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Walter Kaswalder contro Carlo Daldoss: ''In Sicilia si chiamerebbe infame'' e su Rossi: ''Ha abbandonato valori importanti''

Il consigliere di Autonomia Popolare è intervenuto durante l'ultima seduta del Consiglio provinciale. Rivolgendosi a Rossi ha detto: "Lei ha abbandonato determinati valori e allontanato persone che criticavano in maniera costruttiva"

Di G.Fin - 29 agosto 2018 - 06:01

TRENTO. “Questo in Sicilia si chiamerebbe infame”, Walter Kaswalder ha usato parole non proprio tenere nei confronti dell'ormai ex assessore provinciale Carlo Daldoss, oggi alla guida dei Civici.

 

Lo ha fatto ieri mattina nell'aula del consiglio provinciale nell'ultima seduta di questa legislatura durante la quale si è discusso sul bilancio di previsione proposto dalla Giunta per il triennio 2019-2012 con il disegno di legge 235 ma anche e soprattutto Rossi ha comunicato  la modifica della composizione dell'esecutivo provinciale da lui guidato, resa urgente dalle recenti dimissioni dell'assessore alla coesione territoriale e agli enti locali.

 

Un attacco, quello del consigliere di Autonomisti Popolari che già offre il polso su come sarà la campagna elettorale nelle prossime settimane ma anche di come il centrodestra abbia già ben individuato quale sarà l'avversario più temibile nell'altro schieramento.

 

 

Kaswalder, riferendosi a Daldoss senza mai però nominarlo, si è rivolto a Rossi. “Se fosse successo a me mi sarebbe rimasto l'amaro in bocca” afferma “perché credo che l'aver puntato su determinate persone, dandole fiducia, penso smisurata, come quella data ad un assessore tecnico, che poi a pochi mesi dalle elezioni 'pugnala' chi si era fidato di lui, è anche un cattivo esempio”.

 

Secondo Kaswalder, l'ex assessore lavorava già da tempo ad un progetto politico alternativo. “Non siamo nati ieri – afferma – e credo che la scorrettezza non paghi. Io ho proposto di inserire nella legge elettorale che un assessore tecnico non possa poi candidare perché deve essere e rimanere una figura non politica”.

 

Il consigliere  ha poi parlato di autonomia e dei tanti valori che in questi anni si sarebbero persi. “Lei presidente Rossi – ha affermato - ha sbagliato una cosa in questi cinque anni. Ha abbandonato determinati valori allontanato persone che criticavano in maniera costruttiva. Ha invece tirato dentro chi non meritava la sua fiducia”.

 

Infine l'ultimo affondo a Daldoss: “In queste elezioni, indipendentemente dai vincitori, io mi auguro che chi ha avuto la fiducia del presidente e che ora sta lavorando contro il suo progetto e la sua persona, venga mandato a casa”.

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