Maltempo, il Movimento 5 stelle dà 2 milioni alla Protezione civile, ma tra i destinatari ancora una volta non c'è il Trentino
I danni per il maltempo ammontano in totale a 6 miliardi e mezzo di euro, intorno al mezzo milione in Trentino. I soldi girati dalla Protezione civile a Friuli Venezia Giulia, Liguria e Sicilia per interventi da 665 mila euro

TRENTO. Non ci sono Trentino, Alto Adige e Veneto nel restitution day del Movimento 5 stelle per agevolare le ricostruzioni in quelle regioni flagellate dall'ondata di maltempo di fine ottobre e inizio novembre.
I pentastellati si sono "tagliati" gli stipendi per raccogliere circa 2 milioni di euro, per la precisione 1.997.424,09 euro già girati al Dipartimento di Protezione civile, che poi avrebbe deciso come ripartire i fondi. E se il Veneto ha già ricevuto, via libera ai soldi a Friuli, Liguria e Sicilia.
"Queste risorse - spiega Angelo Borrelli, capo della Protezione civile - vanno a favore delle popolazioni colpite da quell'evento devastante che ha coinvolto dieci regioni e due province autonome. Nella prima fase abbiamo stanziato 739 mila euro al Veneto, la realtà più colpita, attraverso i soldi raccolti dagli sms solidali. Una decisione unanime delle regioni, ora ci concentriamo invece in Friuli Venezia Giulia, Liguria e Sicilia. Le risorse sono state ripartite per interventi da circa 665 mila euro per ogni territorio".
I danni per il maltempo ammontano in totale a 6 miliardi e mezzo di euro, intorno al mezzo milione in Trentino tra almeno 400 strade forestali da rifare, ponti crollati (quello di Stramentizzo concluso solo nel 2016 è costato 4 milioni di euro), interi boschi devastati con migliaia di alberi abbattuti, sradicati, per un totale di circa 1,5 milioni di metri cubi di piante rimaste a terra.
Senza dimenticare i danni alle abitazioni (solo a Novaledo ci sono state 50 case scoperchiate), alle aziende private (si pensi a Levico che ha visto devastati dagli allevamenti di polli alle pescicolture) e poi ci sono stati i problemi per l'agricoltura (con i piccoli frutti della Valsugana messi a dura prova per non parlare dei vigneti nella Valle dell'Adige) quelli ai luoghi culturali e turistici, Dimaro messa in ginocchio come parte della Val di Fiemme e della Val di Fassa.
Insomma il disastro è stato davvero enorme. Ma il Trentino continua a porgere l'altra guancia. Tutti rassicurano che i soldi arriveranno, gli ultimi in ordine di tempo i ministri Sergio Costa e Riccardo Fraccaro (Qui articolo), ma intanto si continua a restare a bocca asciutta di aiuti statali.
In Friuli si ricostruisce il ponte sopra il torrente Aupa, in Liguria il centro abitato e alcune infrastrutture a Zugli e il perimetro esterno della diga foranea a Sanremo, quindi in Sicilia si lavora alla regimazione delle acque bianche a Caltanissetta e alla sistemazione della strada 217 in contrada Santuzza a Scordia.
Per ora resta solo la società civile. Come la raccolta fondi chiusa da Enrico Mentana che con il Tg La7 ha raccolto qualcosa come 263 mila euro e nei prossimi giorni li consegnerà ai governatori di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino. E c'è FederlegnoArredo (Federazione italiana delle industrie del legno, del sughero, del mobile, dell’arredamento e dell’illuminazione) che dopo aver siglato un accordo con il comune di Cremona acquisterà una parte di quello straordinario legname proveniente dalla Val di Fiemme e in particolare dalla Foresta di Stradivari per donarlo alla Scuola Internazionale di Liuteria (Qui articolo).


















