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Manuela Bottamedi entra in Forza Italia dalla porta principale. Sarà candidata alle prossime politiche

Oggi un incontro con Michaele Biancofiore e Giorgio Manuali. "Se valorizzano il mio impegno politico non può che farmi piacere". Nei giorni scorsi anche il Patt aveva cercato un riavvicinamento

Pubblicato il - 11 January 2018 - 06:01

TRENTO. L'accordo sembra sia ormai fatto, Manuela Bottamedi entrerà in Forza Italia. E ci entrerà dalla porta principale, forse passando addirittura per le elezioni politiche, candidata in un collegio che, perché no, potrebbe essere quello del Senato a Trento. Un confronto tra lei e Panizza non sarebbe male.

 

"Non si parlato di seggi, niente di specifico - ammette lei - con Michaela Biancofiore e Giorgio Manuali abbiamo toccato temi più generali. I punti in comune sono molti, questo di sicuro". L'incontro è avvenuto all'ora di pranzo, in un ristorante, pochi giorni prima delle candidature: non è un caso, c'è in ballo un seggio

 

Quindi ormai è cosa fatta. In Forza Italia.

Credo che adesso, dopo l'incontro di oggi, sia giusto che Biancofiore e Manuali facciano le loro valutazioni. Come è giusto che le faccia io. Ma sono rimasta molto colpita dall'apertura nei miei confronti, anche dalla valorizzazione del mio impegno politico.

 

Una valorizzazione che passa dalla candidatura in un collegio, e dalla promessa di una candidatura alle prossime elezioni provinciali. 

Sì, non posso negare che l'eventuale valorizzazione passa anche attraverso questo. Ma per rispetto verso i miei interlocutori non voglio entrare nel merito. Dico che la proposta è interessante.

 

Dicono che lei abbia incontrato anche il Patt, è vero?

Mi hanno cercata loro, volevano un riavvicinamento. Ma non mi piace guardare al passato, non mi picciono i passi indietro. Preferisco guardare al futuro, fare passi avanti, evolvere.

 

E' uscita lei dai 5 Stelle per andare nel Patt.

No, sono uscita dai 5 Stelle perché era un ambiente invivibile. Era impossibile lavorare serenamente. Anche per i toni, per le modalità di relazione. Orribile e impossibile. Sempre grande tensione, toni accesi, problemi di relazione con tutti.

 

Anche con Degasperi?

Sia con Degasperi che con la base, quelli che pontificavano su Facebook e che poi in assemblea si nascondevano e abbassavano la testa, la stessa base che quando me ne sono andata si è scatenata contro di me con offese e insulti. 

 

Dicevamo del Patt...

No, dicevamo che sono uscita dai 5 Stelle per andare nel Patt. E non è vero. Quando sono uscita dai 5 Stelle sono andata nel Gruppo misto. E in quel periodo fu il compianto Diego Moltrer a cercarmi e a chiedermi di aderire al gruppo autonomista. Dicevano di volermi dare spazio sui temi a me cari come la scuola...Ci pensai tanto, mi sembrava che il Patt stesse cambiando, si stesse aprendo...

 

Cosa l'ha convinta?

L'intervento di Baratter sulla legge contro l'omofobia. Un intervento di alto respiro, europeo. Quel Patt aperto e non chiuso su se stesso mi piaceva. Poi nei 15 mesi successivi hanno bocciato tutto quello che portavo, disattese tutte le premesse e le promesse. E a quel punto non è che sono andata chissà dove. Sono tornata nel gruppo misto dove sono tutt'ora. 

 

Le diranno che cambia l'ennesimo partito. 

Se fossi rimasta nel Patt sarei ancora in maggioranza, con tutti i vantaggi e le garanzie. Stessa cosa nei 5 Stelle, sarei ricandidata e rieletta. Io non mi sono mai mossa per opportunità. Per opportunità sarei rimasta nei 5 Stelle, nel Patt. Io un lavoro ce l'ho e fino a ieri pensavo di tornare a fare l'insegnante. 

 

Poi è arrivata Michaela Biancofiore e si è aperta una prospettiva interessante...

Direi di sì. Se qualcuno valorizza il tuo lavoro non puoi che essere contenta. Diciamolo, in questi due anni di opposizione ho lavorato molto nel centrodestra, in particolare con Forza Italia, Lega e Agire. Si è creata una squadra. L'eventuale adesione a Forza Italia sarebbe un approdo naturale. Ma la mia non è un'adesione ideologica e acritica. Per me la politica è confronto e incontro. 

 

Continuo a sostenere che ha cambiato l'ennesimo partito. 

Ma non ho cambiato idea. Il filo conduttore del mio agire politico è lo stesso. I diritti civili, il tema della scuola, i temi sociali e l'economia. E anche il tema dell'autonomia. Io sono da sempre autonoma e autonomista. Liberale e liberal, ossia una liberale progressista. Non ho mai tradito né me stessa né le mie idee.

 

I 5 Stelle torneranno alla carica per accusarla un'altra volta.

Il Movimento 5 Stelle che ha rinnegato tutte le idee e le regole del 2013? Da 'uno vale uno' a 'vale solo Grillo, Casaleggio e di Maio'. Dall'on-line alle decisioni dall'alto. Dallo streaming alle stanze segrete. Dal giustizialismo al garantismo (per chi vogliono loro). Dal no-euro al sì-euro. Per non parlare della piattaforma di voto online manipolabile.

 

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