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Elezioni europee, Battiston: ''Il Trentino può avere un ruolo fondamentale in Europa. Sovranismo marcia indietro per ricerca e cultura''

Per l'ex presidente dell'Asi, oggi candidato alle europee per il Pd, il ruolo della cultura e delle ricerca sono fondamentali e gli investimenti in questi campi portati avanti in Trentino sono riconosciuti a livello mondiale. "Cittadini e mondo politico devono capire quello che si perde in Europa non sapendo rispondere al momento opportuno alle sfide e alle opportunità che ci sono rappresentate”

Di Giuseppe Fin - 23 aprile 2019 - 18:30

TRENTO. “L'Europa dei sovranisti non può esistere perché ognuno tira l'acqua al proprio mulino e questo ci porterà ad essere da soli, a guardare solo dentro casa nostra e a perdere occasioni importanti per il nostro Paese”, Roberto Battiston non ha dubbi: in Europa servono competenza e fiducia. L'ex presidente dell'Agenzia spaziale italiana ha lanciato oggi da Trento la sua campagna per le elezioni europee del 26 maggio. Sarà candidato nella lista del Partito Democratico per il collegio del Nord est.

 

Una figura di spicco per i ruoli e le responsabilità avute negli anni e per l'importante lavoro portato avanti con l'Asi di cui è stato presidente fino alla fine dello scorso anno riuscendo a raddoppiarne il bilancio, aumentare la percentuale dei ricercatori assunti ma anche ottenendo un ritorno di investimenti fatti a livello europeo ben superiore rispetto a quello di altri settori.

 

“Con un orrendo spoils system, atto su una persona di scienza e non politica, questo governo lo ha sostituito (Qui l'articolo). Noi siamo soddisfatti e molto onorati - ha spiegato la segretaria del Pd, Lucia Maestri - che abbia accettato questa candidatura che è in continuità con la traiettoria seguita fino ad oggi di sviluppo del territorio trentino dove in questi anni si è investito in formazione, ricerca, università diventando questo un nostro tratto distintivo. Anche per questo la nostra autonomia non può che avere un tratto distintivo europeo”.

 

Roberto Battiston, 63 anni e nato a Trento, ha raccontato di aver ricevuto e accettato la proposta di candidatura mentre si trovava a Denver per una serie di conferenze inerenti al suo precedente ruolo di presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana. (Qui l'articolo)

 

“Credo – ha affermato Battiston – che un punto importante per tutta la società e la politica sia di realizzare quello che si perde in Europa non sapendo rispondere al momento opportuno alle sfide e alle opportunità che ci sono rappresentate”.

 

Oggi quello che sempre più si sta diffondendo, ha spiegato l'ex presidente dell'Asi, “è un pensiero chiamato sovranista”. “Nel senso – spiega Battiston - di dire che siamo autonomi, facciamo le cose per conto nostro, smettiamo di collaborare con i processi sinergici di coordinamento sovranazionale. Questo è un pensiero che ci porta a fare una marcia indietro e rischiamo di accorgercene troppo tardi per mettere in atto delle azioni correttive”.

 

Duro l'ex presidente dell'Asi sull'attuale classe politica che governa il Paese. “Abbiamo una classe politica - ha affermato - che sembra stia imparando a gestire il potere gestendolo e questo è gravissimo. Cerca anche di rappresentare in maniera semplificata le complessità di un mondo in continua evoluzione e questo è pericoloso”.

 

Uno sguardo ai giovani e al loro futuro. “Le nuove generazioni sono già transfrontaliere e per loro è normale viaggiare in un'Europa senza confini” ma ci sono anche altre categorie di cittadini, gli adulti colpiti duramente dalla recente crisi economica che hanno perso il lavoro e devono riorganizzarsi. “La società e l'economia – ha spiegato Battiston - stanno cambiando in maniera molto rapida e solo un sistema complesso come quello europeo può gestire queste situazioni. L'Ue ha degli strumenti fondamentali e l'Italia si deve impegnare per riuscire ad incidere nella competizioni internazionali per i finanziamenti”.

 

Tornando al Trentino, Roberto Battiston ha ricordato gli importanti investimenti che sono stati fatti in ricerca e università con ricadute importanti anche nel mondo del lavoro. “In Trentino abbiamo un sistema di ricerca con la Fondazione Bruno Kessler e la Edmund Mach riconosciuto a livello mondiale. Ma occorre stare molto attenti perché in questi settori non si è mai arrivati. Oggi il Trentino può guidare le altre regioni verso l'Europa e con la sua vocazione transfrontaliera è come una grande freccia che punta verso l'Ue e questa opportunità la dobbiamo sfruttare”.

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