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Si dimette Michele Sartori, Levico resta senza sindaco: ''Non sono disposto a 'tirare avanti' e mi faccio da parte''

L'ex primo cittadino lascia dopo quattro anni e mezzo. Eletto nel 2014, rassegna le dimissioni: "Al posto del logorio improduttivo di un consiglio comunale in conflitto perenne preferisco le dimissioni proprio perché quelle decisioni possano venir prese nell’interesse comune dei cittadini"

Di Luca Andreazza - 21 novembre 2018 - 14:25

LEVICO. Cade la giunta comunale a Levico Terme. "Avevo già deciso, ma l'emergenza legata al maltempo mi hanno portato ad attendere un momento migliore. Le mie dimissioni sono una presa d'atto formale: continuare ad amministrare il Comune senza una condivisione e senza numeri è impossibile", questo il commento di Michele Sartori che getta la spugna e lascia l'incarico di primo cittadino.

 

Dopo le dimissioni di Walter Forrer a Folgaria, accusato di immobilismo (Qui articolo) e quelle di Fabio Dalledonne a Borgo per correre alla provinciali, sono già diversi i Comuni che si devono confrontare con le elezioni anticipate. 

 

"Dal 2014 ad oggi - spiega l'ormai ex sindaco - ci sono stati molti cambiamenti e varie dimissioni, di fatto era una situazione di emergenza". Tre gli assessori in giunta: il vicesindaco Laura Fraizingher (Pd), Paolo Andreatta (Upt) e Marco Martinelli (Patt). Ora la procedura dovrebbe vedere l'insediamento di un commissario e quindi la chiamata alle urne per la prossima primavera.

 

"Porto con me un’esperienza bellissima - dice Sartori - durante la quale ho avuto il privilegio di relazionarmi con la mia comunità: donne, uomini, ragazzi, anziani, associazioni, enti. Quattro anni e mezzo indimenticabili che mi hanno insegnato ad amare la mia città e i miei concittadini. Rimango a disposizione per tutto quanto possa servire, se richiesto, per un passaggio di consegne. Ringrazio tutti per l’affetto che ho ricevuto".

 

Una decisione, come anticipato, già maturata da tempo, ma che si è concretizzata dopo aver superato l'emergenza del maltempo, particolarmente forte in Valsugana tra esondazione del Brenta, allagamenti e scoperchiamenti, smottamenti e il Parco Asburgico completamente distrutto. Un sindaco che non intende restare al suo posto, senza la possibilità di poter incidere sull'amministrazione del territorio.

 

"Ho rassegnato le mie dimissioni - evidenzia l'ex sindaco - in quanto prendo atto del progressivo indebolimento e sfaldamento della maggioranza, tanto da non permettere più al sottoscritto e alla giunta dal punto di vista numerico e da quello della forza politica, di continuare a lavorare in modo efficace e utile per la comunità".

 

L'esperienza in via Marconi si chiude dopo quattro anni e mezzo. Eletto nel 2014, quando la coalizione ha ottenuto 2.261 voti per il 58,99% delle preferenze. Il partito più votato era stato è l'Upt al 23,15%, quindi il Partito democratico al 15,13% e Patt al 12,41%, mentre la lista collegata Levico Domani si è fermata al 7,36%.

 

"Eravamo partiti con una squadra forte - aggiunge Sartori - per un mandato popolare chiaro e netto. Quel mandato però non è stato da tutti rispettato. Le numerose defezioni dal gruppo di maggioranza per dimissioni di consiglieri ed assessori a suo tempo eletti in diversi gruppi politici avevano già indebolito in modo forte il sindaco e conseguentemente il lavoro della giunta. Avevo lavorato per risolvere quelle uscite, abbiamo mantenuto una maggioranza numerica anche se indebolita".

 

Recentemente, le ultime dimissioni, quelle della presidente del Consiglio comunale Campestrin, hanno portato Sartori a un'ulteriore riflessione. "Ho sondato le intenzioni del candidato dei non eletti - dice l'ex sindaco - che avrebbe dovuto prendere il suo posto, recependo la sua non volontà di sostenere l’attuale maggioranza e di voler invece schierarsi con l’opposizione. A questo punto anche un altro membro del consiglio ha detto, prendendo atto della situazione politica, di non essere disponibile a proseguire".

 

Una serie di rifiuti che hanno portato alle dimissioni. "Come ho sempre dichiarato - prosegue l'ex primo cittadino - non sono disponibile a governare secondo la logica del 'tirare avanti', senza il sostegno necessario a prendere le decisioni di cui la città ha bisogno, specie quelle complesse e importanti. Al posto del logorio improduttivo di un consiglio comunale in conflitto perenne preferisco le dimissioni proprio perché quelle decisioni possano venir prese nell’interesse comune dei cittadini".

 

L'ex primo cittadino traccia poi un bilancio del mandato. "Fino ad oggi, con la giunta e grazie all’appoggio di una parte della maggioranza che fino alla fine è rimasta coerente e fedele a un programma votato e premiato dai cittadini di Levico - conclude Sartori - abbiamo realizzato gran parte dei progetti in quel programma contenuti. Diversi altri sono stati avviati e troveranno completamento entro breve, mentre altri sono programmati e sono state pianificate le risorse per eseguirli. Lascio quindi un Comune in salute, con i conti a posto e con risorse da impiegare per proseguire ancora".

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