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Pd, ''Con la fronda interna che vuole Rossi presidente si va alla conta in assemblea''. La resa dei conti fa slittare l'incontro di coalizione

Dopo le voci di un passo indietro rispetto alla linea del cambiamento e le prese di posizioni pubbliche e private di alcuni big del partito, Giuliano Muzio stava per dare le dimissioni. Poi la decisione di reagire con una lettera ai segretari dei partiti di maggioranza: "Riunione rinviata, devo risolvere la situazione interna al mio partito"

Di Donatello Baldo - 15 maggio 2018 - 06:01

TRENTO. Quando ha letto sui giornali il fuoco di fila degli articoli che mettevano in dubbio la sua linea stava per mandare tutto a quel paese, dimettersi da segretario e abbandonare il timone del Pd trentino. Ma Giuliano Muzio ha cambiato idea: ha deciso di affrontare direttamente quelli che gli remano contro e ha convocato un'assemblea per fare la conta, per chiarirsi definitivamente. 

 

I fatti sono questi. Nei giorni scorsi il massimo organismo rappresentativo del partito democratico, l'Assemblea provinciale, aveva dato il mandato alla segreteria di affrontare in sede di coalizione il tema della 'rigenerazione' del centrosinistra autonomista, anche prendendo in considerazione il cambio al vertice, mettendo in discussione Rossi stesso. 

 

Poi sui giornali sono apparsi articoli che ventilavano un cambio di posizione, sulla base di un sondaggio da cui emergeva che l'attuale governatore era la carta vincente per il prossimo autunno (in realtà emergeva che fosse solo il più popolare tra i 'sondati', quello maggiormente conosciuto). Si buttava lì che Giuliano Muzio avesse cambiato idea e che preferisse tornare sui suoi passi, disattendendo il mandato assembleare.

 

La sua reazione, dice chi gli è più vicino, è stata di sconcerto: "Non si fa così, questa è un'imboscata". Qualcuno avrebbe spifferato del sondaggio e allo stesso tempo avrebbe lasciato intendere che il Pd stava rivalutando le sue scelte. Una retromarcia che in molti hanno criticato.

 

Ma a questo si è aggiunta l'intervista rilasciata a un quotidiano locale da Bruno Dorigatti, presidente del Consiglio provinciale ed esponente di spicco tra i dem trentini. Le sue parole erano in sostanza queste: non si tocchi Rossi altrimenti si rischia grosso

 

Muzio si è sentito accerchiato: i big del partito, direttamente o indirettamente, gli si sono messi contro. Sono infatti tra gli eletti, soprattutto quelli al vertice, che si annidano i contrari al cambio del vertice, ben sapendo che se salta Rossi si rimette in discussione tutto, anche la prossima lista per chi correrà alle provinciali.

 

"Lascio tutto", avrebbe detto. Cosa andava a dire all'incontro di coalizione che si sarebbe dovuto oggi 15 maggio? Poi ha cambiato idea e ha deciso di reagire. Ha preso carta e penna e ha scritto ai segretari di tutti i partiti che c compongono la maggioranza chiedendo qualche giorno per risolvere un problema interno al suo partito. 

 

 "La situazione che si è venuta a determinare all'interno del Partito democratico a seguito degli articoli comparsi sui giornali rende necessaria la convocazione d'urgenza di una assemblea straordinaria. In queste condizioni sono costretto a rimandare di una settimana la riunione dei segretari di coalizione, che avrà quindi luogo martedì 22 maggio alle ore 17.30".   

 

Quelli che volevano indebolire il segretario e bloccare il tentativo di cambiamento sono stati avvisati: "Vi aspetto in assemblea", sembra dire Giuliano Muzio, e così si andrà alla conta. Ma questa volta sembra che il mandato che verrà chiesto sarà ancora più cogente.

 

 

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