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Reddito di cittadinanza, via libera all'emendamento "salva" Trentino Alto Adige. Rossi: ''Una doppia presa in giro, svenduta l'Autonomia''

Se da un lato il presidente Fugatti ringrazia il Governo Lega/5s dall'altro l'ex governatore parla di "Un'operazione di pura propaganda"

Di gf - 16 marzo 2019 - 20:42

TRENTO. “E' stata svenduta la nostra Autonomia e questa è una operazione di pura propaganda”. Il reddito di cittadinanza tiene ancora banco in Trentino con le dure parole dell'ex governatore Ugo Rossi in riferimento a quanto dichiarato oggi da Maurizio Fugatti sull'ok da parte del Governo di un emendamento che, spiega il presidente, “garantisce l’Autonomia”.

 

La commissione Lavoro della Camera dei Deputati ha approvato nella notte l'emendamento Lega/5s/Svp che consente alla Provincia di Trento e, analogamente, a quella di Bolzano di continuare a gestire le misure a sostegno delle persone in difficoltà in base alla proprie politiche.

 

“Si tratta di un provvedimento che attendevamo e che dà piena garanzia alle prerogative statutarie dell’Autonomia – a commentato il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti - dal momento che rende compatibili gli interventi statali previsti dal cosiddetto reddito di cittadinanza con quelli aggiuntivi stabiliti in sede locale”. Per questi, come noto, la Giunta provinciale ha proposto il requisito dei dieci anni di residenza, ora sancito dalla legge provinciale 1/2019 recentemente approvata dal Consiglio provinciale

 

Saranno oltre 4 mila, spiega in una nota la Pat, i beneficiari in Trentino del reddito o della pensione di cittadinanza, per un volume di risorse stimato di circa 10 milioni di euro che, viene spiegato, verranno quindi "risparmiati" dalla Provincia. Ulteriori 3 milioni saranno risparmiati dall‘introduzione del requisito dei 10 anni di residenza per poter godere dei benefici.

 

L'intenzione di Fugatti è quella di voler “mantenere gli attuali livelli di reddito garantiti ai nostri cittadini con più di dieci anni di residenza. Conseguentemente, per circa 1.200 beneficiari provvederemo ad integrare il reddito di cittadinanza con l'assegno unico provinciale”.

 

L‘approvazione dell’emendamento segue l‘approvazione della norma provinciale delle scorse settimane e garantisce un percorso complementare tra le norme provinciali e nazionali. “Questo permetterà – ha spiegato ancora Fugatti - di risparmiare circa 13 milioni di euro annui dal 2020”.

 

Un alinea, queste, criticata dall'ex governatore e oggi consigliere provinciale del Patt, Ugo Rossi. “Diciamo subito che si tratta di una doppia presa in giro” spiega l'ex governatore. “Nel senso che l'emendamento dice che Trento e Bolzano possono aggiungere misure proprie al reddito di cittadinanza statale”. Un primo punto, spiega Rossi che “già rappresenta una sconfitta perché dovrebbe invece prevalere il nostro sistema. Rispetto a quello statale”.

 

La seconda sconfitta arriva dal fatto che i presunti risparmi possono esserci solo dal 2020. “Auguri – dice il consigliere provinciale – perché il bilancio dello Stato nel 2020 sarà un bagno di sangue nel senso che non reggerà come tutti sanno”. Un'operazione, quindi, “di pura propaganda”.

 

“A Fugatti – conclude Rossi - resterebbe un minimo di credibilità solo se decidesse di fregarsene del reddito cittadinanza statale (come farà Bolzano) e decidesse di applicare interamente le leggi provinciali con le misure provinciali dell’ assegno unico”.

 

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