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| 16 feb 2019 | 16:36

Ineleggibilità Fugatti, Bisesti: ''Si vuole utilizzare la magistratura per sovvertire il volere del popolo?''. Zeni: ''Mette le mani avanti?''

Il segretario della Lega esce con un comunicato dove spiega che la situazione è ''cristallina'' e quindi non c'è motivo del contendere eppure specifica ''ci troviamo di fronte a un possibile nuovo attacco nei confronti della democrazia''. Il commento del consigliere del Pd: ''Se la questione è cristallina, non si dovrebbe temere l’iter di verifica previsto dall’ordinamento''

Ineleggibilità Fugatti, Bisesti: Si vuole utilizzare la magistratura per sovvertire il volere del popolo?''

TRENTO. ''Ci troviamo, comunque, di fronte a un possibile nuovo attacco nei confronti della democrazia e spero che tutto ciò non influenzi l’ordinaria attività degli organismi giurisdizionali coinvolti''. E' il segretario della Lega Trentino Mirko Bisesti a mostrarsi molto preoccupato nel suo comunicato sul ''ricorso sulla ineleggibilità di Maurizio Fugatti''. Il tema è quello, appunto, della presunta ineleggibilità di Fugatti alla carica di presidente della Provincia perché candidatosi ed eletto quando era già sottosegretario del governo Conte e quindi ''parte del governo'' (QUI ARTICOLO). Una questione di interpretazione (il sottosegretario fa o no parte del governo?) al vaglio delle procedure di verifica ed emersa, in questi giorni, anche in sede consiliare (QUI ARTICOLO). 

 

Lui spiega che ''il Titolo III della Costituzione parla chiaro, precisando che “Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri”, senza fare alcun riferimento alla figura del Sottosegretario. Alla luce di tale cristallinità, non vogliamo certo pensare che da un certo lato della società vi sia la volontà di utilizzare la magistratura al fine di sovvertire il volere popolare, facendo decadere un presidente eletto con una maggioranza netta e che ha ricevuto un solido mandato dagli elettori''. 

 

''Mi sfugge qualcosa - commenta su Facebook il consigliere provinciale Luca Zeni perché il segretario della Lega deve fare un comunicato stampa così? Personalmente ritengo che non ci siano dubbi sul voto di ottobre, la Lega ha vinto le elezioni. E come succede in democrazia ci sono poi procedure di verifica sul rispetto delle regole del gioco. In questo caso la domanda è se Fugatti dovesse dimettersi prima delle elezioni da sottosegretario del governo. Facciamo una “analisi del testo” al comunicato dell’assessore alla conoscenza (senza “i”): Bisesti dice che c’è uno scontro dottrinale sulla questione ma non ci sono dubbi sulla piena eleggibilità di Fugatti. Ma come? Se c’è uno scontro dottrinale ne discende che qualche dubbio dovrebbe averlo''.

 

''Cita la Costituzione - prosegue il consigliere del Pd - che elenca la composizione del governo ma omette di citare la legge statale che include anche i sottosegretari. È proprio quello il punto su cui dovrà decidere il giudice. Ipotizza misteriose volontà di utilizzo della magistratura per sovvertire il voto del popolo. Ma come? Se la questione è cristallina, non si dovrebbe temere l’iter di verifica previsto dall’ordinamento. E nello Stato di diritto la presenza di poteri con competenze diverse che si bilanciano è proprio la garanzia di tutela della democrazia. Parla di un “attacco alla democrazia” (?? Un normale ricorso sarebbe un attacco alla democrazia??) e auspica che questo non influenzi l’attività dei giudici. Cioè i giudici dovrebbero essere influenzati dal fatto che qualcuno ha fatto un ricorso?''.

''Tra l’altro - conclude Zeni - un esponente della Lega, Savoi, ha appena fatto ricorso contro Bezzi perché si contendono lo stesso posto in consiglio provinciale. Seguendo la logica di Bisesti anche quello dovrebbe essere un attacco alla democrazia. Qualcosa mi sfugge, non capisco da dove nasca la necessità di questi toni, anziché il classico comunicato istituzionale: siamo fiduciosi nell’operato della magistratura e convinti dell’infondatezza del ricorso. Si mettono le mani avanti?''.

 

O forse, ancora una volta, tutto va ricondotto al nazionale. Salvini è da un po' di tempo (prima con i la vicenda dei 49 milioni poi, soprattutto, con il caso Diciotti) che va in giro ripetendo che lui è eletto dal popolo e i magistrati no e che c'è in atto un attacco della magistratura di carattere politico nei suoi confronti. Lunedì una minuscola fetta di quel che resta del popolo dei 5 Stelle si esprimerà sulla piattaforma Rousseau per dare mandato al Movimento se votare pro o contro l'autorizzazione a procedere nei confronti del leader leghista. E allora c'è da serrare i ranghi. Nel dubbio meglio spiegare che il ''possibile nuovo attacco nei confronti della democrazia'' c'è ed è esteso. Dalle Alpi alla Sicilia sempre al fianco del Capitano

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