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Reddito di cittadinanza, parte l'ostruzionismo: ''Ritirate l'emendamento sull'aumento a 10 anni''

Consiglio provinciale bloccato, a oltranza fino a notte. Per Rossi il problema vero è la rinuncia delle prerogative dell'autonomia: "Se la giunta non fa marcia indietro è chiara la politica centralista della Lega"

Di Donatello Baldo - 06 febbraio 2019 - 20:41

TRENTO. La discussione sulla variazione di bilancio, motivata dal recupero di risorse per fronteggiare le spese sui danni da maltempo, si sta trasformando in una sfida tra maggioranza e minoranza. Dopo due giorni di discussione il Consiglio provinciale si convoca ad oltranza per evadere i mille e più emendamenti ostruzionistici presentati dall'opposizione.

 

Il punto critico è un preciso emendamento presentato dalla giunta che innalza fino a 10 gli anni per poter accedere al sostegno al reddito in provincia di Trento. Un emendamento che contiene in sé il recepimento del Reddito di cittadinanza, richiamando il decreto legge nazionale. Una delega allo Stato, per Ugo Rossi, un'abdicazione all'autonomia.

 

Il Pd, oltre alla rinuncia alle prerogative in tema di politiche sociali, non accetta che sia il Trentino la prima realtà a ratificare l'aumento considerevole degli anni di accesso al sostegno al reddito. Ne fa una questione di principio. Contesta anche il metodo: "Non si è mai visto che una norma ordinamentale sia inserita nella legge di bilancio in questo modo".

 

E non è ammissibile, per i dem, che un tema che ha ricadute così forti sulla vita delle persone sia ridotto a un semplice emendamento presentato all'ultimo minuto. Tesi a cui si aggiungono i sindacati, che scrivono: "La legge provinciale prevede esplicitamente che per apportare delle modifiche sul piano normativo e finanziario sulle politiche sociali si deve attivare un confronto con i vari rappresentati sociali e istituzionali". E chiedono alla giunta "il ritirodell'emendamento e l'attivazione di tutti i necessari canali di confronto e discussione”.

 

Ma la giunta non ci sente e tira dritto. Per questo sul tavolo sono stati messi tutti quegli emendamenti che dovranno essere votati tutti ad uno ad uno. Sono più di mille: calcolando che siano votati senza discussione (i tempi di intervento sono ormai finiti) si deve considerare almeno venti secondi per emendamento, e si va così alla mattina.

 

Ugo Rossi, per stanare la maggioranza, ha depositato un sub-emendamento che sostituisce l'emendamento della giunta. Chiede sì l'innalzamento a 10 anni, riferendosi però soltanto alle misure di sostegno al reddito erogate dalla Provincia di Trento. Così facendo toglie dal tavolo il Reddito di cittadinanza, "e così - afferma - si salvano le prerogative dell'autonomia".

 

Così però si rinuncia all'eventuale 'risparmio': se interviene anche in Trentino, il Reddito di cittadinanza viene pagato dallo Stato e la Provincia riduce l'ammontare delle erogazioni a sue spese. "Ma è più importante recuperare qualche milione di euro - ribadisce Rossi - oppure salvaguardare la nostra Specialità?". Se la maggioranza accettasse questo sub-emendamento ci sarebbe un allineamento con Bolzano, "infatti Kompatscher ha fatto sapere che non permetterà di delegare a Roma le politiche sociali, competenza primaria dell'autonomia".

 

La questione è tutta politica e di principio. Fugatti vorrebbe uscire da vincitore e dire a tutti che ha innalzato anche qui gli anni per accedere agli assegni pubblici, togliendo dalla platea gli stranieri. E vorrebbe anche risparmiare qualche soldo, facendo pagare a Roma il sostegno al reddito.

 

Dall'altra il Pd, con Futura, che non voterà mai i 10 anni e che su un tema così importante pretende una discussione approfondita. E dalla stessa parte il Patt che farà di tutto per smascherare la giunta sul tema dell'autonomia: "Se vanno avanti per la loro strada non ci sono più giustificazioni, questa giunta straccia le prerogative sancite dallo Statuto e sarà evidente la natura di una Lega centralista e per nulla autonomista".

 

All'orizzonte non c'è nessuna trattativa per scongiurare l'ostruzionismo. Nessun passo avanti da parte della maggioranza e nessuna intenzione di farne uno indietro da parte della minoranza. Mille e più emendamenti da votare uno ad uno. Si farà notte. Sempre che gli occhi non cedano e si accetti una mediazione notturna.

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