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Arco, la variante 15 all’esame del Consiglio, Betta: “Con il sistema della perequazione riduciamo l’impatto ambientale e facciamo cassa”

Mercoledì la variante urbanistica dovrà superare l’esame del consiglio fra le diffidenze degli ambientalisti, “che aspettano di vedere le carte”, e qualche malumore interno alla maggioranza. Qualora fosse approvato il progetto inciderà profondamente sul nuovo volto della città

Di Tiziano Grottolo - 03 agosto 2019 - 18:02

ARCO. Una popolazione in costante aumento unita alla pressione del turismo, anche questo in crescita, sono questi due dei principali aspetti che stanno alla base della proposta di variante urbanistica numero 15 che, qualunque sia l’opinione in merito, nei prossimi anni cambierà il volto della città di Arco.

 

Dopo che la Variante 14 “sorella” dell’attuale venne ferocemente criticata dagli ambientalisti, che presentarono ricorso al Tar, per essere poi definitivamente stroncata dalla Provincia ora è la volta della Variante 15 che mercoledì 7 dovrà superare l’esame del consiglio comunale.

 

La proposta giunge al vaglio politico dopo un lungo iter durato anni e che ha raccolto le proposte dei privati che sono state poi elaborate dall’amministrazione. Il vero cardine della proposta infatti è lo strumento della perequazione urbanistica, che prevede la concessione di diritti edilizi al privato in cambio di opere o pubbliche o la cessione di terreni e immobili.

 

“In questo modo il comune risparmia milioni di euro – sottolinea il sindaco Alessandro Betta – al fronte di concessioni volumetriche contenute che andranno a gravare su zone già antropizzate”.  

 

Il sindaco arcense si è battuto molto per arrivare all’approvazione di questo progetto urbanistico: “Si tratta di una variante molto importante perché rivoluziona il concetto di fare urbanistica. Per molto tempo in Italia bastava avere le risorse per poter costruire, questo metodo però – spiega Betta – ci ha lasciato in eredità un territorio disordinato con destinazioni che spesso non hanno trovato conferma, con lo strumento della perequazione possiamo porre rimedio a questa situazione”.

 

L’idea è abbastanza semplice, il comune consente ai privati di costruire aumentando le volumetrie di edifici già esistenti o cambiando la destinazione di un terreno in cambio il privato si impegna a costruire opere pubbliche o cedere in cambio terreni e immobili che l’amministrazione potrà sfruttare.

 

“Non si può parlare di speculazione – afferma il sindaco di Arco – in questo modo infatti il vantaggio è diviso equamente fra pubblico e privato, inoltre il comune in cambio di volumetrie, soprattutto abitative, riceve in aree strategiche per la comunità”.

 

Uno dei problemi principali da risolvere nel territorio comunale riguarda la carenza di parcheggi e proprio in questo senso ci viene anticipato dal sindaco che molte opere riguarderanno proprio questa esigenza di nuovi spazi per il posteggio, che coinvolgono in particolare le frazioni.

 

“In termini economici stiamo parlando di milioni di euro in vantaggi senza fare cose impattanti in termini volumetrie” sottolinea Betta che poi aggiunge: “Abbiamo sempre fatto urbanistica in modo coerente ma questo, purtroppo, non sempre ci è stato riconosciuto, talvolta abbiamo subito degli attacchi strumentali e ingenerosi dagli ambientalisti”.

 

Il riferimento è alle innumerevoli questioni rimaste aperte con gli ambientalisti dall’Ex Argentina, all’area del Linfano passando per il vallo tomo al monte Brione, contro il quale è stato presentato un ricorso al Tar.

 

“Laddove ci è stato possibile – denuncia Betta – abbiamo sempre cercato di ridurre le volumetrie edilizie portando avanti una visione ‘green’, bisognerebbe dare atto all’amministrazione almeno di aver avuto coraggio su certe scelte. Di certo la perequazione non è amata dagli speculatori edilizi perché significa tagliare interessi particolari e rimettere al centro del discorso l’interesse pubblico”.

 

Almeno per il momento, le associazioni ambientaliste preferiscono rimanere in disparte, anche se non nascondono alcune perplessità emerse in via informale, “Il giudizio finale lo daremo dopo l’eventuale approvazione, per ora aspettiamo che le carte siano rese pubbliche dopodiché ci prenderemo il tempo per analizzare la variante con calma”.

 

La partita dunque resta aperta tanto in consiglio comunale, dove secondo indiscrezioni serpeggia qualche malumore, quanto con gli ambientalisti che di certo non intendono fare sconti.

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