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Lo show (IL VIDEO) dell'eurodeputato leghista tra il manifesto di Antonio Megalizzi e il lancio della cioccolata un anno dopo la mossa della scarpa

Angelo Ciocca si riprende la ribalta delle cronache (esattamente un anno dopo) con uno spettacolo giudicato indegno dalla presidente di turno del Parlamento europeo. Un attacco alla Turchia mentre la Lega sostiene Orban che a sua volta sta con Erdogan. Un po' come per la Catalogna: da un lato si sta con i manifestanti dall'altro con quelli che hanno fatto arrestare i loro rappresentanti 

Di Luca Pianesi - 23 ottobre 2019 - 16:54

STRASBURGO. L'immagine del trentino Antonio Megalizzi sollevata, chiaramente in maniera strumentale e fuori contesto, e poi lo show con tanto di lancio di una scatola di cioccolatini all'interno dell'aula di Strasburgo. La Lega quest'oggi si è resa protagonista nel Palamento europeo e lo ha fatto con il suo eurodeputato Angelo Ciocca uno che ogni 23 di ottobre, pare essersi prefissato di salire alla ribalta delle cronache con qualche sceneggiata. Un anno fa, era il 23 ottobre 2018, infatti si era tolto una scarpa mostrandola ai giornalisti per poi usarla per imbrattare, in conferenza stampa (davanti ai commissari europei Pierre Moscovici e Valdis Dombrovskis), i documenti della Commissione europea che bocciavano la manovra del governo giallo-verde.

 

Oggi a un anno di distanza ha pensato di replicare la figuraccia mettendosi a lanciare in aula una scatola di cioccolatini: ''Pazzesco, inaccettabile - ha detto - pensate che alla scorsa plenaria le autorità turche dispensavano cioccolato turco per chiedere di riprendere la negoziazione, l’ingresso della Turchia in Europa e a poche settimane di distanza non dispensano più cioccolato ma missili e bombe''.

 


 

Il suo intervento ha pensato bene di metterlo sui social con tanto di frase ''siete d'accordo?'' tagliato, però, giusto in tempo, un attimo prima che intervenisse la presidente di turno Mairead McGuinness: ''Torni al proprio posto, questa è un’aula del Parlamento in cui si discute e non si buttano oggetti in giro''. ''Noi siamo non violenti, questo è inaccettabile e non è necessario gridare. La invito ad ascoltare perché ascoltando si impara qualcosa e lei ha mancato di rispetto a questa aula''. Tra l'altro la posizione della Lega, in realtà, resta sempre ambigua perché ''amici e nemici'' spesso si mescolano.

 

A Roma Salvini ha detto, riferendosi al suo popolo, che "questa piazza  non permetterebbe lo sterminio del popolo curdo (...)La guerra della Turchia non è in nome del popolo italiano. Se l’Europa avesse dignità cancellerebbe il processo per l'adesione della Turchia all'Unione Europea''. E poi ha aggiunto ''meglio la Russia, meglio Israele. E meglio il popolo ungherese di Orban, che rispetta il pensiero dei suoi cittadini". E proprio in questi giorni Orban e l'Ungheria hanno, di fatto, mollato l'Europa proprio sulla faccenda turca chiedendo addirittura che l’Ue dia sostegno finanziario alla Turchia per costruire città in Siria e bloccare, così, i flussi migratori. Orban (che dalla sua parte ha anche la Bulgaria) è stato chiarissimo e a metà mese ha incontrato proprio Erdogan con grandi strette di mano e grandi sorrisi.

 


 

Insomma un colpo al cerchio e uno alla botte come con la vicenda catalana. Da un lato, a chiacchiere, dichiarazioni in favore degli indipendentisti della Catalogna (in forza di un vecchio spirito autonomista e secessionista della prima Lega Nord che la spingeva a ''tifare'' per la cosiddetta autodeterminazione dei popoli) e dall'altra pieno sostegno e strette di mano con quelli del partito neofranchista e sovranista Vox.

 


 

Se si pensa che in questi giorni il popolo catalano manifesta a Barcellona per le condanne dei suoi rappresentanti per le denunce fatte anche dagli esponenti di Vox, risulta chiara la strategia schizofrenica del partito di Salvini in termini di politica estera.

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