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Bilancio provinciale, Fugatti in Aula: "La pandemia non ci ha travolto. Noi i primi a riaprire le scuole'' e dimentica gli oltre 800 trentini morti. Rossi: "Triste e sconfortato"

Il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, è intervenuto questa mattina con la sua relazione sul bilancio provinciale. Nessun riferimento, purtroppo, agli 809 trentini morti a causa del Coronavirus. Il presidente Kompatscher all'inizio del suo intervento ha chiesto un minuto di silenzio. Ugo Rossi: ''Bisognava ricordare il dolore e le tante persone che sono scomparse. Non è stato fatto, sono sconfortato''

Di Giuseppe Fin - 11 dicembre 2020 - 12:21

TRENTO. L’anno che stiamo per lasciarci alle spalle non era stato né programmato né previsto in questa forma. Quello che abbiamo vissuto è stato un periodo eccezionale e anche le prossime settimane e i prossimi mesi si preannunciano tali. “Purtroppo non siamo riusciti ad arrestare la diffusione di questo virus insidioso. Agli inizi di marzo è stata ufficialmente dichiarata la pandemia. Da quel momento più di 1,5 milioni di persone nel mondo sono rimaste vittime del Covid19”. Sono queste le prime parole pronunciate nei minuti iniziali della propria relazione sul Bilancio da parte del presidente dell'Alto Adige. Arno Kompatscher ha ricordato come, in Alto Adige, oltre 600 persone hanno perso la vita a causa del Coronavirus. Alla loro memoria e alle loro famiglie ha chiesto di dedicare “un minuto di silenzio”. Il presidente del Trentino, Maurizio Fugatti, invece si è soffermato sull'essere i primi e sul definire una "beffa" le nevicate abbondanti con il turismo pronto ma fermo. 

 

Un ricordo doveroso in Alto Adige della morte di tantissime persone, alla tante famiglie messe in ginocchio da lutti che hanno riempito di lacrime. Figli e figlie che non hanno potuto salutare per l'ultima volta i propri genitori, che li hanno visti da un plexiglas e che non hanno potuto per l'ultima volta dare a loro una carezza.

 

Prima parte dell'intervento del presidente Arno Kompatscher con il ricordo ai morti per Covid-19

 

Un ricordo doveroso che in Trentino sembra essere stato superato dalla voglia di dire che “siamo primi”. Da quell'ansia di elencare, di mettere assieme provvedimenti perché “siamo stati migliori degli altri”. Il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, lo ha fatto. Nella sua relazione sul bilancio 2021,  ha iniziato parlando dell'incertezza dovuto alla pandemia, della necessità di guardare indietro per contemplare il cammino fatto. Ha poi parlato di un Trentino che è riuscito “a fare fronte comune pur tra innumerevoli difficoltà”.

 

“Non sapevamo nulla del nemico invisibile che ha cambiato le nostre vite” ha continuato Fugatti nell'incipit della sua relazione per poi dire che “La pandemia non ci ha travolto. Il Trentino ha saputo curare i malati, accoglierne da altri territori e fare solidarietà”. Ha poi ricordato come il Trentino sia stato il primo in Italia a riaprire le scuole d'infanzia e gli asili nido e ancora “Il Trentino è stato l'ultimo territorio a ricorrere alla Dad”. C'è poi l'orgoglio di “essere rimasti gialli” e ci mancherebbe. L'orgoglio per la forza con la quale tutto il personale sanitario ha affrontato questa pandemia.

 

Prima parte dell'intervento del presidente Maurizio Fugatti

 

Ma di un ricordo dei morti, le oltre 800 persone spesso ricordate perché “donne e uomini che hanno contribuito a rendere il Trentino quello che è oggi”, nemmeno l'ombra.

 

Il discorso di Fugatti è proseguito parlando di limitazioni e di rinunce, di incertezza per i giovani e di economia che, soprattutto in Trentino, sta pagando tantissimo questo situazione. “Siamo alle soglie dell'inverno con la macchina organizzativa accoglienza turistica pronta ma siamo fermi”. Definisce una “beffa dolorosa” la tanta neve che si è vista in questi giorni. E dopo un breve passaggio sul popolo trentino “capace di reagire in modo resiliente” il via all'elenco dei provvedimenti.

 

Nessun minuto di silenzio per le centinaia di morti trentini. Una dimenticanza che non è passata inosservata al capogruppo del Patt, Ugo Rossi che pur chiedendo un momento di silenzio per ricordare le vittime si è sentito rispondere che sarà fatto mercoledì. Può aspettare, insomma. “Abbiamo affrontato un 2020 terribile e bisognava dirlo, bisognava ricordare il dolore e le tante persone scomparse” spiega Rossi. “Iniziata la relazione Fugatti ha subito detto che siamo stati 'i primi in Italia a riaprire le scuole'. Ecco subito una classifica, per dire che siamo bravi. Ma nessuna parola per gli 809 morti. "Sono triste e sconfortato davanti a tutto ciò” continua Rossi che fa riferimento anche alla relazione del presidente Kompatscher il cui incipit è stato ben diverso da quello di Fugatti. “Non è possibile un atteggiamento del genere – ha concluso Rossi - ma dove stiamo andando?”.

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