Enrico Letta a Trento: ''Il sovranismo di Salvini si fermerà al Brennero e isolerà l'Italia. Lasciare la rete a Lega e M5S è un errore''
L'ex premier ieri a Trento per tenere a battesimo la nuova scuola politica di Lorenzo Dellai “Codice sorgente. Idee ricostruttive”. Nel corso della conferenza spiega: "Salvini oggi spinge sull'odio ma gli ritornerà addosso. Sarà lui stesso vittima della sua cattiveria"

TRENTO. “Il sovranismo di Salvini si fermerà al Brennero e lascerà l'Italia ancora più isolata dal contesto Europeo”. Questo l'allarme che ieri sera l'ex presidente del Consiglio Enrico Letta ha voluto lanciare da Trento dove è arrivato per presentare il suo ultimo libro ''Ho imparato” e per tenere a battesimo la nuova scuola di formazione politica “Codice sorgente. Idee ricostruttive” lanciata da Lorenzo Dellai.
L'ex premier, che nel 2015 ha rinunciato al seggio in Parlamento al fine di dedicarsi all'insegnamento universitario per poi dirigere la Scuola di affari internazionali dell'istituto di studi politici di Parigi, ha parlato a 360 gradi di politica, dei suoi nuovi impegni nel campo della formazione ma anche del Trentino, terra a cui è molto legato.
Lo scorso ottobre le elezioni provinciali hanno confermato che anche in Trentino soffia un forte vento leghista. Dopo anni di governo il centro sinistra è andato all'opposizione. Lei che è molto legato al nostro territorio come ha vissuto questo cambiamento?
E' stato sicuramente un momento di svolta per me molto dolorosa. Il Trentino ha sempre rappresentato un punto di riferimento fondamentale per una riflessione europeista, autonomista, molto riformista e molto attenta ai valori della solidarietà. Vedere questa svolta mi ha fatto molto effetto. Ma ho imparato che gli elettori hanno sempre ragione e la cosa principale da fare ora è cercare di capire il perché di quello che è successo. Occorre fare delle riflessioni che siano costruttive per cercare di capire come incontrare di nuovo il sentimento profondo di questo popolo che ha voltato le spalle al centrosinistra ed ha fatto una scelta molto diversa. Cosa che non era mai accaduta in Trentino, nemmeno nelle fasi in cui la Lega era forte a livello nazionale.
Quali sono secondo lei i motivi del momento politico che stiamo vivendo?
Ci sono state molte ragioni di carattere nazionale. Non è un caso che tutte le regioni che sono andate al voto negli ultimi mesi hanno cambiato segno. C'è un vento nazionale che soffia nelle vele di Salvini e della Lega. Probabilmente, però, ci sono anche questioni locali.
E la direzione di questo vento lei crede si possa cambiare?
Abbiamo bisogno di un set di approcci diversi. Non è una fase nella quale bisogna incaponirsi su schemi vecchi. Abbiamo bisogno di ricercare schemi nuovi. Ho sempre pensato che non è ricostruendo o rimettendosi su strade già percorse che gli italiani cambieranno opinione. Serve un percorso di ricerca e di formazione per rimettersi in un nuovo percorso creativo.
Serve una elaborazione innovativa sugli strumenti e sulle forme. La rete internet, per esempio, non la possiamo abbandonare a Salvini e ai Cinque stelle perché è un errore assoluto.
Dobbiamo puntare su idee nuove sulle quali riuscire ad intercettare le paure delle persone. Oggi sentiamo un'ansia e una paura diffusa che noi non abbiamo ben compreso in questi anni. Una paura legata non solo all'immigrazione ma anche nei confronti del futuro, del lavoro e del mantenimento di un certo tenore di vita. Da questo bisogna partire, facendo particolare attenzione al piano delle disuguaglianze che in questi anni è stato abbandonato e che ha visto alla fine una risposta da parte della destra e che ha trovato terreno fertile in tutta Europa.
In che modo si riesce a non lasciare la rete a Salvini e al Movimento 5 Stelle?
Bisogna ribattere con pazienza all'odio e alle fake news. Deve essere uno sforzo di tutti . Sbugiardare chi mette in giro fake news, ristabilire la verità e dare messaggi costruttivi. Siamo in un girone di andata in cui prevale il rancore e chi soffia sull'odio oggi vince. Ma ci sarà anche il girone di ritorno dove gli italiani si saranno stancati di tutto questo. Salvini sarà vittima della sua stessa cattiveria..
Alle prossime elezioni europee c'è un rischio sovranismo?
No, l'allarme più grosso è che il sovranismo nei sondaggi sembra vincente in Italia ma l'Italia è isolata dal resto d'Europa assieme alla Polonia e all'Ungheria. Tutti gli altri Paesi daranno una maggioranza per i partiti pro-europei. L'Italia si isolerà. I sovranisti nostrani vedranno la loro rivoluzione fermarsi al Brennero”









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