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“W la F…” e insulti omofobi, Segnana: “Un post non annulla l'impegno della Giunta”. Ianeselli: “Non riesce a prendere la distanze, rischiamo di abituarci a tutto"

L’assessora alle pari opportunità prima censura Savoi ma poi minimizza: “Non sempre estremizzare una singola situazione è la strada giusta”. Duro affondo del segretario della Cgil Ianeselli: “Comunicato ridicolo non si riesce a prendere le distanze, ma così si disonorano le istituzioni e l'Autonomia”

Di Tiziano Grottolo - 24 novembre 2019 - 09:32

TRENTO. Non si placano le polemiche dopo le foto, diventate di dominio pubblico, che ritraggono l’assessore all'istruzione, università e cultura, nonché segretario della Lega Mirko Bisesti, assieme ai due consiglieri provinciali Gianluca Cavada e Alessandro Savoi (anche presidente del Carroccio) in bella posa davanti a una torta dove troneggiava un inequivocabile “W la F…”.

 

Come se non fosse già di per sé abbastanza grave che delle figure istituzionali posino di fronte a un dolce dal retrogusto sessista, aggiungiamo che il tutto avveniva alla vigilia della “Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne”, laddove i dati ci dicono che nel nostro paese una donna può arrivare a subire in media un episodio di violenza ogni 15 minuti.

 

Ma il presidente della Lega Savoi, non contento dello scatto, una volta preso in castagna ha pensato bene di corredare il tutto con una serie di insulti prima, rivolgendosi ai giornalisti del “Il Dolomiti” e definendoli dei “poveracci” (per alcuni questo rientrerebbe “con un po’ di sforzo” in una critica legittima) poi rincarando la dose con un “Culatoni”.

 

Come c’era da aspettarsi le reazioni non si sono fatte attendere (Articoli QUI e QUI) con il presidente dell’Arcigay Lorenzo De Preto che ha chiesto immediatamente delle scuse ufficiali a cui hanno fatto eco i consiglieri di opposizione Ghezzi, Dallapiccola e Zeni “Questo non è essere uomini”. Le parole di Savoi però sono arrivate fino a Roma suscitando le reazioni della senatrice Conzatti che ha parlato di “Autonomia trentina oltraggiata” e di Monica Cirinnà: “Linguaggio d’odio e reazioni verbalmente violente sono il biglietto da visita della Lega”. C’è anche chi, come l’Udu e il consigliere Zannini hanno chiesto le dimissioni dal consiglio provinciale.

 

Nella giornata di ieri anche il segretario della Cgil Franco Ianeselli ha fatto sentire la sua voce, solidarizzando con la redazione de “Il Dolomiti” e sottolineando l’assordante silenzio della Lega e degli altri partiti di maggioranza, “Così come – l’affondo di Ianeselli – quello dell'assessora alle Pari opportunità Segnana che emette un comunicato ridicolo in cui nemmeno riesce a prendere le distanze. In questo modo – spiega il segretario della Cgil – rischiamo di abituarci a tutto e allo stesso tempo si disonorano le istituzioni e l'Autonomia. Chi resta in silenzio è complice, ogni trentino ha il diritto di sentirsi offeso”, la conclusione che non lascia spazio a interpretazione.

 

Interpretazione che invece trova accoglienza nel comunicato rilasciato in serata dall’assessora Stefania Segnana che se da un lato redarguisce Savoi “i commenti che hanno generato il dibattito di queste ore sono certamente fuori luogo e censurabili”, dall’altro si prende la briga di fare una precisazione: “Premesso che non credo che un post su Facebook annulli l'azione e l'impegno posti quotidianamente dalla Giunta e da tanti altri attori impegnati quotidianamente nella difesa della parità di genere”.

 

E ancora, se per l’assessora “il rispetto fra uomini e donne deve essere coltivato ogni giorno e richiede il massimo della sensibilità da parte di tutti, a partire dalle piccole cose, ma – c’è sempre un ‘ma’ di mezzo – ma al tempo stesso consapevoli che non sempre estremizzare una singola situazione è la strada giusta per raggiungere il risultato. Auspico quindi fortemente un surplus di impegno per rafforzare quella cultura del rispetto per la quale continueremo a lavorare”. Insomma tutto è bene quel che finisce bene, in fondo si tratta soltanto di uomini che hanno voglia di scherzare, e che tutto finisca a tarallucci e vino non ha importanza, almeno su questi salatini sarà più difficile scriverci sopra delle frasi sessiste.

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