, simboli".

 

E infatti a sostegno della sua tesi il sindaco Morandi porta i tanti provvedimenti voluti dalla Comunità poi approvati dal suo consiglio comunale. "Provvedimenti che riguardavano le persone e i territori - aggiunge - come quelli che riguardavano il fondo strategico. Ma nel caso del nuovo statuto alcune posizioni, per esempio quelle sulla democrazia diretta, sono parse delle forzature politiche che il mio consiglio non ha ritenuto di approvare. Questo è la democrazia. I gruppi di opposizione che chiedono le mie dimissioni devono rispettare la volontà anche di chi è legittimato a votare quei provvedimenti. E alla fine vogliono le mie dimissioni perché si libererebbe quella poltrona e chi prenderebbe il mio posto sono sicuro non rinuncerebbe a quegli 11 mila euro di indennità. Mi farei da parte solo per vedere il caos che si scatenerebbe tra questi gruppi per andare a occupare quella sedia ma non gli darò questa soddisfazione. Io vado avanti forte delle mie convinzioni e sicuro del mio operato".

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