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Chiusi i profili social di Blocco Studentesco. Loro ''sfidano'' Zuckerberg: ''Vaffanculo Facebook, sapete dove trovarci''

I ragazzi del movimento di estrema destra sembrano quasi chiedere una resa dei conti al creatore dei social più importanti del mondo che da tempo ha avviato una politica di chiusura delle pagine di chi si richiama ad aberrazioni quali fascismo e nazismo

Di Luca Pianesi - 03 ottobre 2019 - 13:37

TRENTO. ''Vaffanculo Facebook, sapete dove trovarci''. Questa la frase riportata sugli striscioni che Blocco Studentesco, il movimento giovanile legato a Casa Pound, ha attaccato sui muri di varie città dopo che la totalità delle loro pagine social sono state oscurate. Una frase, insomma, che suona quasi di sfida e ricorda una sorta di ''ti aspetto fuori'' o ''quando vuoi'', preludio a qualche tipo di scontro per regolare i conti. L'impressione, però, è che a Mark Zuckerberg interessi poco il ''vaffa'' dei giovani di estrema destra e che la politica di controllo e di conseguente chiudere delle pagine di chi si rifà, più o meno dichiaratamente, a dittature mostruose quali il fascismo o il nazismo continuerà. 

 

"Nel recente periodo - spiega con una nota il movimento - la maggior parte delle pagine social del movimento, compresi molti profili e account privati, sono stati chiusi senza alcuna giustificazione o straccio di informazione. Più di cento pagine locali con centinaia di migliaia di follower hanno chiuso i battenti di punto in bianco".

 

Poi la teoria del complottone ordito da forze misteriose e, addirittura, del colpo di stato. "Un attacco - continua la nota - che è arrivato in un momento ben preciso della storia del nostro paese: a pochi giorni dall'insediamento di un nuovo governo orientato politicamente a sinistra che ha tra i suoi principali sostenitori l'elite globalista e progressista dell'Unione Europea per arrivare fino al colosso Statunitense. Un attacco in odore di vero e proprio colpo di stato, orchestrato per mettere a tacere ogni forma di opposizione politica e libertà di pensiero. Un azione di censura che naturalmente ha trovato il plauso del segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti, a cui non è mancato quello dello stuolo di antifascismo militante che già si è riscoperto custode di uno status quo che nell'ultimo anno aveva miseramente perso".

 

"La democrazia in Italia - conclude la nota del movimento -, se mai è esistita, è morta ufficialmente sotto i colpi di una multinazionale straniera. Il Blocco Studentesco vuole rispondere con un messaggio chiaro: la nostra libertà non sarà decisa da qualche nano nascosto dietro ad un computer e nemmeno da un governo fantoccio di interessi stranieri e nemico della nazione. La libertà, quella vera, si conquista per strada. È lì che ci troveranno e vi promettiamo che dovranno sputare il sangue per metterci a tacere". 

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