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Centrosinistra, Patt e Pd erano pronti per l'accordo su Ugo Rossi ma i 'piccoli' fanno saltare tutto. Tensione alle stelle

Alla riunione del tavolo della coalizione la 'prima volta' di Primavera Trentina e degli 'autoconvocati' di Zanella e Merighi. Scontro tra Boato e Muzio. Tutto rimesso in discussione: ora c'è anche il nome di Paolo Ghezzi da considerare

Di Donatello Baldo - 06 luglio 2018 - 06:02

TRENTO. Riunione tesissima quella del tavolo della coalizione di centrosinistra che si è riunito ieri, per la prima volta con la presenza di Primavera Trentina e degli 'autoconvocati' guidati da Paolo Zanella e Claudia Merighi.

 

Dicono che a un certo punto Giuliano Muzio, segretario del Pd, abbia perso le staffe, alzando un po' troppo la voce contro Marco Boato che gli faceva notare che su Rossi non sono d'accordo proprio tutti, anzi.

 

Infatti per la prima mezz'ora della riunione sembrava che quasi quasi avessero già messo in frigo lo spumante, che tutto fosse già deciso, ovviamente sulla candidatura del governatore in carica. Pd e Patt l'accordo l'hanno fatto e non c'è più tempo, quindi: o prendere o lasciare. Questa la sostanza.

 

Insomma, Muzio e Panizza se la sono cantata e suonata come se ormai i giochi fossero bell'e fatti. Ma tutti gli altri convenuti, sbigottiti, hanno fatto notare che a quel tavolo non c'erano solo loro. "Da tre mesi dico che Rossi non va bene", deve aver ricordato un po' stupito Marco Boato.

 

Ma anche Mdp-Articolo1, rappresentato da Fabiano Lorandi, ha detto che non dev'essere scontato il nome dell'attuale presidente della Giunta. E a questa voce si è aggiunta quella di De Stefani di Primavera Trentina, e quella di Paolo Zanella e di Claudia Merighi che solo due giorni fa si sono autoconvocati con più di 70 persone tra cui molti del Pd.

 

Lo spumante è rimasto in frigo, l'intenzione di mettere nell'angolo tutti gli altri è andata male. Perché il gioco può riuscire con gli ultimi arrivati che si trovano davanti ai politici di lungo corso, ma a Vittorio Fravezzi non la fai: anche lui è interventuto, mettendo in riga tutti quanti.

 

Ha parlato lui (Giampiero Passamani, che sosteneva l'abbraccio con i Civici, non ha detto una parola) e ha detto al Pd che non è il caso che venga a raccontarla, che ormai è tutto già deciso: la sua posizione è rimasta uguale, allargare il più possibile ma soprattutto valutare altre ipotesi che non siano solo quelle della candidatura a presidente di Ugo Rossi.

 

Franco Panizza allora ha cercato di stringere i tempi e mettere un limite alla discussione: entro tre giorni bisogna aver deciso. Ma il coro di no a questa accelerazione è stato polifonico. E nemmeno la proposta della dead line da decidere assieme fatta da Fabio Valcanover è stata considerata.

 

Si vuole correre proprio ora che sul tavolo c'è più di un nome? Perché quello di paolo Ghezzi è stato detto e ribadito. Adesso si aspetta, hanno detto tutti gli altri, esclusi ovviamente Pd e Stelle Alpine. Perché la divisione è ormai questa: Pd e Patt (più Valcanover) da una parte e tutti gli altri dall'altra. I primi pronti a firmare l'accordo su Ugo Rossi e i secondi che puntano sull'alternativa.

 

La riunione è finita verso le 21, iniziata poco prima delle 19. Si è interrotta perché il Pd doveva riunirsi con il suo coordinamento. E allora in tutta fretta si è deciso questo: incontrare assieme Rossi. Ma a questo punto anche Paolo Ghezzi, hanno proposto quelli che lo vederebbero bene come alternativa. 

 

Si è deciso anche di riconvocarsi a breve, ma non è stata messa in calendario nessuna data. Non ci sarà tutta questa fretta, ma nemmeno tanto tempo...

 

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