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Case Itea, i sindacati: ''Pronti a sostenere i cittadini stranieri che si vedranno respinta la domanda di assegno di natalità per la stessa norma della Pat bocciata dai tribunali''

I sindacati intervengono dopo che la Provincia a trazione leghista è uscita nuovamente sconfitta in tribunale per quanto riguarda il criterio di almeno 10 anni di residenza per accedere alle case Itea. Grosselli, Bezzi e Alotti: "Solo una Giunta come quella trentina poteva concepire una misura così indegna. La Pat disapplichi la norma o dovranno pagare la sanzione di tasca propria"

Di L.A. - 17 January 2021 - 21:08

TRENTO. "A nostro parere esiste solo una possibilità: la Giunta deve disapplicare la norma che vincola i richiedenti alloggio Itea ad avere almeno 10 anni di residenza in Italia fino al giudizio di merito". Così Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil). "Altrimenti la Corte dei conti dovrà chiedere che siano i politici, di tasca propria, a pagare la sanzione prevista dal giudice del tribunale di Trento".

 

I sindacati intervengono dopo che la Provincia a trazione leghista è uscita nuovamente sconfitta in tribunale. Il criterio dei 10 anni di residenza per accedere agli alloggi Itea era stato definito dai giudici "discriminatorio" e "Incompatibili con il principio della parità di trattamento”, la Corte di Appello ha bocciato il ricorso di piazza Dante, con quest’ultima che dovrà pagare 50 euro di sanzione per ogni giorno di ritardo (Qui articolo). 

 

"La decisione del giudice Flaim - aggiungono Cgil, Cisl e Uil - che ha ritenuto irragionevole e quindi ha sospeso l'applicazione di un criterio di residenza di 10 anni per l'accesso agli alloggi Itea, è coerente con la giurisprudenza della Corte Costituzionale e con quella della Corte di Giustizia europea. A febbraio capiremo se, dopo la sospensiva, anche nel merito le motivazioni di irragionevolezza saranno ritenute sufficienti o se sarà necessario un vaglio di costituzionalità".

 

Resta il fatto che nei prossimi mesi la Corte costituzionale dovrà esprimersi sullo stesso tema visto che altri tribunali hanno già sollevato la questione per quanto attiene alla normativa del reddito di cittadinanza.

 

"Annunciamo fin d'ora che sosterremo tutti ricorsi di cittadini stranieri residenti in Trentino che vedessero respinta la domanda di assegno di natalità qualora fossero privi del requisito dei dieci anni di residenza. Solo una Giunta come quella trentina poteva concepire una misura così indegna. Discriminare i bambini fin dalla culla è vergognoso e testimonia l'insensibilità di una Provincia del tutto avulsa da una comunità come quella trentina che ha da sempre nel suo Dna i valori della tolleranza e dell'accoglienza", concludono Grosselli, Bezzi e Alotti.

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