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C'erano una volta i ritiri: solo due le big questa estate, il grande calcio non abita più in Trentino

Inter e Juventus, Roma e Sampdoria? Ormai ricordi. Il Bayern Monaco a Riva del Garda? Non più. Il conto è presto fatto: quattro società di serie A, cinque di serie B, quattro di LegaPro e una americana, il Las Vegas che milita nella terza serie del campionato a stelle a strisce. Tra le big resistono solo Napoli e Fiorentina

Di Luca Andreazza - 05 giugno 2019 - 06:01

TRENTO. C'era una volta il grande calcio in Trentino, almeno quello estivo. Viste le ormai ataviche e storiche performance del pallone nostrano, i tifosi trovavano consolazione nella caccia di autografi e selfie con Totti o Lahm, Del Piero o Zanetti. Inter e Juventus, Roma e Sampdoria? Ormai ricordi. Il Bayern Monaco a Riva del Garda? Non più.

 

I campioni d'Italia costano (un milioncino), l'Inter è poco lontana, ma le uniche a resistere sono Napoli e Fiorentina. Sono in totale solo quattro le compagini di serie A, compreso l'Hellas Verona fresca di promozione in massima serie dopo i playoff del campionato cadetto. Il conto è presto fatto: quattro società di serie A, cinque di serie B, quattro di LegaPro (la ex serie C con il Pisa ai playoff e in corsa per la categoria superiore) e una americana, il Las Vegas che milita nella terza serie del campionato a stelle a strisce.

La new entry è il Monza di Berlusconi e Galliani che sbarca a Brentonico per preparare la terza serie italiana nel tentativo di scalare i campionati, mentre il salto triplo carpiato (all'indietro) è appannaggio di Pinzolo. Dopo Juventus e Roma, dodici mesi fa era arrivato il Bologna di Pippo Inzaghi, mentre questa primavera ha accarezzato l'idea Inter, ma alla fine la località pinzolera si colora di giallorosso, versione Benevento.

 

Una scelta, quest'ultima, che ha il sapore del ripiego, ma anche del rimpianto. La rottura con i capitolini si è consumata due estati fa: la Roma si sarebbe ossigenata nel 2018 in Trentino per solo cinque giorni al prezzo complessivamente tra tutti gli attori coinvolti di circa 100 mila euro a causa di altri impegni, con la promessa però di ritornare l'anno dopo per due settimane. Il territorio non ci ha voluto sentire o credere per poi virare sul Bologna. Quest'anno i rossoblù vanno a Castelorotto, così come la Roma, per due settimane. Sfumata la Beneamata, ecco il Benevento. 

 

Avevano "carta bianca" o quasi (la giunta Rossi in vista delle elezioni si era impegnata per il solo 2018), nonostante le critiche e le interrogazioni, la linea del centrodestra in materia ritiri però non è cambiata: svariate volte hanno affermato che questi sono eventi nei quali credere per un investimento che porta grandi ritorni. Ma il quadro è desolante. Tutte o quasi realtà limitrofe che rischiano di mettere in discussione anche possibili prenotazioni.

 

Difficile pensare che un tifoso del Cittadella (2.700 abbonati nella stagione 2018/2019) possa prenotare una settimana a Lavarone, forse un'occasione buona per una gita fuori porta, in fondo sono appena 95 chilometri di viaggio. Discorso simile per Chievo (circa 9 mila abbonati) a Comano e Padova (poco più di 2 mila abbonati) a Masen di Giovo

 

Come anticipato le big sono solo due, il Napoli fresco di un accordo triennale da circa 700 mila euro (Qui articolo), e la Fiorentina (contratto da tre anni che si aggira intorno ai 400 mila euro), questa stagione vicina al baratro della serie B e nel caos cambio di proprietà, che già aveva messo in dubbio un nuovo accordo (Qui articolo), quindi l'Hellas Verona (Mezzano) e Cagliari (Cogolo di Pejo) completano la batteria di serie A. 

 

Capitolo Napoli. Un'operazione legittima, anche per risollevare e dare certezze ad un territorio ferito dalla tempesta Vaia, ma soprattutto da un aumento di ingaggio che dovrebbe evitare all'assessore Roberto Failoni gli strali del vulcanico Aurelio De Laurentiis. Difficile dimenticare il polverone sollevato dal numero uno degli azzurri indirizzati all'allora assessore Michele Dallapiccola. Il nodo del contendere? Proprio la questione economica. Se la letteratura parla di matrimonio e amore vero, la realtà è il business.

 

Il Napoli, ormai in scadenza, forte del brand accresciuto nelle ultime stagioni avrebbe voluto battere cassa fin da subito: 800 mila euro all'anno per trentasei mesi, la Provincia non ci ha voluto sentire per scendere a 400 mila euro. Da lì l'ormai celebre: "Non gli farei fare nemmeno l'usciere".

 

Il conto totale si aggira intorno a 700 mila euro all'anno per poco più di 2 milioni di euro nel periodo 2019/2021 contro i circa 600 mila euro messi sul piatto dall'amministrazione Rossi nel 2018 e i 400 mila nel triennio 2015/2017 (cioè un milione e 200 mila euro). Insomma, un gran bel matrimonio per introitare 100 mila euro all'anno in più rispetto all'edizione 2018 (accordo singolo) e di circa 300 mila euro all'anno in confronto al triennio precedente 2015/17.

 

C'è anche una squadra straniera: il Las Vegas, formazione di terza serie a stelle e strisce, si reca a Brentonico. Il quadro dei ritiri calcistici è concluso poi dagli accordi con Cesena (Ronzone) e Cremonese (Molveno), Feralpi Salò (Spiazzo) e Pisa (Storo). Insomma, il conto totale si potrebbe aggirare intorno agli investimenti passati, quando però le squadre erano di più e nel peggiore dei casi, in compagnia di Napoli e Fiorentina, c'erano Roma, Sampdoria e Parma.

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