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Liberi e Uguali, arriva l'eurodeputata Elly Schlein che parla di Europa e immigrazione: ''Servono corridoi umanitari, basta ipocrisia''

Incontro con gli elettori e con i candidati locali al Café de la Paix. Molti i giovani presenti: "Quella di oggi non è un'Europa accogliente. Lo è per la criminalità organizzata, per chi si è approfittato del mercato comune per fare i propri interessi, è accogliente per la mafia che indisturbata continua a fare affari"

Di Donatello Baldo - 16 febbraio 2018 - 20:11

TRENTO. A 'tirare la volata' ai candidati di Liberi e Uguali in regione è arrivata Elly Schlein, la deputata europea di 'Possibile', ora impegnata nella nuova formazione capitanata da Pietro Grasso. E' arrivata però in leggero ritardo e al Café de la Paix è stato il portavoce Massimo Toscanelli a intrattenere i tantissimi giovani presenti.

 

"La nostra è una forza di governo - spiega - a dispetto di chi dice che la nostra sia mera opposizione. Ci piace pensare che siamo una forza di sinistra che colma un vuoto politico, che risponde a una necessità". Quella dei molti che il Pd non lo votano perché 'si è spostato a destra', ma anche quelli che non si rivolgono a partiti e movimenti troppo piccoli che sanno già non entreranno mai in Parlamento.

 

"Siamo una lista formata da tre componenti", ricorda Toscanelli, e si riferisce a Sinistra Italiana, Possibile e Mdp-Articolo1, il gruppo di D'Alema e Bersani uscito recentemente dal Pd. "Ma sono molte altre le forze che si stanno avvicinando a noi - dichiara - l'elemento portante di questo progetto è la partecipazione".

 

Arriva Elly Schlein, parla di immigrazione, il tema dell'incontro. "Quella di oggi non è un'Europa accogliente - esordisce l'eurodeputata - o meglio è accogliente solo per alcuni". Lo è per la criminalità organizzata, per chi si è approfittato del mercato comune per fare i propri interessi, è accogliente per la mafia che indisturbata continua a fare affari". 

 

"In Europa - dice al pubblico che affolla una saletta troppo piccola - ci sono paradisi fiscali senza palme. Ma pur sempre paradisi fiscali". E si chiede: "Come può essere accogliente e sostenibile il futuro di questa Europa? Cosa dicono i nuovi sovranisti alla Salvini, perché non parlano di questo in campagna elettorale?". 

 

Il problema dell'immigrazione lo spiega da un punto di vista economico. "I Paesi in via di sviluppo hanno perso miliardi di dollari in elusione ed evasione - spiega - perché anche l'Africa è usata come paradiso fiscale per chi vuole sfuggire alle imposte fiscali". 

 

"Dicono 'Aiutiamoli a casa loro' - osserva - ma sono contro alla cooperazione internazionale. Gli immigrati scappano dall'Africa perché impoveriti, e i colpevoli sono vicini a noi più di quanto si pensi". Parla anche di ambiente l'eurodeputata, "dei problemi legati al cambiamento climatico", e qui ricorda Alex Langer: "Tra poco andrò a Bolzano, la terra di chi portò questi temi anche in Europa".

 

A differenza dei sovranisti che vorrebbero allontanarsi dall'Europa lei invece chiede all'Europa di far rispettare i suoi trattati. "Sei Paesi su ventotto si spartiscono l'80% dei richiedenti asilo. I trattati chiedono una distribuzione equa e solidale, invece prevale l'egoismo". 

 

Ricorda che l'accordo sul ricollocamento dei profughi giunti in Italia e Grecia prevedeva che in 160 mila fossero suddivisi tra tutti i Paesi membri, "ma ne sono stati ricollocati solo 30 mila: egoismo nazionale". E spiega che soltanto Liberi e Uguali ha nel suo programma "un piano complessivo che affronta il tema dell'immigrazione". 

 

Con un progetto chiaro: "Basta ipocrisia, l'immigrazione è un fenomeno che dev'essere gestito in chiave europea perché da solo nessuno Stato ce la fa. Basta con l'ipocrisia del regolamento di Dublino che impedisce la libera circolazione dei richiedenti asilo e impone che sia fatta richiesta di protezione internazionale nel primo Stato in cui si arriva". 

 

E contro Minniti, il ministro dell'Interno: "Non si risolve la questione dell'immigrazione pagando i trafficanti come ha fatto in Libia". PEr la deputata la soluzione sono i corridoi umanitari, gli ingressi regolari, "come sta facendo la Comunità di Sant'Egidio in Italia". 

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