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Lega Trentino, malumori tra i militanti della vecchia guardia:''Eravamo una bella famiglia''. Festini Brosa: ''Normale ci siano degli scontenti''

La settimana scorsa il vicepresidente della circoscrizione di Gardolo, il leghista della prima ora Pacifico Mottes, ha ufficializzato la sua uscita del partito. Il segretario Bisesti: "Per l'affetto sincero che provo per lui non commento". Malumori ci sarebbero però anche in altre zone del territorio

Di Giuseppe Fin - 16 luglio 2019 - 19:29

TRENTO. La Lega del Trentino sembra essere pronta a chiudere la porta alla vecchia guardia. In alcuni casi l'ha già fatto tramite una lettera nella quale viene confermato ai militanti il non rinnovo della tessera. Motivo? Non viene spiegato (o almeno non è detto nella lettera) e qualcuno ha già fatto ricorso alla sede centrale di via Bellerio.

 

Il malessere sulla gestione del partito si sente e per alcuni la colpa viene data alla nuova segreteria. Pacifico Mottes, leghista da circa vent'anni, la scorsa settimana ha ufficializzato il suo addio alla Lega. Vice presidente della circoscrizione di Gardolo è da sempre un attivista di piazza, gazebo e porta a porta.

 

Nelle ultime elezioni comunali per un soffio non ha agguantato palazzo Thun ed ora che avrebbe potuto prendere il posto di Martina Loss eletta alla Camera dei Deputati alle ultime suppletive, il partito gli ha girato le spalle. “Vedete come sono stato trattato – spiega al telefono Mottes – e come me anche tanti altri leghisti che hanno lavorato pancia a terra negli anni in cui la Lega era al 2%. Eravamo una bella famiglia ma poi è arrivata questa nuova segretaria che ha creato un gruppo di ambiziosi che non sanno però come si fanno le cose”.

 

Mottes è uno di quelli che la Lega 'l'amava' veramente. Una sorta di seconda famiglia come lo è per molti altri militanti. “Nel 2015 in occasione delle elezioni comunali – ci racconta – non mi sono stati assegnati una trentina di voti. Il Comune mi ha detto di rivolgermi al Tar ma alla fine non ho fatto nulla perché il costo era eccessivo. Poi al mio posto è entrata Claudia Postal e allora ho lasciato perdere. Ho continuato sempre a lavorare per il partito senza chiedere nulla”.

 

Sono passati gli anni e quel posto Pacifico Mottes non lo ha mai dimenticato. L'occasione di raggiungere palazzo Thun è arrivata a fine di maggio di quest'anno quando Martina Loss, già consigliera comunale di Trento, è stata eletta alla Camera dei Deputati. Qui, però, la nuova frenata del partito: Loss rimane anche consigliera comunale. Per Mottes l'ennesima delusione.

 

“In questi anni – dice – non ho mai mancato un appuntamento. Conosco bene tutti e quando c'era da lavorare io non mi sono mai tirato indietro. Difronte a questo ennesimo affronto nessuno di chi comanda nel partito ha mosso un dito ma invece ho ricevuto la solidarietà da tante altri parti. Anche Cia mi ha detto che le porte del suo partito sono aperte”. Problemi però non mancherebbero in diverse altre zone del Trentino a partire dalla Valsugana. 

 

“Siamo stati sempre una famiglia meravigliosa – spiegano alcuni esponenti del partito che nel corso del tempo hanno anche assunto ruoli dirigenziali – ma da metà dello scorso anno tutto e cambiato”. Sono stati chiesti dei chiarimenti che però non sono arrivati. A mancare, secondo alcuni, sarebbero gli incontri per discutere la linea del partito e le varie problematiche sul territorio. “Prima di ottobre – ci dicono – ci trovavamo sempre in sede per discutere e parlare di diversi temi. Era un modo per confrontarci e portare avanti un'azione politica comune. Questo non avviene più”.

 

Sia vecchi che nuovi gli scontenti non mancano. Già ad inizio anno avevamo raccontato la nascita di un nuovo movimento, il "Grande Nord", a cui ha aderito lo storico segretario della Val Rendena della Lega, Piero Candido Rio, tra l'altro candidato anche alle ultime elezioni provinciali, componente del Consiglio direttivo nazionale e storico militante della Lega da 30 anni a questa parte. (QUI L'ARTICOLO)

Il partito sembra però tirare dritto, forte anche del riscontro che continua comunque a trovare sul territorio. “E' sempre successo che in alcuni momenti storici di un partito ci siano degli scontenti. E' normale" spiega Gianni Festini Brosa che è segretario organizzativo della Lega in Trentino. “Se qualcuno dice che il partito è organizzato male sarà il tempo a dirci se è vero oppure no” conclude. Più laconico invece il segretario della Lega, Mirko Bisesti che sull'uscita di Pacifico Mottes afferma: “Per l'affetto sincero che provo per Pacifico non commento la sua scelta”.

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