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Maltempo e restitution M5s, niente risorse al Trentino. Fugatti: ''Non ne sapevamo nulla'', Degasperi: ''Colpa della Lega''

 I soldi girati dalla Protezione civile a Friuli Venezia Giulia, Liguria e Sicilia per interventi da 665 mila euro. Degasperi: "Non mi sono fidato delle strade romane, i miei soldi dati direttamente ai territori e famiglie colpite dal maltempo". Fugatti: "Nessuno ci ha interpellato, non avremmo rinunciato alle risorse"

Di Luca Andreazza - 06 febbraio 2019 - 19:37

TRENTO. "Non abbiamo rinunciato a nulla", queste le parole di Maurizio Fugatti dopo che le risorse derivanti dal restitution day del Movimento 5 stelle sono state divise tra Friuli Venezia Giulia, Liguria e Sicilia. I pentastellati si sono "tagliati" gli stipendi per recuperare fondi da inviare ai territori colpiti dall'ondata di maltempo tra fine ottobre e inizio novembre.

 

I 2 milioni di euro sono stati girati al Dipartimento di protezione civile e l'ente ha poi scelto dove usare queste risorse, come specificato da Angelo Borrelli665 mila euro per ogni territorio. Non ci sono Trentino e Alto Adige. Manca anche il Veneto, ma aveva già ricevuto 739 mila euro, raccolti attraverso gli sms solidali per decisione unanime delle regioni flagellate dall'alluvione (Qui articolo).

 

Questa volta la Protezione civile si concentra in Friuli per ricostruire il ponte sopra il torrente Aupa, in Liguria per mettere in sicurezza il centro abitato e alcune infrastrutture a Zugli, oltre al perimetro esterno della diga foranea a Sanremo, mentre in Sicilia si lavora alla regimazione delle acque bianche a Caltanissetta e alla sistemazione della strada 217 in contrada Santuzza a Scordia.

 

Non si mette in dubbio che le altre regioni abbiamo sofferto tanti danni e non si può scatenare una battaglia sugli aiuti, ma resta il fatto che il Trentino ancora una volta venga escluso, seppur in modo si spera momentaneo, dagli stanziamenti. Già per gli sms solidali la nostra provincia era inizialmente stata accantonata (Qui articolo). 

 

 Il Dipartimento della protezione civile è una struttura, infatti, della presidenza del Consiglio dei ministri e il Servizio nazionale, dal 2 gennaio 2018, è disciplinato dal Codice della Protezione civile, con il quale è stata riformata tutta la normativa in materia, e ha come componenti tutti i livelli di governo: StatoRegioni, le Province autonome e gli enti locali.

 

Qualcuno forse era a conoscenza, ma si smarcano tutti. Nessuno sa se la Provincia abbia volutamente lasciato spazio alle altre Regioni oppure quale figura abbia preso la decisione. "E' una decisione della Protezione civile - commenta Filippo Degasperi, il consigliere provinciale del Movimento 5 stelle - dopo le indicazioni di Matteo Salvini e della Lega a Roma. La mia quota l'ho regolarmente inviata, ma in via diretta. Non mi sono fidato delle strade romane e quindi parte del mio stipendio ho preferito girarla a Dimaro e alle famiglie più colpite dal maltempo".

 

Risorse, quelle del restitution che avrebbero fatto comodo, soprattutto mentre si discute della variazione di bilancio per cercare di recuperare le risorse e agevolare la ricostruzione post maltempo. "Una scelta della Lega poco comprensibile e servono dei chiarimenti a livello provinciale - aggiunge Degasperi - questi soldi avrebbero cambiato relativamente poco, ma si sarebbero potute liberare risorse molto importanti e utili, come salvare i finanziamenti per la sicurezza, la valorizzazione degli insegnanti o altre disposizioni in questo momento azzerate".

 

I soldi non fanno la felicità, ma probabilmente aiutano, soprattutto dopo che è saltato l'emendamento salva-Trentino e si devono recuperare anche 70 milioni di euro (Qui articolo). Certo è che anche la maggioranza provinciale sembra spiazzata, completamente all'oscuro. "Non sappiamo nulla. Nessuno qui - commenta Fugatti - ha preso decisioni di rinunciare a risorse che avrebbero fatto comodo". 

 

Insomma, non resta che aspettare, conta poco se il sistema della Protezione civile trentina sia sempre la prima a raggiungere qualunque luogo per sporcarsi le mani e fornire il supporto di competenze, mezzi e unità. Le promesse del governo ci sono tutte, si deve solo attendere la realizzazione.  

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