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Zeni replica ai medici: ''Fatti oltre 60 incontri. Trattativa saltata perché da parte del sindacato non c'era reale disponibilità''

L'assessore alla salute ribatte alle parole del segretario della Cisl Medici Nicola Paoli che accusava la Pat di aver fatto una proposta di rinnovo di contratto irricevibile. Zeni: ''Tra i motivi per cui è saltata c'era la richiesta che posizioni di responsabilità nei ruoli di coordinamento delle Aft fossero date automaticamente ai rappresentanti sindacali stessi, in deroga alle regole generali che individuano le modalità elettive di designazione"

Di Luca Pianesi - 09 ottobre 2018 - 20:05

TRENTO. ''Abbiamo fatto oltre una sessantina di incontri, è da quattro anni che la trattativa va avanti. In realtà non si è riscontrato, nella controparte sindacale, una reale disponibilità nonostante la giunta abbia messo a disposizione 2,7 milioni di euro in più rispetto al contratto nazionale''. Non ci sta l'assessore alla salute Luca Zeni e ribatte così alle parole del segretario della Cisl Medici Nicola Paoli che ieri a ilDolomiti spiegava che ''in queste condizioni, dopo il 21 ottobre, qualsiasi cosa sarà meglio di quella che rimandiamo oggi interamente al mittente. Forse è tempo davvero di credere ad un cambiamento" (QUI ARTICOLO COMPLETO).

 

E aggiungeva: ''I medici renderanno noto nei loro ambulatori, ognuno ai propri 472.000 assistiti, nei prossimi giorni, quanto questa politica è scesa in basso in questa legislatura nei confronti della loro salute". Un attacco diretto e molto forte che arriva all'indomani (era venerdì 21 settembre) di un incontro tenutosi all'Hotel America intitolato ''Idee per un nuovo sistema di salute in Trentino'' organizzato dal pensatoio del centrodestra, l'associazione Trentino Domani che aveva tra i relatori proprio Nicola Paoli, in qualità di medico, e Maurizio Fugatti in qualità di sottosegretario alla salute e di candidato presidente (a lui erano indirizzate le ''idee per un nuovo sistema di salute in Trentino'').

 

Insomma Zeni non ci sta che le istituzioni vengano dipinte in questo modo e cerca di spiegare, numeri alla mano, cos'è accaduto con la trattativa tra Provincia e medici di base. La Pat, infatti, avrebbe fatto le sue proposte, per l'assessorato più che valide, mentre il sindacato si sarebbe impuntato più per questioni legate al prestigio dello stesso sindacato (ruoli di responsabilità delle nuove aggregazioni funzionali fossero date automaticamente ai rappresentanti sindacali stessi) che per una reale difesa degli interessi generali. Nello specifico "la proposta avanzata in questi mesi da Provincia e Azienda sanitaria - spiega Zeni - prevedeva alcune finalità".

 

"Fra queste - spiega ancora l'assessore - l'attivazione di forme organizzative, denominate Aggregazioni Funzionali Territoriali (Aft) che mettano in rete i medici per rendere un servizio più esteso temporalmente sotto il profilo della accessibilità della cittadinanza alle prestazioni di medicina generale (AFT); l'attivazione di luoghi di approccio al paziente di carattere interdisciplinare, denominate Case della Salute, dove i medici di medicina generale insieme agli specialisti messi a disposizione dalla Azienda sanitaria, svolgano funzioni diagnostiche e assumano la cura dei pazienti con patologia cronica complessa e/o fragilità in particolare; il coinvolgimento della medicina generale nelle responsabilità di gestione clinica dei pazienti ricoverati nelle nuove strutture per “cure intermedie” (de Tschiderer e Mezzolombardo ad oggi) quale misura di raccordo e coordinamento fra ospedale e territorio per le persone che non possono rientrare direttamente a domicilio".

 

"La trattativa - prosegue Zeni - si è svolta intorno a questi obiettivi ma non si è riscontrato, nella controparte sindacale, una reale disponibilità, nonostante la la Giunta provinciale abbia messo a disposizione per la trattativa 2,7 milioni di euro aggiuntivi rispetto al contratto nazionale, corrispondenti ad un lordo per ogni medico di circa 6.500 medi pro capite, in una logica di scambio fra l’assunzione delle nuove modalità di lavoro ed un equilibrato riconoscimento economico di questo impegno aggiuntivo. Oltre a ciò, a latere dell’accordo, la Provincia si era impegnata a destinare ulteriori risorse per potenziare il servizio infermieristico e amministrativo, sia a servizio degli assistiti che per consentire al medico di concentrare la sua attività alla cura e assistenza dei pazienti".

Nell’ambito dell’accordo, prosegue l'assessorato, la Provincia aveva previsto una modalità differenziata e flessibile di formazione delle Aft che tenesse conto delle diverse caratteristiche dei territori per orografia e popolazione. In numerose situazioni per i grandi centri abitati l’accordo offriva anche la possibilità di collocare gli studi medici in unica sede messa a disposizione e infrastrutturata dall’Azienda provinciale per i Servizi sanitari, con onere interamente a carico della stessa e con il vantaggio organizzativo di costituire punto di riferimento, con apertura fino a 12 ore giornaliere, per la popolazione di riferimento della Aft.

"Questa è l'ossatura della proposta sulla quale sembrava esserci una condivisione da parte delle parti sindacali dei medici di base - completa l'assessore - la parte pubblica però non ha potuto condividere alcune condizioni poste dall'organizzazione sindacale maggioritaria (la Cisl di Paoli ndr); fra queste, ad esempio, la richiesta che posizioni di responsabilità nei ruoli di coordinamento delle Aft fossero date automaticamente ai rappresentanti sindacali stessi, in deroga alle regole generali che individuano le modalità elettive di designazione. Il lavoro svolto rimarrà comunque a disposizione come possibile base qualora le parti intendessero riprendere la trattativa dopo le elezioni provinciali; nel frattempo rimane valido l'accordo vigente, che consente all'Azienda Sanitaria di procedere come fatto sino ad ora; con modalità più laboriose rispetto a quanto sarebbe stato con un nuovo accordo, si potrà comunque proseguire nell'introduzione di nuove forme di servizio collettivo di medicina generale in sede aziendale".

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