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Tolto il nome ''Alto Adige'' da una norma. Cosa cambia? Niente, ma per il tam-tam mediatico sembra stravolta ogni cosa

La stampa nazionale ha ripreso la notizia del fatto che in consiglio provinciale da una singola legge sono stati sostituiti, in due commi, i riferimenti all'Alto Adige con della provincia di Bolzano. Per Urzì, senz'altro, un attacco ideologico alla minoranza italiana ma il nome resta per tutto e in tutto. Il ministro pronto ad impugnare quella specifica norma Urzì a chiedere i danni d'immagine per l'Alto Adige alla Corte dei Conti ai partiti Suedtiroler Freiheit e Suedtiroler Volkspartei

Di Luca Pianesi - 14 ottobre 2019 - 12:34

BOLZANO. Niente panico: l'Alto Adige resta tale, gli altoatesini restano tali e queste parole continuerete a trovarle in tutti gli atti ufficiali, sui giornali, sui libri di storia, in Tv o al cinema. La mitica frase di Totò e Peppino divisi a Berlino, ''Io che ho attraversato, per venire fino a qui, l'Alto Adige...l'Alto Adige'' pronunciata dal grande principe Antonio De Curtis, nel ruolo di Antonio La Puzza non verrà ridoppiata. Eppure ieri, a guardare la stampa nazionale, e anche qualche giornale locale, sembrava davvero che il consiglio provinciale di Bolzano avesse cambiato nome alla provincia e quindi alla regione. Per qualcuno in Sudtirolo, per qualcun'altro in Provincia di Bolzano. Niente di tutto ciò. La vicenda politica ve l'abbiamo raccontata ieri per come si è svolta (QUI ARTICOLO).

 

In buona sostanza in una singola legge, la legge europea, i Suedtiroler Freiheit hanno proposto di cambiare la parola ''altoatesino'' con ''della provincia di Bolzano'' al comma 1 e ''Alto Adige'' con ''provincia di Bolzano'' al comma 2. Ad opporsi strenuamente, ben conscio dell'importanza e della storia di quel nome (che rappresenta lo ''sguardo'' italiano per quel territorio che, invece, visto dal lato tedesco viene chiamato Südtirol), il consigliere provinciale Urzì che solo in sede di consiglio (in commissione è stato l'unico a votare contro) è riuscito a far capire agli altri rappresentanti dei partiti italiani l'importanza ideologica di difendere quel nome anche in una singola norma. Al momento del voto, però, la minoranza italiana non è riuscita a ''battere'' quella tedesca (nonostante, tra l'altro in giunta con l'Svp sieda anche la Lega che però ha dimostrato scarsa sensibilità per l'argomento, forse non capendolo fino in fondo).

 

La norma è stata quindi approvata con le parole ''provincia di Bolzano'' e ''della provincia di Bolzano''. Niente di trascendentale. Nessuna modifica sostanziale, in nessun campo. Ma, come spiegava a il Dolomiti Urzì, un pericoloso precedente per il futuro. Un chiaro attacco alla minoranza italiana. La notizia, però, a livello nazionale è stata totalmente fraintesa scatenando un tam-tam mediatico assolutamente insensato. Sembrava quasi che la parola Alto Adige fosse stata abolita per sempre, ad ogni livello. Sul tema è intervenuto anche il ministro per le autonomie Francesco Boccia spiegando che la norma, se non verrà cambiata, potrà essere impugnata dallo Stato ma non perché va a cambiare il nome alla provincia o alla regione (cosa ovviamente irrealizzabile per un'assise locale) ma perché ''è necessario rendere i testi italiani e tedeschi perfettamente identici e rispettosi della Costituzione''.

 

''Sarebbe opportuno - ha aggiunto il ministro - continuare a discutere esclusivamente delle esigenze della comunità della provincia autonoma di Bolzano e dell'intera Regione Trentino Alto Adige così come abbiamo fatto con il Presidente Kompatscher nel nostro primo incontro istituzionale a Roma, anziché di questioni ideologico nominalistiche che riguardano lo scontro tra la destra tedesca e la destra italiana. Nelle prossime settimane così come da impegno assunto con tutte le regioni sarò personalmente a Bolzano e Trento per affrontare tutti i dossier aperti tra il Trentino Alto Adige e il Governo". Intanto oggi è intervenuto nuovamente il consigliere Urzì chiedendo di cambiare al più presto la norma approvata la scorsa settimana. 

 

''Se questo non dovesse avvenire - spiega - con i nostri esperti stiamo valutando l’opportunità di presentare alla Corte dei Conti un esposto per danno di immagine subito dall’Alto Adige in tutto il territorio nazionale a seguito della scellerata decisione di abolire nel testo della legge cosiddetta (per paradosso) “europea” proprio le espressioni “Alto Adige” e “altoatesini”. Tutta la stampa nazionale ha trasmesso l’immagine di una provincia di Bolzano rivolta al passato, chiusa in una politica da guerra fredda o anni di piombo, dove si colpiscono simboli e si rivendicano queste azioni revansciste con arroganza. Anni di campagne di promozione dell’Alto Adige e delle sue bellezze turistiche ed enogastronomiche danneggiate da una incomprensibile e gretta impuntatura legata all’idea di un primato culturale e linguistico di partiti come Suedtiroler Freiheit (dichiaratamente secessionisti) e Suedtiroler Volkspartei (che ha abbandonato la linea della moderazione per inseguire quella della antistorica provocazione). Il danno d’immagine è rilevante, chi ne pagherà il prezzo?''.

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