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In 200 contro il senatore leghista Simone Pillon: ''La sua proposta è pericolosa''

Tante le associazioni che hanno aderito alla mobilitazione. Al presidio anche Futura, con Coppola e Ghezzi, il Pd con Sara Ferrari e Potere al Popolo con Antonia Romano

Di db - 07 dicembre 2018 - 19:27

TRENTO. Dentro Simone Pillon, fuori 200 manifestanti organizzati con striscioni e cartelli per dire che il disegno di legge che porta il nome del senatore leghista è pericoloso. "Pericoloso" è infatti il termine che hanno usato molte delle associazioni intervenute, riferendosi ai contenuti della proposta che andrà a modificare la legge sull'affido dei minori in caso di separazione

 

Organizzato da numerose associazioni, il presidio si è svolto con il silenziatore, senza nessun impianto di amplificazione della voce, nemmeno un megafono, obbedendo a una disposizione del questore di Trento. Disposizione a cui molti si sarebbero voluti opporre con un'azione di disobbedienza, come Tommaso Ulivieri dei Laici trentini e consigliere comunale ad Arco: "L'invito non è però stato raccolto". 

 

Gli interventi sono stati comunque numerosi, come gli slogan gridati a più non posso all'indirizzo del palazzo della Provincia in cui l'esponente leghista teneva il suo intervento. Tante le donne presenti, che spesso in coro hanno cantato "Tremate tremate le streghe son tornate". 

 

Protagoniste della protesta le attiviste di 'Non una di meno', dietro allo striscione con la scritta "Sulle nostre vite decidiamo noi", ma la partecipazione è stata condivisa anche da Arcigay, Anpi, Centro sociale Bruno, Laici trentini e tante altre realtà. Tra la folla Mario Caproni dell'Agedo, l'associazione che rappresenta i genitori delle persone omo e transessuali, lo storico presidente della Lila Michele Poli e l'ex consigliera provinciale del Pd Violetta Plotegher.

 

Tra gli altri Massimiliano Pilati del Forum trentino per la Pace e i Diritti umani. Presenti anche Lucia Coppola e Paolo Ghezzi di Futura, Sara Ferrari del Pd e Antonia Romano di Potere al Popolo. Consiglieri e consigliere provinciali che nei giorni scorsi, in una conferenza stampa, avevano dichiarato la loro adesione alla mobilitazione: anche loro hanno definito 'pericolosa' la proposta Pillon.

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