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Legge contro il bullismo, Borga: ''Ma niente riferimenti a quello omofobico''. E dalla maggioranza: ''Vero, sono due cose diverse''

La discussione all'interno della IV Commissione del Consiglio provinciale. Zanella: "C'è una grande ignoranza, questo è il vero problema". Sono cinque i disegni di legge depositati, quasi tutti evitano i riferimenti all'orientamento sessuale e al razzismo

Di Donatello Baldo - 24 gennaio 2018 - 18:54

TRENTO. "C'è una grande ignoranza, questo è il problema di fondo". Paolo Zanella, presidente di Arcigay, commenta così la notizia dell'embargo nei confronti degli eventuali emendamenti sull'omofobia all'interno della prossima legge contro il bullismo". 

 

Durante la seduta della IV commissione del Coniglio provinciale si è deciso che i sei disegni di legge che trattano questo argomento saranno unificati. Un tavolo dei vari proponenti dovrà redigere un solo testo da portare in discussione.

 

Una prassi, in questi casi, ma la notizia è che Rodolfo Borga, l'autore dell'ostruzionismo contro la legge contro l'omofobia, di fatto affossata, ha posto una condizione: non sia accettato nessun emendamento che vuole introdurre il tema del bullismo omofobico".

 

"Come si fa ad escludere l'omofobia, e in particolare il bullismo per orientamento sessuale, dalla legge provinciale che riguarda il bullismo in generale? E' impossibile, impensabile", afferma Zanella. Ma non la pensa così il presidente della commissione Giuseppe Detomas, esponente della maggioranza, che ha rassicurato Borga.

 

"Non dovrebbero esserci problemi - ha risposto Detomas a Borga - gli emendamenti che riguardano l'omofobia non sarebbero nemmeno ammissibili perché non riguardano il bullismo". Proprio così, l'omofobia sta da una parte e il bullismo dall'altra. 

 

"Ecco cosa intendevo per profonda ignoranza - ripete Zanella - perché questi ragionamenti non sono frutto di posizioni politiche particolari, derivano dall'ignoranza pura e semplice. Come si può pensare che gli insulti e le botte date a un ragazzino etichettato come 'frocio' non siano riferibili al bullismo?".

 

Ma l'ignoranza, seguendo il ragionamento di Zanella, è alla base. All'interno dei cinque ddl presentati dai consiglieri provinciali un riferimento esplicito al bullismo omofobico non c'è. Solo nella proposta di Lorenzo Baratter si può trovarne una piccola traccia. 

 

Nei primi articoli, il testo dell'esponente autonomista definisce il bullismo come "comportamenti e atti offensivi o aggressivi che un individuo o un gruppo di persone compiono ripetutamente ai danni di una o più vittime, per umiliarle, marginalizzarle, dileggiarle o ridicolizzarle per ragioni di lingua, etnia, religione, orientamento sessuale, aspetto fisico, disabilità ed altre condizioni personali e sociali della vittima".

 

In questa definizione c'è il riferimento all'orientamento sessuale, nulla più. Ma per lo meno qualcosa, perché nei testi di Claudio Cia, di Walter Viola, di Filippo Degasperi e della stessa Giunta, il riferimento all'omofobia e al bullismo omofobico è del tutto assente.

 

"Quasi tutti i testi si concentrano sul cyberbullismo - spiega Zanella - come se fosse un aspetto a sé stante. Ma si tratta soltanto di una delle tante declinazioni del bullismo. Ci sono gli insulti, le minacce, le botte, l'isolamento che subisce la vittima, e anche il bullismo che si esplica via web".

 

"E' uno dei modi in cui il bullismo agisce, quello più facilmente individuabile perché lascia tracce, ma è solo una delle modalità per declinare la violenza tra pari", spiega il presidente di Arcigay del Trentino.

 

Infatti, anche nel testo della Giunta, i finanziamenti per iniziative di contrasto al bullismo sono limitate alla pratica del cyberbullismo. "Non solo - aggiunge Zanella - i finanziamenti, tra le associazioni di volontariato, sono dati soltanto a chi si occupa di minori".

 

Ora - afferma il presidente di Arcigay - non ne faccio una questione legata esclusivamente alle persone Lgbt, ma non si è pensato nemmeno di coinvolgere e finanziare le associazioni che si occupano di disabilità e di antirazzismo?".

 

Il bullismo, infatti, colpisce soprattutto queste 'categorie'. "Sì - dice Zanella - i bulli se la prendono con le persone valutate come diverse: bambini e ragazzi stranieri, disabili o con qualche problema fisico, bambini e bambine, ragazzi e ragazze che vengono considerati oppure sono gay e lesbiche".

 

Ma nei testi i riferimenti mancano, i finanziamenti escludono le associazioni specifiche e nemmeno all'interno dell'Osservatorio provinciale contro il bullismo trovano spazio. Il requisito è quello della comprovata esperienza nella promozione dei diritti dei minori e degli adolescenti. 

 

"Se non si approfondisce, se non si conosce, se non si affrontano le questioni in modo completo - osserva Zanella - il rischio è quello di produrre leggi vuote, inefficaci, che non cambiano la vita di quei tanti piccoli e giovani cittadini che dovrebbero essere tutelati e difesi. Senza reticenze ideologiche, senza ipocrisie". 

 

"Tanti sono i ragazzi presi di mira perché 'froci' - spiega Zanella - inutile girarci attorno. Ma non si può dire, altrimenti il consigliere Borga si arrabbia e fa ostruzionismo. E allora la politica, maggioranza compresa, si accontenta di una legge annacquata, vuota, inefficace. Peccato".  

 

 

 

 

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