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Si dimette l'attivista 'No-Vax' dei 5 Stelle, tradita dall'adesione di Grillo al 'Patto per la Scienza': ''Chiedo scusa a chi mi ha votata''

Sara Magotti, candidata alle elezioni provinciali e volto noto del Movimento in Trentino, lascia con polemica: "Mancata coerenza e onestà". E' arrabbiata con il fondatore che ha deciso di schierarsi contro gli antivaccinisti e la pseudoscienza. Con lei solidarizza Mario D'Alterio

Di Donatello Baldo - 12 gennaio 2019 - 05:01

TRENTO. Beppe Grillo ha firmato il 'Patto per la Scienza' voluto dal famoso virologo Roberto Burioni, tanto inviso alla galassia No Vax che in gran parte ha sempre sostenuto i 5 Stelle. Ora c'è subbuglio nella base e si grida al tradimento. Un cambio di rotta che ha portato molti militanti alla rivolta, con attacchi diretti al fondatore del Movimento.

 

Il malcontento arriva fino a Trento e qui una militante illustre annuncia il suo addio con un post su Facebook molto duro: "Mai avrei pensato di dover scrivere un post come questo e non vi nascondo di essere in difficoltà nello spiegarvi il mio stato d’animo. Abbiamo tutti avuto modo di leggere il post di Beppe Grillo, nel quale egli afferma di aver firmato un patto trasversale per la scienza".

 

Lei che scrive è Sara Magotti, candidata alle ultime elezioni provinciali, arrivata terza in lista con più di 600 preferenze. La donna più votata, quella che si era messa in luce anche alle 'parlamentarie', vicina al consigliere Filippo Degasperi e punto di riferimento per molti attivisti 5 Stelle.

 

Lei ha sempre portato avanti la battaglia contro l'obbligo vaccinale, manifestando in ogni dove. Ora che è stata sconfessata dal capo che sceglie la scienza "contro antivaccinisti e pseudoscienza", lei se ne va e chiede pure scusa: "Voglio chiedere scusa a tutti coloro che mi hanno votata e soprattutto a chi lo ha fatto per la mia posizione, ormai nota e che non ho mai nascosto, sulla Legge Lorenzin, fidandosi delle mie rassicurazioni sulla strategia che pensavo stesse seguendo il Governo".

 

"Devo chiedere scusa soprattutto a me stessa - afferma Magotti - per non aver colto i segnali che mi avrebbero potuto far capire quale fossero le vere intenzioni del M5S". Ed elenca tutti i segnali che avrebbe dovuto cogliere, compreso quello della ministra Grillo che aveva proposto l'autocertificazione.

 

In quell'occasione, contro la ministra, si era ritratta sempre su Facebook con il dito medio alzato, dicendo "#libertàdiscelta" e finendo con lo slogan tanto caro a Grillo, quello del "vaffanculo".

Insomma, non le ha mai mandate a dire, ma questa volta decide di andarsene e di sbattere la porta. Se la prende un po' con tutti, che avrebbero tradito le promesse, e se la prende anche con Di Maio "che aveva chiesto il voto a migliaia di genitori con la promessa di superare la Legge Lorenzin". 

 

"Sono la prima ad essere delusa e arrabbiata per la totale mancanza di coerenza e onestà del Movimento - dice amara - e proprio perché ho sempre preteso coerenza, prima di tutto da me stessa, e gridato 'onestà' a squarciagola nelle piazze, vi comunico che ieri ho ritirato la mia iscrizione da Rousseau, perché non ho più nulla da condividere con chi rappresenta a livello nazionale questo Movimento".

 

Al post, in solidarietà con l'attivista che per delusione lascia i 5 Stelle, mette un like anche Mario D'Alterio: candidato a questi tutte le competizioni elettorali, volto noto dei grillini trentini, è come Magotti uno dei sostenitori della contrarietà all'obbligo vaccinale. Interviene in risposta ad un commento di chi dice che i 5 Stelle sono una famiglia e che si discute: "La differenza - afferma caustico D'Alterio - è che in famiglia, appunto, c'è possibilità di confronto e discussione", lasciando intendere che nel Movimento 5 Stelle confronto e discussione non ci sono.

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