''Piedi per terra e testa sulle spalle'', Maurizio Fugatti festeggia la vittoria con il suo popolo: ''Sento già la responsabilità del governo del Trentino''
Le telefonate con Matteo Salvini, le interviste alle emettenti nazionali che guardano a Trento per le elezioni più importanti a nemmeno sei mesi dal nuovo governo nazionale, l'abbraccio con il suo popolo in piazza Battisti. La giornata di festeggiamenti del nuovo presidente della Provincia autonoma di Trento

TRENTO. Già dalla mattina i primi scambi di messaggi con Matteo Salvini. "Poi ci siamo sentiti a mezzogiorno". Che cosa ha detto il 'capitano' a Maurizio Fugatti? "Piedi per terra - mi ha detto - perché i risultati non erano definitivi e comunque perché in campagna lo abbiamo continuato a dire: piedi per terra e testa sulle spalle, quello che faremo anche d'ora in avanti con la responsabilità del governo della provincia".
Il nuovo presidente della Provincia autonoma di Trento arriva al brindisi finale in piazza Battisti trafelato, dopo una giornata segnata dall'attesa del risultato ufficiale, dalla gioia della vittoria, dalle tante telefonate, dagli abbracci e dalle strette di mano che ha dispensato a tutti: "Se abbiamo vinto - dice - è grazie ai tanti che ci hanno creduto".
Per ora non anticipa nulla sulle priorità che saranno trattate dal suo governo, "aspettiamo, è troppo presto, devo prima confrontarmi con i miei alleati". E nemmeno sulla nuova giunta, su come sarà formata: "Aspettiamo - ripete - aspettiamo la proclamazione degli eletti". Il motto, infatti, è sempre lo stesso, 'piedi per terra e testa sulle spalle', niente fughe in avanti, nessuno slancio in preda all'entusiasmo.
Sarà presidente della Provincia di Trento, e per prassi per metà legislatura anche presidente della Giunta regionale. Prassi che sarà riconfermata? Dipenderà dalle alleanze che farà il suo omologo Arno Kompatscher a Bolzano. Se si alleerà con la Lega anche in Sudtirolo potrà succedere anche altro. "Questo non è stato ancora deciso".
Commenta con prudenza e rispetto anche i risultati delle altre forze politiche. "Il Patt ha dimostrato che gli autonomisti non sono di sinistra. L'abbraccio con il Pd ha penalizzato le Stelle Alpine e correndo da soli si sono oggettivamente rigenerati". Kaswalder paga forse per questo il suo modesto risultato: "Certo però che fare un partito in un solo anno e riuscire a portare in consiglio provinciale un consigliere non è per nulla scontato".
Fugatti avrebbe voluto che tutti i suoi alleati riuscissero nell'intento di eleggere un loro rappresentante. Così non è stato, qualcuno è rimasto fuori. "E' comunque una vittoria di tutta la coalizione, di tutte le forze civiche e territoriali, dei partiti e dei movimenti che hanno contribuito a questo risultato e che sentono sulle spalle la responsabilità del governo della provincia".
Fine delle dichiarazioni, ripetute poi in tante salse a giornali e tv, al circo mediatico che si è concentrato qui da tutta Italia per seguire le elezioni più importanti a nemmeno sei mesi dalla nascita del nuovo governo. Di questa responsabilità 'nazionale' Fugatti sente forse il peso? "Io ora sento il peso della responsabilità di governare il Trentino". Un Trentino che non si è 'padanizzato' o 'venetizzato', sia mai: "Si è 'trentinizzato' ancora di più".
Alla festa in piazza c'erano tutti i candidati diventati ora consiglieri provinciali, quelli della Lega e degli altri partiti della coalizione. Anche Claudio Cia di Agire, anche Rodolfo Borga di Civica Trentina, il senatore di Fratelli d'Italia Andrea De Bertoldi, Maurizio Perego per Forza Italia, Walter Kaswalder di Autonomisti popolari. "Grazie a Maurizio Fugatti", questo il coro unanime.












