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Kaswalder e gli Stati Uniti guerrafondai, Rossi: ''Non è degno di ricoprire un ruolo istituzionale''. Tonini: ''Tradiscono un'amicizia costruita da Degasperi''

L'ex parlamentare e l'ex presidente commentano le affermazioni del presidente del consiglio provinciale nel corso della serata "L'ultima chance per Chico Forti". Organizzatori e famiglia prendono le distanze. Rossi: "Ha rovinato una serata importante". Tonini: "Non ci sentiamo in alcun modo rappresentati dalle parole gravi, sbagliate e inopportune"

Di Luca Andreazza - 30 giugno 2019 - 08:35

TRENTO. "Apprendiamo basiti e sconcertati dalle dichiarazione di Kaswalder nei confronti degli Stati Uniti", così l'ex presidente di Ugo Rossi nel commentare l'affondo del presidente del consiglio provinciale nel corso della serata "L'ultima chance per Chico Forti" promossa da Cento, il Consorzio degli esercenti di Nago Torbole e Fabio Galas, editore e fotografo del magazine "La Busa". 

 

Una sala rimasta ammutolita nell'ascoltare l'intervento di Kaswalder che ha ammesso di essersi rifiutato di andare negli States per perorare la causa di Chico Forti, ma si è rifiutato perché in America non ci va e non ci andrà mai perché solo un popolo di guerrafondai, mentre il presidente del consiglio provinciale si ritiene al 100% un tirolese e non vuole parlare con gente che fa la guerra per i propri interessi. 

 

Un intervento che non è piaciuto nemmeno agli organizzatori e alla famiglia di Forti, che hanno immediatamente preso le distanze dalle affermazioni di Kaswalder. E non mancano le reazioni delle opposizioni. "Non crediamo - prosegue Rossi - fosse presente alla serata a titolo personale ma come presidente del consiglio. Il che rende ancora tutto più grave. In ogni caso vogliamo dire in modo chiaro che ci dissociamo totalmente e che non mi ci sentiamo affatto rappresentati da queste parole che si commentano da sole e che hanno danneggiato la nobile causa a cui era dedicata la serata".

 

Anche il Partito democratico prende posizione. "Non ci sentiamo in alcun modo rappresentati dalle parole gravi, sbagliate e inopportune, che il presidente Kaswalder ha pronunciato contro il popolo degli Stati Uniti d’America in quanto tale - commenta Giorgio Tonini - un popolo che, come pochi altri al mondo, con la sua Costituzione e con le istituzioni che l’hanno fatta vivere, ha contribuito nella storia all’affermarsi dei valori universali di libertà e democrazia".

 

"Sono parole gravi - aggiunge l'ex parlamentare - perché feriscono e tradiscono il sentimento profondo di amicizia che, da Degasperi in avanti, unisce il popolo italiano, con le sue istituzioni repubblicane, comprese quelle della nostra autonomia, e il popolo americano, del quale peraltro la componente di origine italiana e anche trentina è parte integrante, di assoluta e riconosciuta importanza. Sono parole sbagliate perché ignorano il grande e decisivo contributo che gli Usa hanno dato, anche attraverso il sacrificio di migliaia e migliaia di cittadini americani, alla liberazione dell’Europa dal nazifascismo e poi alla sua ricostruzione dalle rovine di una guerra certo non voluta da loro, alla sua difesa dalla minaccia sovietica, alla difficile costruzione della pace e dello sviluppo attraverso le istituzioni multilaterali, fino al mutamento delle tecnologie, dei costumi e del paesaggio culturale del nostro tempo".

 

Non è la prima volta che Kaswalder finisce nel mirino delle opposizioni. Sono ormai diversi i casi "incriminati" portati alla luce dalle minoranze per manifestare in molti casi un malumore rispetto a un atteggiamento che non viene considerato a garanzia delle parti politiche (Qui articolo).  Dall'episodio a palazzo Trentini (Qui articolo) alle prese di posizione a proposito della nomina del componente del cda di Fbk (Qui articolo) e la foto di gruppo in Valsugana (Qui articolo).

 

Ora si aggiunge questo episodio. "Serve invece interrogarsi sulla adeguatezza della persona rispetto al ruolo. E per favore - continua Rossi - lasci stare i tirolesi, anzi chieda ai tanti tirolesi trentini emigrati in America cosa ne pensano e forse cambierà opinione". "Parole assolutamente inopportune - conclude Tonini - perché pronunciate da una persona che, ancora una volta, ha ignorato la circostanza di essere stata chiamata a rivestire una delle più alte cariche rappresentative della nostra autonomia speciale e il dovere di impegnarsi per esserne degna".

 

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