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| 11 nov 2019 | 17:55

Condannato per diffamazione don Giorgio De Capitani per gli insulti a Salvini: dovrà dargli 7 mila euro

L'avvocata trentina Claudia Eccher, che difende l'ex ministro dell'interno, ha dimostrato come si sia trattato di ''offese ad personam'' e non di diritto di critica: ''Qui non si critica un’ideologia ma si punta il dito contro Salvini e contro i leghisti, volgarizzandoli''. Tra le offese comparse sui social parole come ''idiota, pezzo di merda, morto di fame'' e ancora ''la merda richiama merda, Salvini è uno schizzo salito un po più in alto''

di Redazione

LECCO. Condannato al pagamento di una pena pecuniaria di 7,5 mila euro e al risarcimento di 7 mila euro a Salvini (oltre che al pagamento delle spese processuali). Il tribunale di Lecco, ques'oggi, ha ritenuto colpevole don Giorgio De Capitani per diffamazione dopo che, nel 2015, aveva riportato sul suo blog e sui social una serie di post decisamente sopra le righe. Il Pm chiedeva una pena pecuniaria di 10 mila euro perché De Capitani avrebbe messo in atto ''un'attività diffamatoria reiterata nel tempo'' mentre la difesa chiedeva la totale assoluzione ''perché il fatto non costituisce reato'' perché il tutto rientrerebbe nel concetto di dissenso politico e di critica.

 

In realtà l'avvocata trentina Claudia Eccher, che difende l'ex ministro dell'interno, ha dimostrato come si sia trattato di ''offese ad personam''. ''Qui non si critica un’ideologia - ha spiegato Eccher - ma si punta il dito contro Salvini e contro i leghisti, volgarizzandoli, senza giustificazione o riferimenti a fatti o atti politici specifici. Una produzione ossessiva quella di Don Giorgio e mai ritrattata, rifiutando ogni offerta di composizione bonaria, senza un ravvedimento nei toni, anzi, il prelato ha continuato a pubblicare post offensivi anche durante le fasi di questo processo''. E le parole ricorrenti sarebbero state ''idiota, pezzo di merda, morto di fame'' e ancora ''la merda richiama merda, Salvini è uno schizzo salito un po più in alto, pluri-assenteista di merda'' sino, ha ricordato l’avvocata della Lega, nel corso di una trasmissione radiofonica arrivare ad arrogarsi una sorta di ''diritto di uccidere Salvini''.

 

La difesa di Don Giorgio, sul punto specifico ha detto che si dovrebbe contestualizzare quanto si eccepisce e in questo senso ha spiegato che si stava parlando della legge sulla legittima difesa e il don avrebbe fatto una vera e propria iperbole: ''Se qualcuno legittima il fatto che si possa uccidere un ladro, allora diciamo che si possa uccidere anche questa persona che ci ruba i diritti''. Alla fine, però, il tribunale di Lecco ha dato ragione a Salvini che ora dovrà essere risarcito con 7 mila euro da Don Giorgio. Intercettata dai giornalisti l'avvocata Eccher ha aggiunto: ''Sono soddisfatta e mi riservo di leggere le motivazioni per ogni eventuale ulteriore commento''.

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