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Coronavirus, Zanella: ''Bluffare per restare in zona gialla rallenta la discesa dei contagi, mette a rischio sistema sanitario e posticipa la ripartenza''

Duro affondo del consigliere provinciale di Futura alla Giunta: "E' comprensibile la preoccupazione di questa Giunta per l’impatto economico delle misure di contenimento, è una preoccupazione che chiunque non può che condividere. Su questo si dovrà lavorare col governo per i ristori e per aumentare le politiche attive per il lavoro. Ma la vita e la tutela della salute vengono prima"

Di Luca Andreazza - 12 December 2020 - 22:04

TRENTO. "La Provincia nella gestione della pandemia gioca col fuoco". Così Paolo Zanella, consigliere provinciale in quota Futura, che aggiunge: "Nella relazione al bilancio, il presidente Fugatti non ha pronunciato una sola parola sulla reale gravità dell'epidemia in Trentino. Nessun accenno agli oltre 800 morti, ma anche alla drammatica situazione di congestione in cui versano gli ospedali e le terapie intensive".

 

Un atteggiamento completamente diverso rispetto al presidente dell'Alto Adige, Arno Kompatscher, che in apertura di seduta ha ricordato le vittime e chiesto un minuto di silenzio. Qui si è puntato sui risultati ottenuti (Qui articolo). "Solo parole autocelebrative su quanto siamo stati bravi a far fronte all’emergenza. Il presidente - prosegue Zanella - ha avuto persino il coraggio di dire che 'Non è stato un caso' che nei tre colori stabiliti dal Governo, siamo stati classificati gialli e siamo, finora, rimasti tali'. Non è stato un caso. E non di certo perché abbiamo gestito la pandemia in modo esemplare. Non è un caso perché deliberatamente non si sono comunicati tutti i dati al fine di restare in zona gialla".

 

Intanto la situazione del Trentino è balzata a livello nazionale, Il Messaggero ha proposto un'analisi della contabilità trentina dei dati dell'emergenza: "Covid, l'epidemia nascosta di Trento: tamponi fantasma e dati fasulli'', il titolo dell'articolo dedicato alla gestione definita con "trucchetto" dell'emergenza (Qui articolo).

 

"Una pessima figura per la gestione Fugatti e soprattutto per il nostro Trentino una pessima figura. I nodi vengono al pettine. Dal mio ingresso in Consiglio provinciale - aggiunge l'esponente di Futura - ho interrogato più volte la Giunta e sono intervenuto in Aula per denunciare la mancata trasparenza sui dati, sentendomi rispondere che a Roma fino al 3 dicembre chiedevano solo i dati dei tamponi molecolari. Come se non fossero consapevoli di omettere di comunicare centinaia di positivi al giorno, non verificando gli antigenici col molecolare come da indicazioni ministeriali".

 

Il Trentino, come più volte spiegato da Il Dolomitiha praticamente smesso di verificare i positivi trovati con i tamponi antigenici con il tampone molecolare; attività che, invece, hanno continuato a fare le altre regioni. Da schema ministeriale sono finiti solo i positivi da molecolare e così il territorio è riuscito a non far figurare almeno due terzi dei contagi. Al contrario, con il molecolare si continuava a cercare la negativizzazione del paziente e quindi tutti i guariti, anche quelli che erano stati trovati con gli antigenici, sono stati comunicati.

 

"Un grande bluff - evidenzia Zanella - finalizzato a rimanere in zona gialla, come se si potesse bluffare con i numeri dei contagi, come se non stessimo parlando della salute e della vita delle persone, come se da questi numeri non dipendessero decisioni importantissime per il bene della comunità. Alto Adige e Veneto continuano nella verifica dei tamponi antigenici positivi attraverso il molecolare di conferma, noi invece continuiamo a non farlo: vengono comunicati separatamente i due tipi di tampone, consapevoli che l’Iss e il Ministero da inizio dicembre chiedono i dati degli antigenici, senza poi usarli per calcolare gli indici di rischio. Si è andati avanti col giochetto. In barba al Ministero della Salute e all’Istituto Superiore di Sanità, sui quali, però, viene da chiedersi come mai non abbiano vigilato sulla palese anomalia trentina, con dati di ricoveri, accessi in rianimazione e mortalità del tutto fuori scala rispetto ai tamponi positivi".

 

Non a caso nell'ultima settimana di novembre praticamente tutti i giorni sono stati comunicati più guariti dei positivi trovati. Questo nonostante le ospedalizzazioni, le terapie intensive e il numero dei decessi fossero fuori scala rispetto agli altri territori. 

"Si chiede alla Giunta soltanto di prendere atto della gravità della situazione - dice il consigliere provinciale di Futura - basandosi sui dati reali e prendendo responsabilmente i provvedimenti conseguenti. Ieri il nostro indice Rt era di 0,91 e tra i più alti in Italia. Se teniamo conto che è calcolato solo sull’andamento dei positivi al tampone molecolare, senza gli antigenici, la gravità della situazione è lampante. La stima reale della situazione l’abbiamo guardando il tasso di ospedalizzazione e di mortalità da Covid-19 correlati". 

 

Nel frattempo l'ultimo report dell'Iss indica alcune allerte, in particolare sulla parte delle ospedalizzazioni e delle terapie intensive. Il Trentino è in zona gialla ma il rischio è "alto" (Qui articolo). Gli ospedali restano sotto presssione, come confermato da Pier Paolo Benetollo (direttore dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari). Il dato a sabato 12 dicembre è di 447 persone ricoverate di cui 44 in terapia intensiva (Qui articolo), c'è un focolaio anche nel reparto di oncologia (Qui articolo).

 

"L’ospedalizzazione - continua Zanella - è di 88,5 persone ogni 100.000 abitanti (9 dicembre), ben oltre Alto Adige - 80,6/100.000 - e Veneto - 58,5/100.000. La mortalità è di 13,7 morti per 100.000 abitanti nell’ultima settimana, terzi in Italia per decessi (media 7,5/100.000). Le festività sono alle porte: necessario un richiamo forte al senso di responsabilità individuale, che diventa strumento di tutela della comunità, specie dei più fragili. Serve rafforzare le misure di prevenzione contenendo al massimo gli spostamenti e ricordando l’importanza dell’uso della mascherina".

 

Il livello del contagio in Trentino appare stabile ma ancora alto. L'apertura degli impianti, la ripartenza delle scuole superiori in presenza e il trasporto pubblico possono rappresentare fonti di stress per il sistema sanitario, già provato da mesi sul fronte. 

 

"E' necessario potenziare il tracciamento e lo screening degli operatori sanitari, nonché rinforzare gli organici di ospedali e centrale Covid per far fronte alle molte malattie e al rischio di burnout del personale sanitario, conclude Zanella: "Va preparata la riapertura delle scuole, sempre che questo sia possibile dopo le feste in base ai dati reali, programmando quanto non si è riusciti a fare durante la tregua estiva: scaglionare gli ingressi e dilazionare su un arco maggiore di ore la didattica in presenza, per evitare gli assembramenti sui mezzi pubblici. E' comprensibile la preoccupazione di questa Giunta per l’impatto economico delle misure di contenimento, è una preoccupazione che chiunque non può che condividere. Su questo si dovrà lavorare col governo per i ristori e per aumentare le politiche attive per il lavoro. Ma la vita e la tutela della salute vengono prima. Bluffare per restare in zona gialla non farà altro che rallentare la discesa dei contagi, metterà a rischio la sostenibilità del sistema sanitario e posticiperà per il nostro territorio il momento in cui potremo finalmente pensare seriamente alla ripartenza". 

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