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Belluno
08 maggio | 17:55

''Il Bellunese ha un suo candidato ed è Herbert Dorfmann che da 10 anni porta le nostre istanze in Europa''

Andrea Bona, presidente del Bard, ha presentato il candidato dell'Svp all'Astor di Belluno. Dorfmann: ''Le problematiche che vive il territorio qui sono molto simili a quelle del Sudtirolo. Abbiamo sempre sostenuto ogni tentativo volto a dare più autonomia al Bellunese. In Europa per portare avanti battaglie comuni come quelle di contrasto allo spopolamento delle aree montane, dell'abbandono dell'agricoltura e di rivedere il grado di tutela del lupo che preoccupa le nostre realtà''

BELLUNO. ''La voce delle Dolomiti in Europa per difendere davvero gli interessi della nostra terra'', è il motto che si legge sui 'santini' elettorali che verranno distribuiti nel bellunese a sostegno della candidatura di Herbert Dorfmann che stamane ha tenuto una conferenza all’Astor di Belluno per fare il punto del lavoro già svolto come europarlamentare e per esprimere la sua volontà a candidarsi all’europarlamento per la prossima legislatura.

Ad introdurre l’incontro Andrea Bona presidente del Bard, che già in questi anni ha fatto un patto di sostegno con l'Svp, che ha fatto presente come, in un momento storico in cui l’Europa è stretta tra Stati Uniti, Russia e Cina, sia arrivato il momento che il nostro continente trovi una sua coesione per fare un salto in avanti e di qualità che non avverrà se il voto delle europee, come nel caso Italia, diventerà sempre e solo un’arena per la definizione degli equilibri tra i partiti nazionali. 

 

“Al momento nessun ragionamento sul destino dell’Europa e di conseguenza dei nostri destini - ha detto Bona - cosa che invece noi facciamo da 10 anni votando Herbert Dorfmann come candidato alle europee con estrema soddisfazione perché è una persona seria e competente che ha sempre posto l’attenzione ai nostri territori anche nei periodi più difficili della legislatura come quelli del Covid. Abbiamo a che fare con una persona che ha una concezione della politica continentale e ci permette di avere un confronto costante con lui che proviene da un territorio molto simile al nostro capendo i problemi e trovando soluzioni utili anche a noi”.

Bona ha poi sottolineato che l’Europa non è una realtà distante ma la ritroviamo nella nostra quotidianità e ha fatto l'esempio dei tappi che restano attaccati alle bottiglie per non essere dispersi nell’ambiente. Il patto elettorale per le europee prevede un accordo tra il Bard, Svp, Patt, Slovenska Skupnost e il movimento valdostano. Anche il ministro Antonio Tajani ha definito l’importanza delle Alpi come territorio di snodo tra nord e sud Europa e l'importanza dell’unione dei movimenti presenti sull’arco alpino.

“Si è detto che il bellunese non ha un candidato ma non è vero; ha un candidato attivo da 10 anni sul territorio a cui con rammarico le nostre istituzioni locali hanno fatto sempre poco riferimento. Un po’ chiusi nel nostro dibattito locale non abbiamo alzato gli occhi e affrontato problemi notevoli sui quali confrontarsi con il Trentino, il Sudtirol e il Tirolo né cercato una collaborazione in questo senso” ha concluso Andrea Bona. La parola è poi passata al candidato Dorfmann che ha espresso la sua attenzione, avuta anche in questa legislatura, verso il Bellunese anche se con difficoltà, per l’impossibilità durante il triennio del covid di poter essere fisicamente sul territorio, portando a Bruxelles le istanze dei territori che sono comuni e similari con quelle del Sudtirolo.

“La decima legislatura del parlamento europeo si aprirà in un clima internazionale molto pesante e perciò mi viene da fare una riflessione politica che mi fa dire che non abbiamo bisogno di portare l’Italia o la Germania o la Svezia in Europa, come leggo sui manifesti affissi in giro, ma abbiamo bisogno di una collaborazione tra Stati europei. Abbiamo bisogno di gestire le sfide internazionali come Europa perché non credo che la gestione autonoma da parte di ogni singolo stato sia efficace. Sicuramente è possibile criticare le singole scelte fatte a Bruxelles ma non si può mettere in dubbio l’intera istituzione” ha dichiarato l’europarlamentare.

Si è focalizzato poi su alcune riflessioni locali riguardanti principalmente le aree rurali: ha messo in luce la situazione che colpisce alcune aree del bellunese dove viene abbandonata l’agricoltura andando a far decadere il paesaggio e creando zone meno vivibili che difficilmente poi vengono riprese per mano, ha affrontato poi la tematica del lupo dichiarando una posizione netta sul fatto che l’eccessiva tutela di questa specie sia oggi superata e va adeguata al numero di esemplari presenti sul territorio aggiornando la normativa europea, cosa di cui si sta occupando nella commissione di cui fa parte per poi dedicarsi all’autonomia affermando che le aree periferiche necessitano di più autonomia.

“Mi rendo conto della visione che spesso si ha qui, e la capisco perfettamente, dove dite che oltre il passo c’è un grado di autonomia che porta ricchezza che voi non avete però noi abbiamo sempre sostenuto ogni tentativo volto a dare più autonomia al bellunese, come ad esempio nel dibattito avvenuto nel parlamento italiano riguardo l’autonomia differenziata, perché noi siamo convinti che meno differenze si creano tra bellunesi e sudtirolesi meglio è per noi perché questa situazione di grande differenza crea tensioni tra noi autonomi e gli altri” ha affermato Dorfmann che ha aggiunto: “Il tema dell’autonomia riguarda l’ordinamento dello Stato italiano e non è una questione europea ma sicuramente quello che può fare l’Europa è favorire lo sviluppo rurale, specie nelle zone di montagna, e forse anche una migliore cooperazione all’interno dell’area del Tirolo tutto ciò grazie anche a finanziamenti europei dedicati e su questo noi possiamo lavorare''.

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