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Era candidato con Forza Italia, ora lancia l'allarme: ''Pochezza della giunta leghista per come affronta i temi, manca di prospettiva ed è incapace di operare proposte''

Il medico Roberto Pergher chiede un cambio di passo soprattutto in ambito sanitario: ''Si rischiano conseguenze negative nei prossimi mesi se non si cambia rotta e si suona l’allarme''

Pubblicato il - 29 aprile 2019 - 20:48

TRENTO. ''Ciò che preoccupa molti di noi, ed in particolare quelli di noi che si occupano di sanità e che hanno dato la loro adesione al tentativo di cambiamento del sistema trentino è la pochezza con cui la giunta leghista sta affrontando i temi, la mancanza di prospettiva e l’incapacità di operare proposte''. Così Roberto Pergher, medico e psichiatra, che alle ultime elezioni provinciali era candidato proprio con il centrodestra nelle liste di Forza Italia.

 

E' lui a chiedere un cambio di passo alla giunta in tutti i campi ma soprattutto in ambito sanitario. Pergher se la prende per come sta venendo gestita la questione Aggregazioni funzionali territoriali (che ha scatenato proteste e uno sciopero che non si vedeva in Trentino da 40 anni a questa parte, dei medici di base), per la selezione del direttore valle dell'Adige in ambito psichiatrico e più in generale con ''il vuoto di pensiero attuale nell’organizzazione di sistema in sanità'' che a suo parere ''lo si vedrà con tutte le sue conseguenze negative nei prossimi mesi se non si cambia rotta e si suona l’allarme''.

 

Ecco la sua lettera integrale

 

A Salvini che il primo luglio dell’anno scorso ha detto delle parole incompetenti sull’aggressività dei malati di mente, la Società Italiana di Psichiatria rispondeva contestando “l’esplosione di aggressioni per colpa di malati psichiatrici” e l’assenza di dati a sostegno di questa tesi.

 

Che l’analisi dei politici in ambiti tecnici sia imperfetta ben lo si sa da tempo visto che siamo in un’epoca di pensiero frammentato e demagogico. Lo si è visto dall’ammiccare della stessa lega alle posizioni di molti no-vax, oppure alla superficialità con cui si stanno affrontando temi importanti per la sicurezza ospedaliera come la questione dei punti nascita.

 

Ma anche altre sono le questioni, pure in ambito locale, che evidenziano un vuoto pneumatico di pensiero del partito di governo del trentino. E non si tratta solo di questioni di forma, di esternalizzazione di potere e di altro. Si tratta anche di questioni di sostanza ad es. sul piano delle politiche sanitarie. Pensiamo ad esempio alla salute mentale della nostra provincia abbarbicata da anni in pseudo pensieri e demagogie antiscientifiche. Anche su questo la Lega non ha saputo dire la sua. La politica ha dovere di controllo che ha completamente derogato in questo campo dando il la ad iniziative che hanno disilluso le aspettative di quanti di noi pensavano di cambiare le cose.

 

Nella recente selezione per direttore nell’ambito psichiatrico della valle dell’Adige le indicazioni che la politica ha dato all’APSS sono state uguali a quelle proposte nell’altra giunte determinando una vulnerabilità antiscientifica di cui pagheremo le conseguenze nei prossimi anni. Lo si desume dall’impianto del bando di selezione che indicava tra l’altro che al Direttore sarebbe stato richiesto di “mantenere e sviluppare l’attuale modello assistenziale” e “il mantenimento delle esperienze già in essere circa il coinvolgimento dei cosiddetti U.F.E. (utenti famigliari esperti)” creatura di Renzo DeStefani, candidato alle recenti elezioni provinciali con Futura.

 

Ciò che preoccupa molti di noi, ed in particolare quelli di noi che si occupano di sanità e che hanno dato la loro adesione al tentativo di cambiamento del sistema trentino è la pochezza con cui la giunta leghista sta affrontando i temi, la mancanza di prospettiva e l’incapacità di operare proposte. Così si andrà allo sfascio, dimostrando che il prima era meglio. Anche la questione delle aggregazioni funzionali dei medici di medicina generale andava affrontata meglio, dando un respiro più ampio e coinvolgente con i sanitari, aprendo di più alle professioni sanitari non mediche, organizzando centri di primo livello con presenza anche di specialisti e con strumentazione adeguata come per esempio funziona nell’organizzazione di simili centri in Portogallo.

 

Il vuoto di pensiero attuale nell’organizzazione di sistema in sanità lo si vedrà con tutte le sue conseguenze negative nei prossimi mesi se non si cambia rotta e si suona l’allarme. Non basta perseguire le promesse elettorali se poi tutto il resto si sfascia. Anche l’assessorato alla sanità appare inadeguato. E’ vero che un politico non è un tecnico, ma come ci sono assessori tecnici che non possono essere solo tecnici ma almeno un po' politici è vero anche anche il contrario. Altrimenti si finisce per fare quello che gli altri cui ci siamo opposti hanno fatto finora.

 

Roberto Pergher, medico e psichiatra, candidato indipendente nelle liste di Forza Italia alle recenti elezioni provinciali.

 

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