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M49 e la fuga da Casteller, Fugatti: ''Ora via libera anche all'abbattimento. I cani hanno fiutato che è diretto verso la Vigolana''

L'intera vicenda viene presa larga, larghissima, non si dice quasi mai che M49 è scappato dal Casteller nel giro di un paio di ore dalla captivazione. Oltre al governatore, ci sono l'assessora Giulia Zanotelli e il vicepresidente e assessore all'ambiente Mario Tonina, il nervosismo è evidente: "Evento assolutamente anomalo"

Di Luca Andreazza - 15 luglio 2019 - 13:38

TRENTO. "Nella tarda serata di ieri, domenica, M49 è entrato nella trappola-tubo a Porte di Rendena, da lì è stato trasportato al Casteller in zona 1 dove è stato inserito e liberato", queste le parole del presidente Maurizio Fugatti sulla querelle che si arricchisce di una nuova puntata, la fuga del "pericolo pubblico numero uno", come definito dalla provincia. Il primo risultato è quello che ora si è riusciti a portare un plantigrado tra la Vigolana e la Valsugana, lì dove non erano mai arrivati da soli, ma soprattutto si prevede anche l'abbattimento.

 

"Si è verificato un evento assolutamente anomalo -  commenta Fugatti - non previsto dai tecnici dell’Ispra e dagli altri esperti che avevano certificato l’area del Casteller, che non ha eguali in Italia per condizioni di sicurezza. Tutto questo rende giustizia delle preoccupazioni che avevamo espresso circa la pericolosità di questo esemplare e delle misure che avevamo deciso di assumere. A maggior ragione, a questo punto, ogni tipo di intervento per garantire la pubblica sicurezza non potrà che essere considerato assolutamente opportuno e legittimo".

 

L'intera vicenda viene presa larga, larghissima, non si dice quasi mai che M49 è scappato dal Casteller nel giro di un paio di ore dalla captivazione. Oltre al governatore, ci sono l'assessora Giulia Zanotelli e il vicepresidente e assessore all'ambiente Mario Tonina, il nervosismo è evidente. "Abbiamo seguito tutti i protocolli - prosegue Fugatti - questa area è tra i luoghi più sicuri, certificata e realizzata secondo i criteri concordati con ministero dell'ambiente e Ispra".

 

Si ripercorrono le tappe della cattura. L'ordinanza è quella annunciata il 28 giugno e firmata il 1 luglio, quindi sono state posizionate tre trappole-tubo, scattata alle 22.30, domenica 14 luglio, sui monti della val di San Valentina a Porte di Rendena, da dove arriva il segnale. I forestali e il medico veterinario operano le prime verifiche. "E' la prima volta che è stato preso un provvedimento per anticipare un aggressione all'uomo. Le condizioni dell'animale - aggiunge Fugatti - erano buone e non si è ritenuto necessario utilizzare l'anestesia. Si è agito nella piena sicurezza degli operatori, tutto è andato correttamente".

Il plantigrado è stato quindi liberato in zona 1 e gli è stato tolto il radiocollare. Sono le 3 della notte tra domenica e lunedì. Il caso sembra chiuso. "Da lì ha scavalcato la prima recinzione elettrificata - prosegue Fugatti - poi ha superato la barriera in zona 2, sempre elettrificata, e si è portato nella terza area. L'orso ha scavalcato anche il muro di delimitazione di circa 4 quattro metri e elettrificato". 

 

Il colpo di scena. Sono da poco passate le 5 e M49 si è ripreso la libertà. Il Casteller è un po' l'Alcatraz del Trentino. Ritenuto impossibile, prima di oggi, fuggire. A questo si aggiunge la pioggia di ieri, il pelo dell'animale inzuppato d'acqua, i cavi d'acciaio bagnati: il plantigrado avrebbe percepito scariche più forti.

 

Non è servito. Pieno di adrenalina e spaventato per la cattura appena avvenuta, M49 ha provato a scavare in alcuni punti dove ci sono le recinzioni elettrificate tra i 7 e 9 mila volt, i sistemi più potenti sul mercato e provenienti dall'Australia, ma ha trovato il cemento, quindi tutte le volte ha scavalcato le barriere per riprendersi la libertà. "Rispetto la scelta dei tecnici che hanno deciso di non sedare l'animale - dice il presidente - non sarebbe cambiato nulla in quanto gli effetti non sono eterni e quindi M49 sarebbe scappato comunque". Forse un anestetico non avrebbe portato alla fuga, ma la controprova non si avrà. 

 

In particolare il plantigrado è riuscito a superare la doppia recinzione elettrica (14 fili in totale) e la struttura di contenimento costituita da una barriera metallica alta quasi 4 metri, sempre elettrificata. E’ stato da subito disposto un servizio di controllo nelle aree adiacenti al Casteller da parte di personale forestale.

 

"I cani - conclude Fugatti - hanno fiutato che si sarebbe diretto in direzione della Vigolana. Attualmente l'area è presidiata da personale del corpo forestale, ci sono in azione tre squadre e quelle di monitoraggio, oltre alle unità cinofile. Abbiamo informato ministero e Ispra di quanto avvenuto, così come il commissariato di governo. Se si avvicina a case e abitazioni è previsto anche l'abbattimento". Il destino di M49 è segnato, ma le operazioni sono più complicate in quanto non è più munito di radiocollare.

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