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| 30 set 2020 | 10:46

Bocciati 10 anni di residenza per le Case Itea, i sindacati: ''Il provvedimento era assurdo, basta slogan e demagogia per creare divisioni nella comunità''

Nelle scorse ore il Tribunale di Trento si è espresso, a seguito di un ricorso presentato da un cittadino etiope rappresentato dagli avvocati Giovanni Guarini e Giovanni Guariso, per bollare come "Incompatibile con il principio della parità di trattamento” e “discriminatorio” il criterio di residenza dei 10 anni. Un'altra, ennesima, bocciatura per la Provincia a trazione leghista

Bocciati 10 anni di residenza per le Case Itea, i sindacati: Il provvedimento era assurdo

TRENTO. “La risposta ai bisogni abitativi delle persone, lavoratori e pensionati che vivono nella nostra provincia non può essere quella di togliere a qualcuno per accontentare altri". Queste le parole di Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil). "Così alla fine perdono tutti, trentini e non. L'unica azione da intraprendere è quella di attuare una vera politica per la casa. Basta slogan e demagogia che puntano solo a creare divisioni nella comunità, serve concretezza".

 

Nelle scorse ore il Tribunale di Trento si è espresso, a seguito di un ricorso presentato da un cittadino etiope rappresentato dagli avvocati Giovanni Guarini e Giovanni Guariso, per bollare come "Incompatibile con il principio della parità di trattamento e discriminatorio” il criterio di residenza dei 10 anni (Qui articolo). Un'altra, ennesima, bocciatura per la Provincia a trazione leghista. Una norma che adesso deve essere disapplicata. 

 

"L’unica risposta vera è mettere a disposizione più alloggi pubblici, ristrutturare il patrimonio Itea e ampliare anche la disponibilità di case a canone moderato. Era abbastanza chiaro come quella legge fosse discriminatoria – aggiungono Grosselli, Bezzi e Alotti – e avesse il solo scopo di illudere i cittadini sul fatto che tagliando fuori gli stranieri ci sarebbero state più case popolari per i trentini".

 

Una norma fin da subito finita nel mirino e ora cassata dal Tribunale. "Oggi esiste già una doppia graduatoria - concludono Grosselli, Bezzi e Alotti - che separa comunitari da extracomunitari nelle liste Itea e gli alloggi assegnati ai cittadini stranieri sono appena l'8,7% del totale contro il 91,3% di italiani. Dunque non solo la Giunta ha fatto un provvedimento discriminatorio, ma anche totalmente assurdo perché paradossalmente oggi un cittadino straniero a parità di condizione economica è penalizzato. Ci auguriamo che la sentenza del Tribunale sia la spinta per rivedere posizioni discriminatorie sull’accesso al welfare per quanti già risiedono sul nostro territorio. Finalmente la Giunta avvii l’osservatorio sulla casa e un piano di edilizia sociale a favore di tutte le famiglie in difficoltà”.

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